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Malato e indebitato, ecco come ottenere una forte riduzione del debito: chi può chiederlo e come fare

Malato e indebitato, ecco come ottenere una forte riduzione del debito: chi può chiederlo e come fare
Un consumatore malato e indebitato ha ottenuto una forte riduzione del debito grazie ad un’opposizione a un decreto ingiuntivo: il caso evidenzia il crescente problema del sovraindebitamento in Italia e l’importanza di agire legalmente in tempo
Un uomo di 58 anni, residente nella provincia di Lecce e affetto da una grave patologia invalidante e degenerativa, si è trovato sommerso da un debito che non riusciva più a sostenere. Nonostante avesse già versato molte delle rate concordate, l’istituto di credito continuava a pretendere da lui oltre 19.000 euro, una cifra sproporzionata rispetto alla sua effettiva situazione economica, gravemente compromessa dalla malattia e dall’impossibilità di lavorare.
Di fronte a un quadro tanto critico e - purtroppo - sempre più comune, l’uomo ha deciso di non arrendersi: con il supporto dell’avvocato Antonio Maria Manco, ha presentato opposizione al decreto ingiuntivo della banca. L’azione giudiziaria ha portato alla luce irregolarità contrattuali nel rapporto tra l’uomo e la finanziaria.

Cos'è il decreto ingiuntivo e come funziona l'opposizione
Il decreto ingiuntivo è uno strumento giuridico rapido e semplificato, che consente a un creditore (ad esempio una banca, un fornitore o una finanziaria) di ottenere dal giudice un ordine di pagamento nei confronti di un debitore, senza avviare un processo ordinario.
È previsto dal Codice di procedura civile (artt. 633 e seguenti) e viene emesso inaudita altera parte, cioè senza che il debitore venga ascoltato nella fase iniziale. Tuttavia, quest’ultimo ha diritto di opporsi e far valere le proprie ragioni.

Quando si può richiedere un decreto ingiuntivo?
Il creditore può richiederlo quando è in possesso di prove scritte del credito, come:
  • fatture non pagate;
  • contratti firmati;
  • assegni o cambiali;
  • estratti conto certificati da istituti bancari;
  • documentazione contabile regolare.
Cosa succede dopo l’emissione del decreto?
Il decreto viene emesso dal giudice e notificato al debitore, il quale ha 40 giorni di tempo dalla notifica per pagare oppure fare opposizione. Se il debitore non si oppone entro 40 giorni, il decreto diventa esecutivo, e il creditore potrà avviare azioni esecutive (come il pignoramento di beni o conti correnti).
L’opposizione a decreto ingiuntivo è l’unico strumento legale a disposizione del debitore per contestare l’importo richiesto o l’esistenza stessa del debito.
In caso di opposizione il giudice può:
  • rigettare l’opposizione;
  • emettere un’ordinanza che estingue il processo da cui deriva l’efficacia esecutiva del decreto;
  • accogliere totalmente o parzialmente l’opposizione.
A fare chiarezza sulla vicenda è stato il Tribunale di Lecce che, in base ad una consulenza tecnica, ha accolto la tesi difensiva. La giudice onoraria Marilena Caroppo ha riconosciuto le incongruenze e ha disposto una riduzione consistente dell’importo richiesto: il debito è sceso a circa 7.000 euro e l’istituto di credito è stato condannato a pagare le spese legali.

Un problema diffuso che riguarda milioni di italiani
L’episodio non è isolato. Secondo l’avvocato Manco, il fenomeno del sovraindebitamento privato sta assumendo proporzioni allarmanti. I dati Istat aggiornati al 2024 parlano chiaro: il debito medio per cittadino ha superato i 29.000 euro, con un incremento di oltre il 13% in appena quattro anni. In particolare, gli uomini con più di 50 anni risultano i più esposti, con debiti che frequentemente superano i 35.000 euro.
Il legale sottolinea come il ricorso a prestiti e finanziamenti sia diventato ormai la norma nella vita quotidiana degli italiani. Oggi, infatti, si richiede un finanziamento anche per spese relativamente modeste, come elettrodomestici, cure dentistiche, vacanze o dispositivi elettronici. Tale circostanza è emblematica di un sistema in cui il potere d’acquisto delle famiglie si è fortemente ridotto.

Opporsi è possibile, ma bisogna agire subito
In molti casi, spiega l’avvocato, le somme richieste da banche o finanziarie risultano gonfiate o non corrispondenti ai reali conteggi. Tuttavia, l’unico modo per far valere i propri diritti è quello di proporre opposizione al decreto ingiuntivo entro i termini previsti. Una procedura spesso ignorata per paura dei costi o per mancanza di informazioni, ma che può realmente fare la differenza.


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