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Agenzia delle Entrate, in arrivo nuovi controlli sul conto corrente: accertamenti su prelievi e pagamenti in contanti

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Agenzia delle Entrate, in arrivo nuovi controlli sul conto corrente: accertamenti su prelievi e pagamenti in contanti
La lotta all’evasione fiscale si rafforza con IA, big data e fatturazione elettronica grazie al PNRR: più controlli mirati, compliance collaborativa e cooperazione con Guardia di Finanza
La lotta all'evasione fiscale in Italia è stata protagonista di un radicale ammodernamento tecnologico a partire dalle riforme strutturali previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In precedenza, l'attività di accertamento si basava su verifiche documentali a campione o su segnalazioni specifiche, con una capacità di analisi limitata dalla frammentazione delle banche dati. Con il consolidamento della fatturazione elettronica e l'interconnessione delle anagrafi finanziarie, il Fisco ha gradualmente adottato strumenti di prevenzione basati su algoritmi e non più su un’azione prettamente repressiva.

Algoritmi e big data al servizio del Fisco
L'attuale scenario operativo dell'Agenzia delle Entrate vede l'integrazione sistematica di miliardi di informazioni provenienti da fonti eterogenee, elaborate attraverso modelli di IA avanzata. L'obiettivo per il 2026 prevede l'esecuzione di oltre 530.000 accertamenti sostanziali, per colpire le forme di evasione più profonde e complesse. Questa elevata potenza di calcolo permette di incrociare istantaneamente i dati relativi a proprietà immobiliari, successioni, bonus edilizi e transazioni internazionali, evidenziando discrepanze che in passato sarebbero rimaste latenti.

La cooperazione con la Guardia di Finanza è stata ulteriormente potenziata per garantire che le anomalie rilevate dai software si trasformino in azioni sul campo, specialmente nei casi in cui emergano indizi di reati tributari o riciclaggio di proventi illeciti.

La compliance: dall'accertamento punitivo alla collaborazione bonaria
Un pilastro fondamentale della gestione fiscale del 2026 è il passaggio a un modello fondato su una maggiore collaborazione tra Fisco e contribuenti, volto a massimizzare il recupero spontaneo delle imposte. L'Amministrazione Finanziaria ha adottato una politica di trasparenza basata sull'invio massivo di lettere di compliance. Questi inviti bonari permettono al contribuente di correggere errori od omissioni in modo autonomo, beneficiando di sanzioni ridotte e prevenendo l'attivazione di procedure esecutive più onerose.

Secondo i dati raccolti, il tasso di positività ai controlli è prossimo al 90%, a riprova del fatto che le comunicazioni vengono inviate solo quando i sistemi di analisi hanno già individuato un'anomalia documentale solida e difficilmente contestabile.

La tracciabilità del denaro contante e le presunzioni normative
Nonostante la spinta verso i pagamenti elettronici, il monitoraggio dell’uso del contante rimane una priorità assoluta per l'Agenzia delle Entrate e l'AdER. La normativa vigente continua a considerare i prelievi e i versamenti ingiustificati come indicatori critici, specialmente per i soggetti che esercitano attività d'impresa.

Per gli imprenditori, opera una presunzione legale secondo cui ogni movimentazione di contante non supportata da idonea documentazione contabile può essere riqualificata come ricavo occulto o pagamento in nero.

Per i lavoratori autonomi e i professionisti, sebbene la giurisprudenza abbia attenuato l'automatismo sui prelievi, resta l'obbligo di giustificare ogni versamento sul conto corrente. In assenza di una prova contraria dettagliata che ne attesti la natura non imponibile, tali somme vengono regolarmente trattate come redditi sottratti a tassazione.

Monitoraggio dello stile di vita e analisi della coerenza reddituale
Un altro aspetto importante oggetto di verifiche fiscali riguarda l'analisi della coerenza tra il tenore di vita manifestato e i redditi dichiarati. Gli strumenti informatici attuali permettono di monitorare le relazioni tra persone fisiche e compagini societarie, analizzando spostamenti di denaro, acquisti di beni di lusso e persino l'utilizzo di servizi non coerenti con la capacità reddituale ufficiale.
Per i privati cittadini, prelievi frequenti o versamenti consistenti non sono necessariamente un problema, purché riconducibili a spese personali documentabili o a risparmi pregressi.


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