La natura del provvedimento: autorizzazione, non bando
Il decreto trova fondamento nell'art. 35 del T.U.P.I., comma 4, la norma che disciplina il regime autorizzatorio per l'avvio delle procedure concorsuali e delle relative assunzioni nelle pubbliche amministrazioni. Il testo si limita a consentire alle amministrazioni indicate di attivare le procedure di reclutamento. Requisiti, prove d'esame e scadenze restano di competenza dei singoli bandi, che ciascun ente pubblicherà secondo la propria programmazione, prevalentemente attraverso il portale InPA.
Le coperture previste seguono strade diverse. Accanto ai concorsi pubblici, il decreto ammette lo scorrimento delle graduatorie ancora vigenti, la mobilità volontaria tra amministrazioni e le progressioni interne tra le aree professionali. Sul totale di 3.742 posti, le nuove procedure concorsuali riguardano 1.753 unità, alle quali si aggiungono 28 posizioni dirigenziali destinate al corso-concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione. Il resto del contingente troverà copertura attraverso gli altri strumenti previsti dalla norma.
La mappa delle amministrazioni con i contingenti più ampi
Il Ministero dell'Interno guida la classifica con 1.086 assunzioni complessive, seguito dall'Agenzia delle Entrate a quota 1.022. Il Ministero della Cultura si attesta a 482 unità, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a 449. Numeri più contenuti si registrano al Ministero della Giustizia, con 165 posizioni ripartite tra l'Ufficio centrale degli Archivi notarili e il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, e all'Inps, fermo a 145.
Seguono il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con 66 unità, il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con 65, l'Avvocatura Generale dello Stato con altrettante 65, il Consiglio di Stato con 63, il Ministero del Lavoro con 60 e il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica con 40. Il quadro si completa con il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, l'Agenzia Italiana per la Gioventù, alcune Autorità di bacino e quattro parchi nazionali.
Dove ci saranno davvero i nuovi concorsi
Al Ministero dell'Interno, su 1.086 assunzioni complessive, 759 passeranno da nuove procedure concorsuali. Di questi, 378 riguardano la qualifica di funzionario, 347 quella di assistente, 25 rientrano nell'area delle elevate professionalità e i restanti 9 nel profilo di operatore. All'Agenzia delle Entrate la quota destinata a nuovi bandi sale a 735 posti, tra 400 funzionari e 335 assistenti. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli metterà a concorso 181 posizioni da funzionario, il Ministero dell'Agricoltura 39, mentre all'Inps la nuova selezione riguarderà appena 7 posti, tra dirigenza ed elevate professionalità.
Il caso del Ministero della Cultura
Il Ministero della Cultura mostra lo scarto più evidente tra numero complessivo e nuove selezioni. A fronte di 482 assunzioni autorizzate, un solo bando riguarderà nuovi ingressi dall'esterno, riservato a 5 posizioni dirigenziali di seconda fascia. La quota restante troverà copertura attraverso mobilità, scorrimenti di graduatoria e altri strumenti già previsti dall'ordinamento.
Validità delle autorizzazioni e adempimenti successivi
Le facoltà assunzionali riconosciute dal DPCM hanno validità triennale, senza possibilità di proroga una volta decorso il termine. Le amministrazioni restano vincolate al rispetto dei propri piani dei fabbisogni e dei limiti di spesa. Il termine per comunicare a Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero dell'Economia e delle Finanze i dati sul personale effettivamente assunto e sulla spesa sostenuta è fissato al 31 dicembre 2026.