Chi ha provato almeno una volta a richiedere un bonus trasporti sa bene cosa significhi restare davanti allo schermo, aggiornare la pagina e vedere comparire, dopo pochi minuti, la scritta "risorse esaurite". È il meccanismo del cosiddetto click day, quello che negli anni ha penalizzato migliaia di famiglie che, pur avendo tutti i requisiti, sono rimaste escluse dal contributo solo per un ritardo di pochi secondi nella richiesta online.
Il
nuovo bonus trasporti, collegato al
Piano Sociale per il Clima, promette di archiviare definitivamente questo sistema. Dal 2027 il contributo, che
potrà arrivare fino a 400 euro, non sarà più assegnato a chi clicca più velocemente, ma attraverso una
graduatoria basata su punteggi. Un cambio di impostazione che nasce da esigenze diverse ma convergenti: ridurre l'uso dell'auto privata, contenere l'inquinamento urbano e, allo stesso tempo, alleggerire il peso della spesa per il trasporto pubblico sulle famiglie più in difficoltà, in un momento in cui il costo dei carburanti e degli abbonamenti continua a pesare sui bilanci domestici.
Isee sotto i 20.000 euro, ma il reddito non è l'unico criterio
Il primo requisito resta quello economico: potranno accedere al bonus solo le famiglie con Isee inferiore a 20.000 euro. Tuttavia, a differenza delle edizioni passate, il solo possesso di un Isee basso non garantirà automaticamente il contributo, perché sarà il punteggio complessivo a determinare l'ordine della graduatoria e, di conseguenza, l'importo spettante.
Il sistema prevede scaglioni precisi legati al valore dell'indicatore:
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chi ha un Isee compreso tra 15.000 e 20.000 euro riceverà 25 punti;
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chi si colloca tra 10.000 e 15.000 euro ne otterrà 45;
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sotto i 10.000 euro il punteggio sale a 60.
A questo si aggiunge un secondo criterio, quello della distanza percorsa tra l'abitazione e il luogo di lavoro o di studio:
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oltre i 30 chilometri si ottengono 20 punti;
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tra i 10 e i 30 chilometri 10 punti;
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sotto i 10 chilometri 5 punti.
Non si tratta quindi solo di una misura assistenziale legata al reddito, ma di un contributo pensato per premiare anche chi affronta ogni giorno spostamenti lunghi e costosi per raggiungere il posto di lavoro o la scuola dei
figli.
Punteggi aggiuntivi: disoccupati, disabilità e assenza di auto in famiglia
Oltre ai due criteri principali, la bozza del provvedimento prevede punteggi aggiuntivi pensati per intercettare le situazioni di maggiore fragilità. Potranno beneficiarne, con punti extra, i disoccupati, i lavoratori autonomi e le famiglie che non possiedono alcuna automobile. Anche chi, nei mesi precedenti, aveva già attivo un abbonamento al trasporto pubblico locale potrà vedersi riconosciuto un punteggio maggiorato, a testimonianza della volontà di premiare chi già sceglie la mobilità sostenibile.
Un'attenzione particolare, poi, è riservata alle persone con disabilità e a chi se ne prende cura: per queste famiglie è previsto il riconoscimento del punteggio massimo, che garantisce l'accesso prioritario alla graduatoria e, quindi, all'importo più alto del bonus. Una scelta che conferma come il nuovo meccanismo non voglia limitarsi a fotografare la situazione reddituale, ma provi a costruire un quadro più completo delle reali difficoltà di mobilità di ogni nucleo familiare.
Dalla soglia dei 35 punti ai 400 euro: come si calcola l'importo
Definiti i punteggi, resta da capire come questi si traducano concretamente in
denaro. Il meccanismo prevede
tre fasce di importo, oltre a una soglia minima sotto la quale il
bonus non spetta. Chi raggiunge
almeno 80 punti avrà diritto all'
importo massimo di 400 euro;
tra 55 e 79 punti l'importo scende a
200 euro;
tra 35 e 54 punti il contributo sarà di
100 euro. Al di sotto dei 35 punti, invece, non sarà riconosciuto alcun
bonus.
Si tratta quindi di un sistema più complesso rispetto al passato, ma pensato per essere più equo: non basterà più essere veloci a cliccare, ma servirà rientrare in una fascia di reale bisogno, calcolata incrociando reddito, distanza dal luogo di lavoro o studio e condizione familiare. Restano da definire, nei prossimi mesi, i dettagli operativi sulle modalità di presentazione della domanda e sulla piattaforma attraverso cui verrà gestita la graduatoria: aspetti che saranno chiariti con l'approssimarsi dell'
entrata in vigore della misura, prevista per il 2027.