In riferimento all'anno scolastico 2025/2026, coloro che frequentano le scuole superiori potranno giovarsi di somme di importo variabile, in considerazione delle distinte previsioni nei singoli bandi regionali e in riferimento al valore dell'ISEE. Lo scorso anno, con apposito decreto 201/2025, il Ministero dell'Istruzione e del Merito - Mim ha stanziato più di 37 milioni di euro per il finanziamento delle borse di studio, attingendo al Fondo dedicato al welfare studentesco e al diritto allo studio.
L'iniziativa in oggetto è rivolta agli studenti iscritti alle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado del sistema nazionale di istruzione. In tempi di carovita, mira a garantire un aiuto concreto alle famiglie, contribuendo al tempo stesso a ridurre divario sociale e disparità economiche e territoriali. Gli importi erogati si collocano generalmente in una fascia compresa tra 150 e 500 euro e, come rimarca l'appena citato decreto ministeriale, sono mirati espressamente all'acquisto di libri di testo, alla mobilità e al trasporto e all'accesso ai beni e servizi di natura culturale.
Va, però, considerato che non esiste un sistema omogeneo su tutto il territorio nazionale. Infatti, l'organizzazione e l'assegnazione delle borse di studio sono affidate alle singole Regioni. Ricordiamo che, in Italia, l'istruzione e il diritto allo studio rientrano tra le competenze concorrenti tra Stato e Regioni, previste in Costituzione. Lo Stato stabilisce i principi generali, mentre le amministrazioni regionali gestiscono concretamente gli interventi, adattandoli alle esigenze del proprio territorio. In termini pratici, spetterà a queste ultime stabilire criteri, modalità di accesso - tipicamente legate all'ISEE - tempistiche e valore dei contributi.
Come indica il decreto Mim, le risorse complessive sono state suddivise in due parti uguali, ciascuna da 18.857.500 euro, seguendo criteri ben precisi. Una quota è assegnata in base al numero di famiglie a rischio povertà, sulla base dei dati INPS più aggiornati; l'altra, invece, tiene conto del numero di studenti coinvolti in fenomeni di abbandono scolastico, come derivanti dal sistema informativo del Ministero dell'istruzione e del merito. È una scelta che risponde a una logica chiara: destinare i fondi dove il bisogno è maggiore, incrociando difficoltà economiche e fragilità nel percorso educativo, così da garantire un sostegno più equo e contribuire concretamente alla riduzione del numero delle persone che abbandonano la scuola.
Per quanto riguarda l'ammontare delle borse di studio, esiste una fascia stabilita a livello nazionale. Gli importi debbono essere compresi tra 150 e 500 euro. Tuttavia, entro questi limiti, saranno le Regioni a determinare la cifra effettiva, con possibili differenze significative tra i vari territori. Ecco perché è determinante leggere con attenzione i bandi locali: in alcune realtà può essere privilegiato un contributo più elevato per singolo studente, mentre in altre si punta ad ampliare il numero dei beneficiari. In ogni caso, si tratta di un aiuto concreto per affrontare le spese scolastiche, che si accumulano nel corso dell'anno.
Come accennato, le borse di studio sono destinate a studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Per i minorenni, la domanda può essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale, nel rispetto delle modalità previste dai bandi.
In linea generale, possono accedere al contributo le famiglie con un ISEE non superiore a 15.748,78 euro. Rimarchiamo che la gestione della procedura è affidata alle Regioni; questo significa che la domanda andrà presentata seguendo le istruzioni e le tempistiche indicate dalla propria Regione di residenza.
In base a quanto stabilito dal decreto Mim 201/2025, le Regioni dovranno trasmettere gli elenchi dei beneficiari al Ministero a partire dal 31 marzo prossimo ed entro il 15 giugno 2026. Questo passaggio riguarda, però, la fase amministrativa, slegata dalla raccolta delle domande: in pratica, le famiglie devono candidarsi prima, rispettando scadenze fissate a livello regionale, che possono variare anche in modo significativo. Si tratta, quindi, di un iter con tempi ben definiti a livello nazionale, ma anticipato da procedure locali che è fondamentale monitorare con attenzione.
Abbiamo detto che le borse di studio per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado assumono modalità diverse a seconda della Regione. Nel Lazio, ad esempio, il programma "IoStudio" è destinato agli studenti residenti iscritti a istituti statali o paritari, con un ISEE familiare non superiore al limite previsto nel decreto. In questo caso, la domanda dovrà essere presentata al proprio Comune di residenza, seguendo le modalità e le scadenze indicate localmente.
In Lombardia, invece, il sostegno rientra nella misura "Dote Scuola". Anche qui è richiesto un ISEE entro la stessa soglia, ma si aggiunge un ulteriore requisito: lo studente deve avere meno di 21 anni al momento della richiesta dell'aiuto economico.
Concludendo, le borse di studio rappresentano certamente un sostegno concreto e accessibile, ma richiedono attenzione e informazione per essere colte appieno. Monitorare i bandi regionali e rispettare le scadenze diventa, quindi, essenziale per non perdere un'opportunità importante a supporto del percorso scolastico.