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Lavoratore, ora ti pagano la malattia anche se il medico ti visita il giorno dopo in ambulatorio: nuova circolare INPS

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Lavoratore, ora ti pagano la malattia anche se il medico ti visita il giorno dopo in ambulatorio: nuova circolare INPS
Chi si ammala e riesce a farsi visitare solo il giorno successivo non perde più la copertura previdenziale. Con una recente circolare, l'Inps ha rivisto un meccanismo che, per anni, ha penalizzato migliaia di lavoratori costretti ad aspettare un appuntamento medico. Ecco le novità e chi ne beneficia
Fino al 3 settembre 2026 il punto di riferimento per calcolare l'inizio della malattia era, salvo eccezioni, la data della visita medica. Se un lavoratore si sentiva male di lunedì ma trovava posto dal medico solo il martedì, il certificato poteva sì indicare che la persona "dichiara di essere ammalata dal giorno prima", ma questa dicitura veniva riconosciuta dall'Inps solo se la visita era stata effettuata a domicilio. Chi si era recato in ambulatorio restava escluso da questa possibilità, anche a parità di condizioni cliniche.
Con la circolare n. 92 del 4 settembre 2026, l'Istituto ha superato questa distinzione: ora la retroattività di un giorno vale anche per le visite ambulatoriali, non solo per quelle domiciliari. Una scelta che, come spiegato dallo stesso Inps, nasce dalla crescente difficoltà di ottenere una visita a domicilio nello stesso giorno in cui compaiono i sintomi, complice la carenza di medici di base e l'organizzazione ormai quasi ovunque su appuntamento.
Il vecchio meccanismo e il problema della carenza contrattuale
Per capire la portata della novità bisogna guardare a cosa succedeva prima, in particolare durante i cosiddetti giorni di carenza, cioè i primi tre giorni di malattia che restano interamente a carico del datore di lavoro. Se l'Inps, incrociando i dati del certificato telematico con il calendario delle presenze aziendali trasmesso tramite il flusso UniEmens, non riconosceva il giorno precedente indicato dal medico, l'intero periodo di carenza slittava in avanti. Il risultato pratico era che un'indennità già anticipata al lavoratore per il quarto giorno di malattia - quello effettivamente a carico dell'Inps - doveva essere restituita e recuperata attraverso una regolarizzazione contributiva successiva.
Un doppio danno: da un lato l'incertezza per il lavoratore, dall'altro un aggravio burocratico per le aziende, che si trovavano a dover rettificare buste paga già elaborate. Con l'estensione della retroattività anche alle visite ambulatoriali, questo tipo di contestazioni dovrebbe ridursi in modo significativo, perché la maggior parte delle visite mediche avviene proprio negli studi e non più a casa del paziente.
Le eccezioni: weekend, festivi e malattia che continua
La nuova regola non è però priva di paletti. Il giorno precedente non può essere retrodatato se coincide con un sabato, una domenica o una festività infrasettimanale. In questi casi il lavoratore deve necessariamente rivolgersi ai servizi di continuità assistenziale - comunemente conosciuti come guardia medica -, unico soggetto abilitato a rilasciare una certificazione valida per quelle giornate.
Attenzione anche a un altro aspetto pratico, spesso fonte di equivoci: se il primo certificato scade di venerdì e la malattia prosegue, il lavoratore deve contattare il proprio medico curante lo stesso venerdì oppure, se non disponibile, la guardia medica, che può coprire sabato e domenica. Una certificazione rilasciata in ambulatorio il lunedì successivo, infatti, non può in alcun modo coprire retroattivamente il weekend appena trascorso.
La stessa logica di retroattività, va detto, si applica ora anche ai certificati di continuazione e ricaduta della malattia, ambito in cui prima la visita ambulatoriale rappresentava un ostacolo analogo a quello riscontrato per il primo giorno di assenza.
Televisita in arrivo: la prossima frontiera per i certificati
Accanto alla revisione delle regole sulla retroattività, si muove un altro fronte destinato a cambiare ulteriormente il modo in cui i lavoratori italiani gestiscono la malattia: la televisita. Il Parlamento ha già approvato la misura che permetterà di ottenere il certificato medico anche a distanza, tramite consulto telematico con il proprio medico curante. La norma, tuttavia, non è ancora pienamente operativa: mancano infatti sia l'intesa tra Stato e Regioni sia i decreti attuativi, che il Ministero della Salute dovrà emanare per definire nel dettaglio le modalità di erogazione del servizio.
Quando entrerà a regime, la televisita potrebbe ridurre ulteriormente i casi di mancata copertura del primo giorno di malattia, offrendo un'alternativa concreta a chi non riesce a raggiungere fisicamente un ambulatorio. Nel frattempo, la circolare n. 92 del 4 settembre 2026 rappresenta comunque un passo significativo verso una tutela più equa per chi si ammala e non sempre riesce a essere visitato tempestivamente.


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