Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Assegno di invalidità, ora l'INPS può sospendertelo se non hai comunicato i tuoi redditi, ma puoi rimediare: ecco come

Assegno di invalidità, ora l'INPS può sospendertelo se non hai comunicato i tuoi redditi, ma puoi rimediare: ecco come
Chi percepisce una pensione di invalidità civile o un assegno mensile di assistenza potrebbe trovarsi di fronte a una spiacevole sorpresa nella buca delle lettere: una raccomandata dell'INPS che avvisa dell'imminente blocco del trattamento economico. Ecco nel dettaglio chi rischia e cosa fare se si riceve la raccomandata
Con il Messaggio INPS n. 1718 del 22 maggio 2026, l'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ha dato il via a una campagna sistematica di verifiche sui beneficiari di prestazioni assistenziali legate all'invalidità civile. Nel mirino ci sono tutti quei soggetti che, per gli anni 2021 e 2022, non hanno ancora trasmesso all'ente i propri dati reddituali come richiesto dalla normativa. Chi non ha adempiuto a questo obbligo sta già ricevendo - o riceverà a breve - un preavviso di sospensione tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Non si tratta di un accertamento fiscale in senso stretto, né di un controllo legato a presunte irregolarità. È, piuttosto, una verifica di tipo preventivo e periodico: l'INPS vuole accertarsi che i beneficiari continuino a possedere i requisiti economici previsti dalla legge per accedere a determinate prestazioni.
Alcune di queste prestazioni, infatti, non scattano automaticamente per il solo fatto di avere una disabilità riconosciuta, ma richiedono anche il rispetto di precisi limiti di reddito stabiliti dalla normativa vigente. Se i redditi non vengono comunicati, l'Istituto non ha modo di verificare il rispetto di tali soglie, e la conseguenza - prevista dalla legge - è la sospensione dei pagamenti.
Le prestazioni a rischio sospensione
Non tutte le forme di sostegno economico per le persone con disabilità sono soggette a verifica reddituale. Come abbiamo anticipato, le prestazioni che rischiano concretamente la sospensione sono quelle strettamente collegate al possesso di requisiti economici, che devono essere verificati periodicamente dall'INPS. In particolare, l'obbligo di comunicazione dei dati reddituali riguarda i percettori di:
  • pensione di inabilità civile, riconosciuta ai soggetti con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%;
  • assegno mensile di assistenza, destinato a chi ha una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99%;
  • pensione per ciechi civili, nelle sue diverse forme (assoluta o parziale);
  • pensione per sordi civili (ipoacusia prelinguale).

Per queste prestazioni, non è sufficiente aver ottenuto il riconoscimento dell'invalidità: il beneficiario deve dimostrare, anno per anno, di rientrare nei limiti reddituali previsti dalla legge. Quando il soggetto non presenta la dichiarazione dei redditi - perché esonerato o per altri motivi - oppure la trasmette in modo incompleto, è tenuto a comunicare direttamente all'INPS la propria situazione economica attraverso una procedura dedicata. Chi non lo fa, se questa omissione riguarda le annualità 2021 e 2022, è oggi destinatario dei preavvisi di sospensione.
È opportuno ricordare che l'indennità di accompagnamento - la prestazione più diffusa tra le persone non autosufficienti - non è soggetta a limiti di reddito e, pertanto, non rientra in questa procedura di verifica.
Come regolarizzare la propria posizione ed evitare il blocco
Ricevere il preavviso non significa automaticamente perdere il diritto alla prestazione. L'INPS lascia ai beneficiari la possibilità di regolarizzare la propria posizione, trasmettendo i dati reddituali mancanti prima che la sospensione diventi effettiva. La procedura si chiama "ricostituzione reddituale per sospensione delle prestazioni" ed è disponibile sul portale istituzionale dell'ente.
Per accedere al servizio in autonomia, è necessario entrare nell'area personale MyINPS utilizzando una delle credenziali digitali oggi riconosciute dalla Pubblica Amministrazione: il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), la Carta d'Identità Elettronica (CIE) oppure la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Una volta effettuato l'accesso, occorre cercare la sezione dedicata alla ricostituzione reddituale e seguire le istruzioni per completare la comunicazione relativa alle annualità mancanti.
Per chi non è in grado di procedere autonomamente - per difficoltà tecnologiche o per qualsiasi altro motivo - è possibile rivolgersi a un patronato o a un intermediario abilitato, che può operare per conto del cittadino senza costi aggiuntivi.
Perché questi controlli sono legittimi e cosa rischiano i beneficiari
Le prestazioni assistenziali legate all'invalidità civile sono disciplinate principalmente dalla Legge 30 marzo 1971, n. 118, e dalle successive modifiche e integrazioni. La legge prevede espressamente che alcune di queste prestazioni siano erogate solo in presenza di determinati requisiti reddituali, aggiornati annualmente. I redditi presi in considerazione ai fini della verifica sono quelli personali rilevanti ai fini IRPEF, calcolati al netto degli oneri deducibili ma al lordo delle imposte, e non includono i redditi del coniuge o dei familiari conviventi.
L'INPS ha il compito istituzionale di controllare che le risorse pubbliche siano destinate esclusivamente a chi vi ha diritto. In questo senso, la campagna di verifica in corso non è una novità assoluta: l'Istituto effettua periodicamente questo tipo di accertamenti, incrociando i propri archivi con quelli dell'Agenzia delle Entrate. L'invio sistematico dei preavvisi cartacei tramite raccomandata conferisce all'avviso un carattere formale e giuridicamente rilevante.
Chi, dopo aver ricevuto il preavviso, non procede alla regolarizzazione, rischia non solo la sospensione dei pagamenti ma, nei casi più gravi, anche la revoca definitiva della prestazione con eventuale richiesta di restituzione delle somme percepite nel periodo in cui i requisiti non erano verificati.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.