Da quest’anno l'INPS avrà a disposizione strumenti di verifica molto più potenti rispetto al passato.
L'Istituto potrà accedere direttamente all'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, incrociando i dati dichiarati dai cittadini con quelli effettivamente registrati negli archivi pubblici. Questa novità mette nel mirino una pratica - purtroppo - diffusa: quella di dichiarare cambi di
residenza fittizi o di separare artificiosamente i nuclei familiari, per abbassare il valore dell'indicatore economico e accedere così a prestazioni che, altrimenti, sarebbero precluse.
Ma non finisce qui. L'INPS potrà consultare anche il Registro Automobilistico dell'ACI, verificando se chi richiede aiuti economici possiede automobili, motocicli o imbarcazioni che non ha dichiarato. L'obiettivo è individuare quelle situazioni in cui persone con disponibilità economiche significative, dimostrate dal possesso di veicoli di lusso o natanti, omettono volutamente queste informazioni nella documentazione presentata. Si tratta di un controllo che colpisce al cuore chi cerca di aggirare il sistema, dichiarando il falso.
Il cerchio dei controlli si allarga ulteriormente includendo i
patrimoni detenuti all'estero. Dal 2026 nel calcolo dell'indicatore verranno considerate anche le giacenze e gli investimenti in valuta estera, insieme alle criptovalute. Fino ad oggi questi
strumenti finanziari sfuggivano alla rilevazione, creando una zona grigia che permetteva, a chi possedeva capitali oltre confine, di risultare apparentemente in condizioni economiche precarie. La nuova disposizione completa il quadro dei beni rilevanti, impedendo che forme moderne di ricchezza rimangano invisibili al sistema.
La prima casa protetta: soglie quasi raddoppiate
Sul fronte opposto, la manovra introduce importanti benefici per le famiglie in difficoltà, partendo proprio dalla
tutela dell'abitazione principale. La soglia di esclusione dal calcolo viene innalzata in modo significativo:
si passa da 52.500 euro a 91.500 euro per la generalità dei casi, mentre nelle
città metropolitane il limite schizza
fino a 200.000 euro. Questa differenziazione riconosce che, nelle grandi città, il valore degli immobili è strutturalmente più alto e che, quindi, occorre adeguare le soglie per non penalizzare chi vive in questi territori.
Le famiglie che percepiscono assegno unico, assegno di inclusione, bonus nido e bonus bebè ottengono un trattamento ancora più favorevole. Per loro l'incremento di 2.500 euro per ogni figlio parte già dal primo, non più dal secondo come stabilito dalla normativa precedente. Questo ampliamento della tutela dell'abitazione di residenza è pensato specificamente per i nuclei con minori, che spesso si trovano in condizioni di fragilità economica nonostante possiedano una casa di
proprietà.
L'impatto pratico di questa modifica è rilevante: le famiglie numerose o economicamente vulnerabili vedranno ridursi il rischio di superare le soglie di accesso alle prestazioni sociali, a causa del solo valore dell'immobile in cui vivono. In sostanza, il patrimonio immobiliare peserà molto meno nella determinazione dell'indicatore, permettendo a chi ha effettivamente bisogno di non essere escluso dagli aiuti solo perché proprietario dell'abitazione principale.
Coefficienti più generosi per chi ha figli e DSU precompilata per tutti
La riforma interviene anche sulle
scale di equivalenza, cioè su quei coefficienti matematici che servono a parametrare la situazione economica in base alla composizione del nucleo familiare.
Le modifiche premiano chi ha più figli: i coefficienti aumentano di 0,1 per le famiglie con due
figli, di 0,25 con tre figli, di 0,40 con quattro figli e di 0,55 dai cinque figli in su. Queste maggiorazioni si applicano specificamente a chi percepisce assegno di inclusione, bonus nido, bonus bebè e supporto domiciliare per bambini sotto i tre anni con patologie croniche.
Nella pratica, questa revisione matematica redistribuisce le risorse verso i nuclei con carichi familiari più pesanti. Una famiglia con quattro minori, a parità di reddito e patrimonio rispetto al passato, otterrà un valore dell'indicatore più basso, aumentando concretamente le possibilità di rientrare nei requisiti per accedere alle prestazioni sociali. È un meccanismo che riconosce come la presenza di più figli comporti spese necessarie maggiori e, quindi, richieda una valutazione della situazione economica più favorevole.
Dal punto di vista operativo, da gennaio 2026 la Dichiarazione Sostitutiva Unica precompilata diventerà la modalità standard per richiedere l'indicatore. Anche i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) dovranno utilizzare questo strumento. L'INPS fornirà al cittadino o al CAF una documentazione già compilata con i dati in proprio possesso, riducendo gli errori di trascrizione e snellendo l'intera procedura. Secondo quanto sottolineato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, queste modifiche puntano a "rafforzare l'equità del sistema di welfare, garantendo che le risorse pubbliche raggiungano chi ne ha effettivo bisogno". L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale renderà operative le nuove procedure attraverso circolari applicative specifiche che verranno pubblicate nei prossimi mesi, fornendo tutti i dettagli tecnici per l'implementazione delle novità.