Il Senato ha approvato il d.d.l. sulla produzione e vendita del pane. La proposta, nata nel dicembre 2022 su iniziativa del senatore Luca De Carlo, ha ottenuto il via libera a Palazzo Madama e si appresta ora a passare all'esame della Camera per la definitiva conversione in legge. Si tratta di un intervento atteso da tempo, mirato a fare chiarezza in un mercato dove il confine tra prodotto industriale e artigianale era piuttosto sottile, con il rischio di penalizzare sia chi produce con metodi tradizionali, sia chi acquista.
La finalità principale del provvedimento risiede nella volontà di proteggere il consumatore dalle “trappole” dei prodotti surgelati, spesso confusi con quelli freschi. Fino ad oggi, la mancanza di una rigida regolamentazione ha permesso che prodotti ottenuti da cotture parziali o basi congelate venissero venduti senza una distinzione netta. La nuova normativa interviene con decisione per garantire che la dicitura “pane fresco” non sia più un semplice spot pubblicitario, ma una garanzia di qualità verificabile.
Per la prima volta viene definita in modo inequivocabile la durata del processo produttivo. La legge vieta, infatti, l'utilizzo della denominazione di pane fresco per tutti quei prodotti che vengono messi in commercio oltre le 24 ore dal completamento della produzione. Questo limite temporale è indipendente dalle modalità di conservazione adottate. In altre parole, se il pane non è stato prodotto e venduto nell'arco di una giornata, non può essere etichettato con tale titolo. In questo modo, i cittadini potranno distinguere immediatamente ciò che è frutto di una panificazione immediata da ciò che ha subito processi di conservazione prolungata.
Un passaggio fondamentale del d.d.l. riguarda la classificazione delle diverse tipologie di pane, che d’ora in avanti saranno catalogate rigorosamente in base al tipo di farina utilizzata. La ratio è assicurare che il nome del prodotto rifletta fedelmente la sua composizione.
La normativa, infatti, introduce definizioni scientifiche precise per gli ingredienti base. Il lievito fresco, ad esempio, deve essere costituito da cellule vive con un'umidità non superiore al 75%. Anche la pasta madre trova, ora, una sua collocazione e viene identificata come un impasto di farina e acqua, sottoposto a una lunga fermentazione naturale acidificante attraverso la tecnica dei rinfreschi successivi. I prodotti affini, come i grissini, vengono regolamentati con criteri simili, permettendo l'uso di spezie, erbe aromatiche e semi, ma eliminando l'obbligo di vendita esclusivamente in involucri sigillati.
Le novità legislative avranno un impatto diretto anche sull'organizzazione dei punti vendita. Per facilitare la scelta consapevole del cliente, i commercianti avranno l'obbligo di collocare il pane fresco in scaffali nettamente separati da quelli destinati al pane surgelato oppure ottenuto da cotture parziali. Allo stesso modo, il pane senza glutine dovrà essere esposto in spazi distinti, garantendo la massima sicurezza per chi soffre di intolleranze alimentari.
L’intervento del legislatore si colloca nell’ambito di una strategia nazionale di difesa dei prodotti italiani. L'istituzione della Festa del pane è un segnale culturale forte, volto a celebrare un alimento simbolo della nostra dieta. Allo stesso tempo, l'attenzione del Ministero dell'Agricoltura si sposta verso i controlli sulle importazioni nell'Unione Europea, con l'obiettivo di garantire che solo i prodotti che rispettano i rigidi standard qualitativi vigenti possano entrare nel mercato comune.