L'ISEE rappresenta la fotografia economica dell'intero nucleo familiare, non del singolo individuo. Questa certificazione
tiene conto di tutte le entrate, dei patrimoni mobiliari e immobiliari di ogni componente, creando un valore che spesso preclude l'accesso a numerose prestazioni assistenziali. Più il valore dell'ISEE è contenuto, maggiori sono le opportunità di accedere a detrazioni,
bonus e agevolazioni che lo
Stato mette a disposizione dei cittadini in difficoltà economica.
La questione diventa particolarmente rilevante per i
giovani che desiderano conquistare la propria indipendenza, ma si trovano "intrappolati" nell'ISEE dei genitori. Pensiamo allo studente universitario fuori sede che non può beneficiare delle agevolazioni per il diritto allo studio, oppure al giovane disoccupato che non riesce ad accedere al
mutuo under 36 con
garanzia dello Stato per l'acquisto della prima
casa, proprio perché i redditi elevati dei genitori fanno schizzare verso l'alto il valore dell'indicatore familiare. In questi casi, uscire legalmente dall'ISEE di
famiglia significa poter finalmente accedere al
gratuito patrocinio, richiedere il
bonus psicologo, ottenere
sconti sulle tasse universitarie e sulle bollette grazie al
bonus sociale, o partecipare ai
bandi comunali per le case popolari.
Va ricordato che l'
ISEE ordinario 2026 fotografa la
situazione economica del 2024, riferendosi quindi ai redditi e ai patrimoni di due anni prima, mentre l'
ISEE corrente considera gli
ultimi dodici mesi. Questo aspetto temporale è molto importante per comprendere quando e come pianificare l'uscita dal nucleo familiare. Specificando fin da subito che
dichiarare il falso nell'ISEE costituisce reato, esistono modalità legittime per separarsi dal nucleo originario e abbassare il proprio indicatore.
I requisiti fondamentali: residenza e indipendenza economica
La normativa che regola la composizione del nucleo familiare ai fini ISEE è cambiata significativamente dal 1° gennaio 2024, quando si è tornati alle regole precedenti all'introduzione del Reddito di cittadinanza (RdC). Durante il periodo di vigenza del RdC, infatti, era sufficiente aver compiuto 26 anni e avere una
residenza diversa rispetto ai genitori per costituire un ISEE autonomo, anche senza possedere l'indipendenza economica. Questa facilitazione è venuta meno, e oggi le regole sono diventate più stringenti.
Dal 2024, i figli fiscalmente a carico dei genitori vengono automaticamente attratti nell'ISEE del nucleo familiare di origine, anche se hanno stabilito la residenza altrove. Per essere considerati fiscalmente a carico, il reddito annuo deve risultare inferiore a 2.840,51 euro per chi ha compiuto 24 anni, oppure inferiore a 4.000 euro per i giovani sotto i 24 anni. Questo significa che anche un figlio cinquantenne il quale non sia economicamente autosufficiente rientrerà nell'ISEE dei genitori, a condizione che non sia sposato e non abbia figli propri.
Il
cambio di residenza rappresenta la soluzione più immediata, ma deve essere autentico e non soltanto formale. Il giovane deve effettivamente trasferirsi fisicamente presso un'altra
abitazione, e questa nuova sistemazione deve essere verificabile. Tuttavia, la sola residenza diversa non basta più:
occorre anche l'indipendenza economica, dimostrata dal superamento delle soglie di reddito indicate. I
figli maggiorenni con residenza diversa possono quindi uscire dal nucleo familiare solamente se risultano economicamente indipendenti, oppure se, pur non essendo indipendenti economicamente, sono sposati o hanno figli a loro volta.
Il vincolo matrimoniale crea automaticamente un nuovo nucleo familiare, anche quando uno dei coniugi continua a vivere con i propri genitori: in questo caso, eleggendo come residenza del nuovo nucleo quella del coniuge che vive separatamente, si esce dall'ISEE originario senza necessariamente cambiare indirizzo.
La composizione del nucleo familiare e i vincoli giuridici
Il concetto di nucleo familiare ai fini ISEE non coincide necessariamente con quello di famiglia anagrafica. Il nucleo è costituito dall'insieme di persone che vivono insieme oppure che sono a carico di un'unica persona, anche se non condividono la stessa abitazione. I componenti sono legati tra loro da
vincoli specifici che possono essere di
matrimonio o convivenza, di
parentela, oppure di tutela. Marito e moglie fanno sempre parte dello stesso nucleo familiare, indipendentemente dal fatto che convivano o meno, e questa regola è inderogabile.
Per quanto riguarda i
familiari fiscalmente a carico, oltre al vincolo economico rappresentato dalle soglie di reddito già menzionate, esiste anche un
requisito di parentela. Possono essere considerati a carico il coniuge legalmente riconosciuto (escluso quello effettivamente separato), i figli e altri familiari o affini come genitori, fratelli, sorelle, nuore o suoceri, ma questi ultimi solo se conviventi oppure se ricevono un assegno alimentare che non risulti da provvedimenti dell'
autorità giudiziaria. La normativa stabilisce, quindi, con precisione chi può rientrare nel nucleo e a quali condizioni.
Comprendere questi meccanismi è essenziale per pianificare correttamente l'uscita dall'ISEE familiare. Non si tratta semplicemente di spostare la residenza o di dichiarare un reddito, ma di soddisfare contemporaneamente tutti i requisiti previsti dalla legge. L'indipendenza economica deve essere reale e verificabile attraverso la dichiarazione dei redditi, mentre la residenza diversa deve corrispondere a un effettivo trasferimento abitativo. Solo rispettando scrupolosamente queste condizioni si può legittimamente costituire un ISEE autonomo ed accedere alle agevolazioni riservate ai nuclei con indicatore basso.
L'alternativa del frazionamento immobiliare: quando conviene
Esiste una modalità per uscire dall'ISEE familiare mantenendo la stessa residenza, ma richiede interventi edilizi significativi e un'attenta valutazione del rapporto costi-benefici. Si tratta del frazionamento dell'immobile in due unità abitative distinte e indipendenti. Questa soluzione prevede la ristrutturazione dell'abitazione dove vive il nucleo familiare per creare due appartamenti separati, ciascuno dotato di accesso autonomo, impianti indipendenti, servizi completi e tutti gli elementi necessari per configurare due abitazioni distinte.
La procedura non è semplice né economica. Bisogna avviare una pratica presso il
Comune di residenza e ottenere le relative autorizzazioni edilizie, dimostrando che il frazionamento sia tecnicamente possibile e non meramente virtuale. Gli interventi necessari comprendono la
duplicazione degli impianti (elettrico, idraulico, termico), la creazione di un secondo accesso indipendente dall'esterno, l'installazione di un secondo bagno e di una seconda cucina. Solo dopo aver completato questi lavori e ottenuto la certificazione catastale delle due unità immobiliari distinte, i genitori possono risultare residenti in un appartamento e il figlio nell'altro, pur mantenendo formalmente lo stesso indirizzo.
I costi di questa operazione sono tutt'altro che trascurabili. Oltre alle spese per i cambiamenti edilizi veri e propri, occorre considerare gli oneri burocratici, le spese tecniche per i professionisti (geometra, architetto, tecnici vari), i diritti comunali e l'aggiornamento catastale. Prima di intraprendere questa strada, è quindi indispensabile fare un'analisi approfondita confrontando l'
investimento richiesto con i benefici economici che deriverebbero dall'avere un ISEE più basso. In molti casi, risulta decisamente più conveniente e meno complicato trovare un piccolo appartamento in affitto dove trasferire effettivamente la propria residenza, magari condividendo le spese con altri coinquilini, piuttosto che sobbarcarsi l'onere finanziario e organizzativo di una ristrutturazione così impegnativa.
La scelta va ponderata attentamente, considerando anche i tempi di realizzazione dei lavori e la durata prevedibile della necessità di mantenere un ISEE separato.