È definito "congedo straordinario" il periodo retribuito di assenza dal lavoro, concesso ai lavoratori dipendenti che assistano familiari con disabilità grave accertata ai sensi dell'art. 33 della legge 104.
Originariamente concepito come strumento di tutela rafforzata della maternità in caso di figli portatori di disabilità grave, il congedo straordinario è a tutt’oggi inserito nel testo normativo dedicato alla tutela e al sostegno della maternità e della paternità, l’art. 42 del D. Lgs. 151/2001, anche se progressivamente ha assunto una portata più ampia, estendendo così il proprio ambito di applicazione oltre i rapporti genitoriali, sino a ricomprendere anche le relazioni tra figli e genitori disabili e, ancora, in altra direzione, i rapporti tra coniugi o tra fratelli.
Si tratta di un istituto fondamentale per l'assistenza ai disabili in condizione di gravità, consentendo la conservazione del posto di lavoro - e del correlato apporto reddituale - in concomitanza di impegnative attività di cura e accudimento del disabile da parte di chi ne gode.
È possibile richiedere fino ad un massimo di due anni di congedo straordinario nell'arco della vita lavorativa: tale limite è complessivo fra tutti gli aventi diritto per ogni disabile grave.
Durante il congedo spetta un’indennità calcolata sulla base dell’ultima retribuzione precedente l’inizio dell’assenza, prendendo in considerazione le componenti fisse e continuative previste dalla normativa
Il congedo straordinario, tuttavia, non significa automaticamente ricevere queste somme. L’importo effettivamente spettante dipende dalla retribuzione del lavoratore e dalle regole previste dalla normativa.
Per il 2026 l’INPS ha stabilito questi valori:
Originariamente concepito come strumento di tutela rafforzata della maternità in caso di figli portatori di disabilità grave, il congedo straordinario è a tutt’oggi inserito nel testo normativo dedicato alla tutela e al sostegno della maternità e della paternità, l’art. 42 del D. Lgs. 151/2001, anche se progressivamente ha assunto una portata più ampia, estendendo così il proprio ambito di applicazione oltre i rapporti genitoriali, sino a ricomprendere anche le relazioni tra figli e genitori disabili e, ancora, in altra direzione, i rapporti tra coniugi o tra fratelli.
Si tratta di un istituto fondamentale per l'assistenza ai disabili in condizione di gravità, consentendo la conservazione del posto di lavoro - e del correlato apporto reddituale - in concomitanza di impegnative attività di cura e accudimento del disabile da parte di chi ne gode.
È possibile richiedere fino ad un massimo di due anni di congedo straordinario nell'arco della vita lavorativa: tale limite è complessivo fra tutti gli aventi diritto per ogni disabile grave.
Durante il congedo spetta un’indennità calcolata sulla base dell’ultima retribuzione precedente l’inizio dell’assenza, prendendo in considerazione le componenti fisse e continuative previste dalla normativa
Il congedo straordinario, tuttavia, non significa automaticamente ricevere queste somme. L’importo effettivamente spettante dipende dalla retribuzione del lavoratore e dalle regole previste dalla normativa.
Per il 2026 l’INPS ha stabilito questi valori:
| 2026 | Importo massimo |
| Massimale complessivo annuo | 57.836,96 € |
| Indennità massima annua | 43.486,00 € |
| Indennità massima giornaliera | 119,14 € |
| Retribuzione figurativa massima settimanale | 836,27 € |
| Retribuzione figurativa massima giornaliera | 119,14 € |
Il limite complessivo viene rivalutato ogni anno in base alla variazione dell’indice ISTAT previsto dalla legge.
Ma quali potrebbero essere gli importi massimi nel 2027?
Il tetto economico del congedo straordinario per chi assiste un familiare con disabilità grave è destinato a cambiare anche nel 2027. Qui bisogna fare attenzione a non confondere stima e importo ufficiale che, ad oggi, non è stato ancora pubblicato.
In base alle stime attualmente disponibili, se la rivalutazione fosse del 2,9%, applicando questa percentuale ai valori 2026, si otterrebbero indicativamente:
| 2027 – stima con rivalutazione del 2,9% | Importo stimato |
| Massimale complessivo annuo | 59.514,23 € |
| Indennità massima annua | 44.747,09 € |
| Indennità massima giornaliera | 122,60 € |
| Retribuzione figurativa massima settimanale | 860,52 € |
| Retribuzione figurativa massima giornaliera | 122,60 € |
Questi importi, si ribadisce, sono una simulazione e non ancora i valori ufficiali 2027. L’importo definitivo dovrà essere determinato dall’INPS sulla base dell’indice di rivalutazione previsto dalla normativa.
Ma il lavoratore riceve davvero 44.747 euro?
No. Questo è uno dei punti più importanti.
Il valore di circa 44.747 euro rappresenterebbe, nell’ipotesi di rivalutazione del 2,9%, il massimo annuo dell’indennità economica.
Non significa che chiunque usufruisca del congedo straordinario riceva automaticamente questa cifra.
L’indennità viene infatti calcolata sulla retribuzione di riferimento del lavoratore e incontra il limite massimo previsto dalla legge.
Inoltre, il massimale complessivo di circa 59.514 euro non deve essere interpretato come uno stipendio aggiuntivo: comprende anche gli effetti della contribuzione figurativa collegata al periodo di congedo.
Di conseguenza, un lavoratore con una retribuzione utile inferiore al massimale continuerà a ricevere un'indennità commisurata alla propria retribuzione, senza beneficiare automaticamente dell'aumento del tetto. L'eventuale aumento del massimale interessa soprattutto chi ha una retribuzione sufficientemente elevata da raggiungere o avvicinarsi al limite.