La volontà che emerge dal mondo delle istituzioni è superare il solo intervento sulle accise al fine di introdurre misure mirate - differenziate tra famiglie a basso reddito e lavoratori dipendenti - all'espresso scopo di alleggerire l'impatto dell'aumento dei prezzi dei carburanti sulle spese quotidiane di milioni di cittadini.
Le ipotesi attualmente sul tavolo prevedono due strumenti distinti e complementari, con logiche, destinatari e coperture finanziarie diverse. Anzitutto potrebbe essere varato un nuovo bonus benzina per le famiglie a reddito basso. Tramite un apposito emendamento al decreto carburanti ter, sarebbe previsto un sostegno economico per le famiglie con ISEE fino a 20mila euro, mentre un'altra ipotesi più restrittiva indicherebbe la soglia a 15mila euro. Queste le caratteristiche chiave della nuova agevolazione:
- l'importo previsto è pari a 100 euro una tantum, erogato come buono carburante;
- è nominativo e non cedibile;
- non concorrerebbe alla formazione del reddito imponibile;
- non inciderebbe sul calcolo dell'ISEE del nucleo familiare.
C'è poi in discussione un secondo bonus carburante, che riguarda espressamente il mondo del lavoro e si inserisce nel sistema dei fringe benefit aziendali. Uno specifico emendamento al decreto carburanti ter proporrebbe infatti di reintrodurre, per il 2026, un'agevolazione simile a quella già applicata alcuni anni fa in risposta alla crisi energetica legata al conflitto Russia-Ucraina. In sintesi questo sarebbe il meccanismo del beneficio:
- i buoni benzina, o titoli analoghi concessi dai datori di lavoro ai dipendenti, restano esclusi dal reddito imponibile fino a 200 euro per lavoratore;
- il beneficio è attivabile dalle aziende nell'ambito dei piani di welfare aziendale;
- la misura non è automatica per tutti i lavoratori, ma legata alle scelte concrete di aziende e datori di lavoro.
Attenzione però: queste due proposte finora restano in una fase preliminare. Non sono ancora state approvate perché si trovano all'esame della Commissione Finanze del Senato. Per l'eventuale entrata in vigore dovranno essere votate nel corso dell'iter di conversione del decreto carburanti ter. Successivamente il testo dovrà passare alla Camera dei Deputati per la definitiva approvazione, con una scadenza indicata per la conversione in legge entro il 29 giugno.
Concludendo, con questi due distinti bonus il legislatore tenterebbe di intercettare esigenze diverse, legate sia alla capacità di spesa dei nuclei familiari sia alla mobilità quotidiana dei lavoratori. Ma, come appena accennato, per sapere se saranno presto disponibili occorrerà attendere l'esito del confronto parlamentare e le decisioni finali su soglie ISEE, importi e modalità di erogazione.