Perché cambia la procedura: la spinta del PNRR
L'aggiornamento deriva dal progetto “Istruttoria assegno sociale”, avviato nell'ambito del PNRR e già oggetto di un primo intervento comunicato con il messaggio n. 2003 del 30 maggio 2023. L'obiettivo è, da un lato, mettere il cittadino in condizione di completare la procedura in piena autonomia, senza dover ricorrere agli sportelli territoriali per sciogliere dubbi o correggere errori; dall'altro, consentire all'INPS di raccogliere fin dall'inizio tutte le informazioni necessarie per istruire la pratica, evitando le classiche richieste di integrazione documentale che allungano i tempi. È opportuno precisare che le modifiche riguardano esclusivamente l'assegno sociale ordinario, identificato dalla categoria 078. Restano fuori dall'aggiornamento le domande relative all'assegno sociale sostitutivo, categoria 044, che seguono ancora il vecchio percorso.
Dati precompilati e messaggi di supporto alla compilazione
La novità più immediata che si percepisce aprendo il modulo è la precompilazione automatica di alcuni dati anagrafici. Stato civile e cittadinanza vengono recuperati direttamente dagli archivi in possesso dell'INPS, lasciando comunque all'utente la possibilità di intervenire manualmente qualora le informazioni non siano aggiornate o corrette. Inoltre, la procedura si è arricchita di messaggi contestuali che compaiono nei momenti critici della compilazione, spiegando in linguaggio semplice i requisiti richiesti, le situazioni particolari e i documenti da allegare. Chi, ad esempio, è separato o divorziato troverà indicazioni specifiche su come dichiarare gli assegni di mantenimento percepiti, una voce che in passato generava forti incertezze e finiva per rallentare l'istruttoria.
Separazione e divorzio: via i limiti tecnici sui documenti
I soggetti separati o divorziati possono, ora, inserire gli estremi del provvedimento giudiziario oppure allegarlo direttamente in formato digitale. L'INPS ha eliminato la restrizione tecnica che in precedenza limitava il numero di sentenze o decreti caricabili, una barriera che penalizzava soprattutto chi aveva vissuto situazioni familiari complesse o aveva più procedimenti da documentare.
Il requisito dei 10 anni di soggiorno
Uno degli aspetti più delicati nella valutazione del diritto all'assegno sociale riguarda il soggiorno legale e continuativo in Italia per almeno 10 anni. La nuova procedura introduce dei controlli bloccanti che operano direttamente durante la compilazione, per cui se la data di inizio soggiorno inserita non è compatibile con il requisito normativo, il sistema non consente di proseguire, evitando che domande destinate al rigetto vengano comunque inoltrate e lavorate dagli operatori. Per chi ha trascorso periodi all'estero, è ora disponibile una sezione dedicata in cui indicare le date e le motivazioni di tali assenze, allegando eventuale documentazione a supporto. Una funzione che riconosce la complessità delle storie personali e offre uno strumento per documentarle correttamente già in sede di domanda.
Cittadini extracomunitari: dialogo automatico con gli archivi sui permessi di soggiorno
Per i richiedenti non comunitari, la procedura ha compiuto un salto in avanti importante. Grazie all'interconnessione con l'archivio PE.SO. di ArcaNet, il sistema è in grado di verificare autonomamente se il richiedente è titolare di un permesso di soggiorno di lungo periodo ancora valido. In caso positivo, le relative informazioni vengono acquisite e precompilate automaticamente, sgravando il cittadino dall'onere di produrre ulteriore documentazione. Rimane comunque aperta la possibilità di modificare i dati proposti o di allegare documentazione alternativa.
Le dichiarazioni finali obbligatorie
L'ultima sezione della domanda prevede ora una serie di dichiarazioni di responsabilità che il richiedente deve sottoscrivere esplicitamente. Confermando la veridicità di quanto dichiarato, il soggetto prende atto anche degli obblighi di comunicazione che la prestazione comporta: variazioni dei redditi, periodi di allontanamento dall'Italia, ricoveri presso strutture pubbliche.
La verifica automatica del reddito
Oltre all'aggiornamento appena rilasciato, l'INPS sta preparando una revisione della sezione dedicata alle informazioni reddituali, con l'obiettivo di integrare, già durante la presentazione della domanda, un controllo automatico del diritto alla prestazione. Il meccanismo si baserà sull'incrocio delle dichiarazioni con i dati presenti nell'archivio unico dei redditi. Quando sarà operativo, il cittadino potrà conoscere in tempo reale se i requisiti economici sono soddisfatti, prima ancora che la pratica venga assegnata a un istruttore.