La Carta Acquisti rappresenta uno degli strumenti principali messi a disposizione dallo Stato per sostenere i cittadini e le famiglie che si trovano in condizioni economiche difficili. Ogni due mesi vengono accreditati 80 euro sulla carta (corrispondenti a 40 euro mensili), permettendo ai beneficiari di raggiungere un totale annuo di 480 euro. Questi fondi possono essere utilizzati per l'acquisto di prodotti alimentari, per il pagamento delle spese sanitarie e per saldare le bollette di luce e gas.
Il vantaggio principale è che tutte queste spese vengono addebitate direttamente allo Stato, alleggerendo il peso economico sulle spalle delle famiglie più vulnerabili. Non solo: chi utilizza la Carta Acquisti può beneficiare anche di sconti speciali presso i negozi che hanno aderito alla convenzione e può accedere alla tariffa elettrica agevolata, ottenendo così un risparmio ulteriore sulle utenze domestiche.
I nuovi limiti ISEE aggiornati all'inflazione
Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore i nuovi requisiti economici per accedere alla Carta Acquisti, modificati sulla base dei dati rilevati dall'ISTAT relativi al tasso di inflazione. Per la maggior parte dei beneficiari, il valore dell'indicatore ISEE è stato fissato a 8.230,81 euro: questa soglia vale sia per le famiglie con componenti adulti sia per quelle con figli minori di tre anni, per le quali non è prevista alcuna differenziazione rispetto al limite generale.
Tuttavia, esistono requisiti specifici in base all'età del richiedente. I cittadini che hanno un'età compresa tra 65 e 69 anni devono rispettare il limite ISEE di 8.230,81 euro e, contemporaneamente, non possono percepire redditi complessivi superiori a 8.230,81 euro all'anno. Per coloro che hanno già compiuto 70 anni, invece, la soglia ISEE rimane invariata, ma il limite reddituale sale a 10.974,42 euro annui, offrendo una maggiore flessibilità economica agli anziani più fragili. Rispetto all'anno precedente, quindi, c'è stato un aumento: nel 2025 la soglia massima dell'ISEE era infatti fissata a 8.052,75 euro, dimostrando come il meccanismo di adeguamento all'inflazione abbia portato a un incremento dei limiti di accesso.
Attenzione alla data del 31 gennaio
Le nuove soglie economiche sono operative ufficialmente dal primo giorno dell'anno e, tecnicamente, è possibile presentare la domanda per la Carta Acquisti in qualsiasi momento durante l'anno. Tuttavia, esiste una ragione strategica per cui conviene accelerare i tempi: per ricevere in maniera tempestiva i pagamenti già nei primi mesi del 2026, occorre presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e l'ISEE aggiornato entro il 31 gennaio 2026. Questa scadenza non è vincolante in senso assoluto, ma chi la rispetta ha la garanzia di veder accreditata la prima ricarica senza dover attendere i tempi tecnici di istruttoria, che potrebbero allungarsi per le domande presentate successivamente.
In sostanza, chi presenta la documentazione entro fine gennaio potrà contare sui primi 80 euro già nei primissimi bimestri dell'anno, mentre chi ritarda potrebbe ricevere gli accrediti con qualche mese di slittamento, pur mantenendo comunque il diritto al beneficio.
Come presentare la domanda e dove trovare i moduli
La procedura per richiedere la Carta Acquisti non è complessa, ma richiede alcuni passaggi. Il modulo di presentazione della domanda è disponibile presso tutti gli uffici di Poste Italiane e può essere consultato anche sul sito dell'INPS, oppure scaricato direttamente dal portale ufficiale del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Oltre al modulo compilato, sarà necessario allegare l'ISEE in corso di validità, documento che può essere richiesto presso il Comune di residenza, gli uffici territoriali dell'INPS o presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF). È importante assicurarsi che l'ISEE sia aggiornato all'anno in corso, poiché eventuali attestazioni scadute non verranno prese in considerazione.
Una volta raccolti tutti i documenti necessari, la domanda può essere consegnata presso gli uffici postali oppure, in alcuni casi, inviata telematicamente secondo le modalità indicate dagli enti preposti. Il consiglio è di non attendere gli ultimi giorni prima della scadenza consigliata del 31 gennaio, per evitare code agli sportelli e possibili intoppi burocratici che potrebbero rallentare l'erogazione del contributo.