Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Agenzia delle Entrate, ora non devi pił conservare gli scontrini POS, basta l'estratto conto bancario: ecco come funziona

Fisco - -
Agenzia delle Entrate, ora non devi pił conservare gli scontrini POS, basta l'estratto conto bancario: ecco come funziona
Estratto conto al posto degli scontrini POS, ecco come funziona la nuova regola, requisiti e vantaggi per cittadini e imprese
Nel percorso di digitalizzazione del sistema fiscale italiano arriva una novità, destinata a semplificare concretamente la vita di cittadini e imprese: gli estratti conto bancari potranno sostituire le ricevute POS, al fine di documentare i pagamenti elettronici. Si tratta di un cambiamento significativo in tema di contabilità digitale, che ridurrà gli oneri burocratici e riconoscerà pieno valore giuridico a documenti già oggi ampiamente utilizzati.

A ben vedere, la novità si inserisce in un avviato processo di digitalizzazione dei documenti fiscali. Si pensi, in particolare, al decreto ministeriale del 7 dicembre 2016, che aveva introdotto la possibilità di emettere scontrini elettronici, e a successive iniziative parlamentari volte a incentivare l'invio digitale dei documenti ai clienti.

La misura nasce nell'ambito del decreto legge 19/2026 (cosiddetto D.L. Pnrr) e si inserisce in una strategia più ampia di modernizzazione dei rapporti tra contribuente e Fisco. Come appena accennato, sostanzialmente non sarà più necessario conservare gli scontrini cartacei rilasciati dai terminali di pagamento: al loro posto potranno essere utilizzati i documenti rilasciati da banche e intermediari finanziari, anche in formato digitale.
Attenzione però, la sostituzione non sarà automatica in ogni caso, ma richiederà il rispetto di alcune condizioni precise. Affinché l'estratto conto abbia valore fiscale per il contribuente e correntista, dovrà includere tutte le informazioni essenziali relative alla singola operazione, ossia:
  • la data del pagamento;
  • l'importo;
  • l'identità del beneficiario (ad es. negozio, professionista o azienda).
In presenza di questi elementi, il documento bancario sarà considerato idoneo a dimostrare che il pagamento è avvenuto. Questo varrà per tutte le transazioni effettuate con strumenti tracciabili, come carte di credito, debito, prepagate o altri sistemi digitali.

Un altro aspetto chiave riguarda l'obbligo di conservazione, che permarrà nonostante la suddetta novità semplificatrice dei rapporti tra Entrate e contribuente. In applicazione dell'art. 2220 del c.c., infatti, anche gli estratti conto dovranno essere conservati per almeno dieci anni. L'utente dovrà altresì prestare attenzione al modo di conservazione perché, nel caso di documenti digitali, non sarà sufficiente salvarli su un computer o in una semplice cartella del proprio laptop. Sarà necessario utilizzare sistemi di conservazione elettronica certificata "a norma", cioè strumenti che garantiscano nel tempo autenticità, integrità e immodificabilità del documento. In pratica, ci si riferisce a servizi che archiviano i file con firme digitali, marcature temporali e procedure certificate. Sarà un aspetto fondamentale, in un secondo tempo, per consentire eventuali controlli fiscali.

Uno degli obiettivi principali della riforma in oggetto è ridurre gli oneri organizzativi, soprattutto per le attività che gestiscono un elevato numero di transazioni quotidiane. La conservazione fisica degli scontrini POS, spesso stampati su carta termica soggetta a deterioramento, rappresentava infatti un problema concreto sia in termini di spazio sia di gestione. Ora, con le nuove regole, tutta la documentazione può essere archiviata in formato digitale, con palesi vantaggi in termini di praticità, sicurezza e riduzione dei costi.

Dal punto di vista fiscale, l'estratto conto diventa prova pienamente valida del pagamento tracciabile. Questo sarà particolarmente rilevante per la deducibilità o detraibilità di alcune spese. Ricordiamo, infatti, che la tracciabilità è l'elemento chiave richiesto dal sistema fiscale per riconoscere determinati benefici. E i dati bancari, per loro natura, offrono garanzie spesso superiori rispetto agli scontrini cartacei perché permettono una ricostruzione precisa dei flussi di denaro.

La riforma valorizza anche il ruolo degli istituti di credito. I documenti bancari, utilizzabili ai fini fiscali, sono quelli rilasciati ai sensi dell'art. 119 del T.U. bancario, che disciplina la trasparenza delle comunicazioni tra banca e cliente. Ciò significa che ciò che risulta dall'estratto conto, o da altre comunicazioni ufficiali della banca, ha piena attendibilità giuridica e - come accennato - può essere utilizzato come prova dell'avvenuto pagamento.

Un ulteriore aspetto chiarito espressamente è che la semplificazione non ridurrà l'efficacia dei controlli fiscali. Al contrario, la documentazione bancaria consentirà verifiche più rapide e precise rispetto agli scontrini tradizionali. Il Fisco potrà, infatti, accedere a dati strutturati, facilmente confrontabili e difficilmente alterabili, rafforzando così gli strumenti di contrasto all'evasione.

Ricapitolando, la possibilità di utilizzare gli estratti conto al posto delle ricevute POS rappresenta un passo concreto verso la completa digitalizzazione dei documenti di spesa. L'obiettivo è chiaro: eliminare progressivamente il supporto cartaceo, semplificare gli adempimenti e rendere più efficiente il sistema fiscale. Per cittadini e imprese cambia poco nella sostanza, ma molto nella forma: meno carta da conservare, meno rischi di smarrimento e un sistema più coerente con le modalità di pagamento ormai diffuse.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.