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Elettrodomestici e smartphone, ora puoi farli riparare dal produttore anche a garanzia scaduta: gratis o a prezzi onesti

Elettrodomestici e smartphone, ora puoi farli riparare dal produttore anche a garanzia scaduta: gratis o a prezzi onesti
Quando acquistiamo un elettrodomestico, uno smartphone o un altro bene destinato a durare nel tempo, il prezzo adesso non è l'unico elemento da considerare. Una domanda è altrettanto importante: quanto durerà questo prodotto e quanto è disposto a impegnarsi il produttore sulla sua durata?
Per rispondere più facilmente a questa domanda, i consumatori europei incontreranno un nuovo strumento informativo: l'etichetta armonizzata GARAN, introdotta nell'ambito delle nuove regole europee sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde.

La sua veste grafica e i suoi contenuti sono stabiliti dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1960 della Commissione, adottato il 25 settembre 2025 e ora applicabile.

L'obiettivo è semplice: rendere più facile riconoscere e confrontare i prodotti per i quali il produttore offre una garanzia commerciale di durabilità superiore ai due anni.
Ma per capire davvero la novità bisogna partire da ciò che GARAN non cambia.
L'etichetta GARAN non sostituisce la garanzia legale di conformità e non modifica i diritti che il consumatore già possiede. La garanzia legale rimane una tutela prevista dalla legge e, in linea generale, per i beni di consumo ha una durata minima di due anni. Il responsabile della garanzia legale nei confronti del consumatore è il venditore, non il produttore.
La nuova GARAN riguarda invece un altro tipo di tutela: la garanzia commerciale di durabilità che il produttore sceglie di offrire gratuitamente per un periodo superiore a due anni e che riguarda l'intero bene.

Le due garanzie, quindi, non devono essere confuse: la garanzia commerciale si aggiunge alla garanzia legale, non la sostituisce.
E qui è necessaria una precisazione importante: la scelta di offrire una garanzia commerciale di durabilità è volontaria per il produttore. Tuttavia, quando il produttore offre una garanzia che possiede i requisiti previsti dalla normativa europea — tra cui essere gratuita, riguardare l'intero bene e avere una durata superiore a due anni — l'informazione deve essere comunicata attraverso l'etichetta armonizzata GARAN secondo le regole previste.
In altre parole, il produttore non è obbligato a offrire una garanzia commerciale di durabilità superiore ai due anni; se decide di offrirla alle condizioni previste, entra in gioco l'etichetta GARAN. Questo permette al consumatore di distinguere più facilmente un vero impegno sulla durabilità dalle generiche dichiarazioni di marketing sulla qualità o sulla sostenibilità di un prodotto.

Immaginiamo di trovarci davanti a due lavatrici con prezzo, capacità e consumi simili.
Una porta l'etichetta GARAN con indicata una durata di cinque anni. L'altra non presenta una garanzia commerciale di durabilità equivalente.
Il significato non è che il secondo prodotto sia "senza garanzia": entrambi sono coperti dalla garanzia legale prevista dalla legge.
La differenza è che il primo produttore ha assunto anche un ulteriore impegno commerciale sulla durabilità del bene.

Per il consumatore questo significa avere un elemento in più da valutare insieme a:
  • prezzo;
  • consumi;
  • prestazioni;
  • qualità dei materiali;
  • possibilità di riparazione;
  • disponibilità dei ricambi;
  • durata della garanzia commerciale.
La garanzia, quindi, diventa una vera e propria variabile del confronto tra prodotti concorrenti.


Ma la vera novità introdotta dalla normativa europea sul diritto alla riparazione è la possibilità, per il consumatore, di rivolgersi al fabbricante per ottenere la riparazione di determinati prodotti anche quando il guasto si manifesta dopo la scadenza della garanzia legale o, comunque, non rientra nella responsabilità del venditore.
Non si tratta, però, di un obbligo generalizzato che riguarda qualsiasi apparecchio e qualsiasi tipo di guasto. La disciplina si applica esclusivamente ai prodotti e ai componenti per i quali la normativa europea prevede specifici requisiti di riparabilità.
Quando sussistono le condizioni previste, il fabbricante deve effettuare la riparazione gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole, entro un periodo di tempo ragionevole. Può inoltre affidare l'intervento a un centro di assistenza esterno, senza con ciò venire meno alla propria responsabilità. Il consumatore, dal canto suo, resta libero di rivolgersi a un riparatore indipendente.

Quali prodotti rientrano nel diritto alla riparazione?
L'obbligo riguarda le categorie di beni per le quali sono già previste specifiche disposizioni europee in materia di riparabilità, disponibilità dei ricambi e accesso alle informazioni tecniche. Tra i prodotti di maggiore interesse per le famiglie figurano:
  • lavaggio e asciugatura: lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie e asciugatrici;
  • refrigerazione: frigoriferi, congelatori e altri apparecchi coperti dalle norme applicabili;
  • pulizia domestica: aspirapolvere interessati dai requisiti europei;
  • dispositivi elettronici: smartphone, telefoni cellulari, telefoni cordless, tablet, televisori e monitor;
  • apparecchiature informatiche: server e prodotti per l'archiviazione dei dati, nei limiti delle disposizioni pertinenti;
  • riscaldamento domestico: apparecchi compresi nel relativo quadro normativo europeo;
  • altri prodotti specifici: apparecchiature per saldatura e componenti, comprese determinate batterie dei mezzi di trasporto leggeri, secondo le rispettive norme e decorrenze.

L'elenco deve essere letto con attenzione: non basta che un prodotto appartenga a una di queste categorie perché qualsiasi suo guasto debba essere riparato dal fabbricante. Occorre verificare il modello, il componente interessato, i requisiti tecnici applicabili e la durata degli obblighi previsti.
Non si può quindi parlare di un'assistenza obbligatoria senza limiti di tempo per tutti gli apparecchi presenti nelle nostre case. Né è possibile estendere automaticamente la disciplina a prodotti come forni, ferri da stiro, tostapane, macchine da caffè e robot da cucina senza verificare se siano comprese le specifiche disposizioni europee richieste.

Uno degli equivoci più frequenti riguarda i costi. Il diritto alla riparazione non significa che ogni prodotto guasto debba essere aggiustato gratuitamente.
Occorre distinguere due situazioni:
  • se il difetto è coperto dalla garanzia legale di conformità, il consumatore deve rivolgersi al venditore. La riparazione o la sostituzione devono essere effettuate senza spese, nel rispetto delle condizioni stabilite dal Codice del consumo;
  • se il guasto si verifica fuori dalla garanzia legale o non rientra nella responsabilità del venditore, può invece intervenire il nuovo obbligo di riparazione del fabbricante, purché il prodotto e l'intervento siano compresi nel campo di applicazione della normativa. In questo caso la riparazione può essere a pagamento, ma il prezzo deve essere ragionevole.
Una lavatrice fuori garanzia, dunque, non diventa automaticamente riparabile gratis.

La novità consiste nel rendere concretamente accessibile la riparazione dei beni interessati, anche dopo la scadenza della tutela legale.

Ma quanto costa riparare un prodotto?
La normativa non stabilisce un tariffario nazionale valido per tutti gli apparecchi, né fissa una percentuale massima del costo della riparazione rispetto al prezzo di un prodotto nuovo.
Il fabbricante deve mettere a disposizione, attraverso un sito internet liberamente accessibile, informazioni sui prezzi indicativi delle riparazioni ordinarie dei prodotti interessati. Il costo effettivo dipenderà comunque dal tipo di guasto e dall'intervento necessario.
Prima di autorizzare i lavori è quindi opportuno richiedere un preventivo dettagliato, nel quale siano distinti, quando applicabili, il costo della diagnosi, i ricambi, la manodopera, l'uscita del tecnico e le spese di trasporto, rimozione o reinstallazione. Anche i tempi devono essere ragionevoli. Ai fini dell'obbligo di riparazione del fabbricante, la valutazione tiene conto del momento in cui quest'ultimo entra materialmente in possesso del prodotto, lo riceve oppure ottiene l'accesso necessario per procedere all'intervento. La semplice apertura di una richiesta al servizio clienti non coincide necessariamente con l'inizio di questo periodo.

La direttiva europea, infine, tocca anche la garanzia legale, cioè la tutela di due anni prevista per legge in caso di difetti di conformità. Per i contratti stipulati dal 31 luglio 2026, se il consumatore sceglierà la riparazione invece della sostituzione immediata del prodotto, la garanzia sarà estesa di altri 12 mesi. In pratica, si arriverà a tre anni complessivi. È un incentivo concreto: chi accetta di riparare non perde protezione, anzi ne ottiene di più.


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