Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Bonus casa, ora puoi risparmiare fino al 50% se installi un condizionatore, ma solo fino a fine anno: ecco cosa fare

Fisco - -
Bonus casa, ora puoi risparmiare fino al 50% se installi un condizionatore, ma solo fino a fine anno: ecco cosa fare
Dalla detrazione del 50% per l’abitazione principale al conto termico, che può coprire fino al 65% della spesa: scopriamo insieme quali incentivi sono disponibili fino a fine anno e quali requisiti bisogna rispettare
Con estati sempre più torride all’orizzonte, torna a crescere la domanda di nuovi climatizzatori e, per chi decide di anticipare l'installazione in vista della prossima stagione estiva, si apre la possibilità di sfruttare diverse agevolazioni fiscali. Le percentuali cambiano a seconda dell’immobile e del tipo di intervento: per l’abitazione principale la detrazione può arrivare al 50%, mentre negli altri casi si ferma al 36%. Queste condizioni valgono fino a dicembre 2026. In determinate condizioni è inoltre possibile accedere al conto termico, con un contributo che può raggiungere il 65%.

Ma quale incentivo conviene davvero?
Come si vedrà di seguito la percentuale di agevolazione non è l’unico elemento da considerare: prima di scegliere, bisogna verificare la tipologia di immobile, la tecnologia installata, l’impianto preesistente e gli adempimenti richiesti per ottenere il beneficio

Bonus ristrutturazioni, detrazione fino al 50%
Per chi vuole installare un condizionatore, una delle strade principali è il bonus ristrutturazioni. L’agevolazione riguarda l’installazione di sistemi per la climatizzazione estiva dotati di pompa di calore, anche se non caratterizzati da alta efficienza, e si applica a una spesa massima di 96mila euro.
L’intervento deve riguardare un’unità immobiliare residenziale e non è necessario sostituire il precedente impianto di climatizzazione invernale. È proprio questo uno degli elementi che distingue il bonus ristrutturazioni dall’ecobonus, che prevede condizioni più stringenti.
La percentuale di detrazione varia in base all’immobile. Per gli interventi realizzati sull’abitazione principale da proprietari e titolari di altri diritti reali, la detrazione arriva al 50%. Negli altri casi scende al 36%.
L’installazione può inoltre essere qualificata come intervento di manutenzione straordinaria. Se sono rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa, questo può consentire di accedere anche al bonus mobili, possibilità che invece non è prevista quando si ricorre all’ecobonus.
Restano naturalmente da rispettare gli adempimenti richiesti per usufruire delle agevolazioni, tra cui il pagamento attraverso bonifico parlante.

Ecobonus, stessa detrazione ma condizioni più severe
Un’altra possibilità è l’ecobonus, che oggi risulta meno flessibile rispetto al bonus ristrutturazioni. Anche in questo caso la detrazione è del 50% per l’abitazione principale e del 36% negli altri casi.
Il principale vantaggio è che l’agevolazione può riguardare anche immobili diversi da quelli residenziali. I requisiti tecnici, tuttavia, sono più severi: l’incentivo è riconosciuto esclusivamente per la sostituzione, totale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza.
L’intervento deve rispettare i valori limite indicati nella tabella 1 dell’allegato F al decreto interministeriale del 6 agosto 2020. Il tetto massimo della detrazione è fissato a 30mila euro.
È inoltre necessario trasmettere all’Enea la comunicazione relativa all’intervento entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. L’adempimento è previsto anche per gli interventi che beneficiano del bonus ristrutturazioni. In quest’ultimo caso, però, l’eventuale mancato invio non comporta una vera e propria sanzione e la comunicazione ha principalmente finalità statistiche.

Conto termico, contributo fino al 65%
Per chi sostituisce un vecchio sistema di riscaldamento può entrare in gioco anche il Conto termico. Si tratta però di un incentivo con condizioni di accesso più restrittive.
Il principio è diverso rispetto ai bonus fiscali: l’incentivo riguarda la sostituzione di apparecchi destinati al riscaldamento. Nel caso dei sistemi aria-aria, quindi, il contributo può essere richiesto quando una vecchia caldaia viene sostituita con una pompa di calore.
Per ottenere l’incentivo è necessario documentare anche lo smaltimento della vecchia caldaia.
È prevista inoltre la possibilità dell’«add on», cioè l’aggiunta di una pompa di calore a una caldaia già installata, consentendo una sostituzione parziale dell’impianto. In questo caso deve essere dimostrata la compatibilità tra i due apparecchi.
Per le pompe di calore aria-aria, come quelle utilizzate negli split domestici, l’integrazione «add on» è però ammessa soltanto negli edifici sottoposti a vincoli architettonici. Negli altri casi è necessario ricorrere a una pompa di calore «idronica», cioè aria-acqua o acqua-acqua.
Il contributo del conto termico può arrivare fino al 65%, ma la somma effettivamente riconosciuta dipende dalla zona climatica e dalle caratteristiche tecniche dell’apparecchio. Per importi fino a 15mila euro, il contributo viene erogato in un’unica rata.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.