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Pensione di invalidità 2024, ecco come ottenere un aumento della pensione e gli arretrati con "l'incremento al milione"

Pensione di invalidità 2024, ecco come ottenere un aumento della pensione e gli arretrati con "l'incremento al milione"
Si chiama "aumento al milione": a chi spetta la maggiorazione e come ottenerne gli arretrati
È ufficiale l’aumento delle pensioni per gli invalidi totali e per i titolari di pensione di inabilità di età ricompresa tra i 18 e i 60 anni.


Con la sentenza n. 152 del 23 giugno 2020, la Corte Costituzionale ha infatti disposto la maggiorazione delle predette pensioni al fine di sostenere i redditi degli invalidi civili totali e degli inabili: è il cosiddetto meccanismo dell’“incremento al milione”.


Lo stesso art. 38 Cost., comma 1, recita infatti che “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”.


Con il c.d. “Decreto Agosto”, il Governo ha quindi disposto l’incremento al milione per gli invalidi civili al 100% e per i titolari di pensione di inabilità, estendendo la maggiorazione anche a favore dei “soggetti di età superiore ai diciotto anni, che risultino invalidi civili totali o sordomuti o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222”. La Consulta è intervenuta quindi anche sul precedente requisito anagrafico, dichiarandolo irragionevole e discriminatorio e ritenendo che una maggior tutela debba essere riconosciuta agli invalidi civili totali e agli inabili non al compimento del 60esimo anni di vita, ma dal 18esimo anno di età.


Ma quali sono i requisiti per ottenere la maggiorazione e, soprattutto, è possibile ottenerne gli arretrati?


A questo punto, occorre fare un distinguo.
Mentre gli invalidi civili totali (ciechi e sordi), già titolari di pensione d’invalidità, ricevono (o dovrebbero ricevere) in automatico l’aumento al milione che, attualmente è pari a Euro 401,72, da calcolarsi su 13 mensilità, non essendo quindi necessaria alcuna domanda da parte degli interessati, per i titolari di pensione di inabilità è invece necessaria un’apposita istanza.


È infatti prevista la richiesta su domanda per il riconoscimento dell’incremento ai titolari di pensione di inabilità: la richiesta va presentata all’INPS, attraverso i canali online, se si è in possesso delle credenziali di accesso, oppure tramite gli intermediari Caf o patronati. Una volta effettuata la ricostituzione reddituale, la Struttura territoriale procederà alla verifica del diritto alla maggiorazione e, in presenza dei prescritti requisiti, al riconoscimento del beneficio.


La maggiorazione viene riconosciuta dall’Istituto in forma retroattiva. Tuttavia, è necessario segnalare in modo chiaro la richiesta degli arretrati. Nello specifico, come da indicazioni dell’INPS, i richiedenti dovranno indicare nel campo indicato, alla voce “NOTE”, la frase riportante la seguente dicitura: “Richiedo il riconoscimento della maggiorazione con decorrenza dal 1° Agosto 2020”.


E per gli arretrati degli invalidi assoluti?


Come già sappiamo, la possibilità di richiedere gli arretrati degli aumenti della pensione d’invalidità civile è possibile grazie all’emanazione del “Decreto Agosto”, che ha dato applicazione alla sentenza n. 152 del 23 giugno 2020, della Corte Costituzionale ed è stato in seguito convertito nella Legge n. 126 del 13 ottobre 2020.


Ciò significa che è possibile richiedere gli arretrati solo da luglio 2020 fino al periodo di effettivo aumento della pensione. L’unica eccezione è costituita da quegli invalidi civili al 100% che abbiano compiuto 60 anni prima di questa modifica.
In questa singola ipotesi - salvo restando che bisogna comunque rientrare nei range economici prestabiliti di cui si dirà tra poco - è possibile richiedere ben più degli arretrati maturati da luglio 2020.


Anche in questo caso, la domanda dovrà essere proposta tramite il portale dell’INPS, accedendo alla propria posizione personale mediante le credenziali. Andranno allegati un certificato medico attestante l’invalidità, una DSU contenente il calcolo dell’ISEE aggiornato e un documento che dimostri di aver compiuto il sessantesimo anno di età al momento dell’introduzione della maggiorazione. Andrà, infine, compilata l’apposita domanda nella sezione “ricostituzione per maggiorazioni sociali”.
In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato o a un ente abilitato dall’INPS.


Ma quali sono i limiti di reddito per presentare tale domanda e, più in generale, per ottenere la maggiorazione?
- Euro 4.333,29 per la maggiorazione sociale in misura piena;
- Euro 9.555,65 per la maggiorazione sociale in misura ridotta;
- Euro 11.280,62 (reddito coniugato) per la maggiorazione sociale in misura piena;
- Euro 16.502,98 (reddito da coniugato): per la maggiorazione sociale in misura ridotta.


Occorre, da ultimo, precisare che alla formazione di tali soglie non concorrono i redditi da prima casa e quelli derivanti da indennità di accompagnamento, mentre andranno presi in considerazione quelli esenti Irpef.
Viceversa, la maggiorazione versata non costituirà reddito imponibile.


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