Meno IMU e TARI per gli immobili rigenerati
La prima ipotesi allo studio riguarda i tributi locali. L'idea è ridurre IMU, TARI e i canoni di occupazione del suolo per chi ristruttura o riconverte un edificio secondo criteri di sostenibilità, dandogli una nuova funzione urbana. Al momento un'agevolazione simile non esiste. Infatti, le riduzioni IMU e TARI oggi previste seguono altre logiche, legate al canone concordato o al comodato tra parenti e non premiano l'intervento di rigenerazione in sé. La misura ipotizzata da Leo introdurrebbe quindi un beneficio del tutto nuovo, collegato al tipo di lavori eseguiti sull'immobile e non al contratto o alla figura del proprietario.
IVA al 5% sugli affitti e status di “strumentali” per i costruttori
Per le imprese di costruzione le ipotesi si muovono su due filoni. Il primo è l'abbassamento dell'IVA sulle locazioni residenziali, che scenderebbe al 5%. Il secondo prevede di assimilare agli immobili strumentali i fabbricati residenziali locati dalle imprese edili. Pertanto, diventerebbe più conveniente investire in edilizia residenziale destinata all'affitto, con benefici sulla liquidità degli operatori e sulla possibilità di rimettere sul mercato immobili oggi sfitti o dismessi. La finalità è attrarre capitali privati verso la rigenerazione, un fattore che lo stesso Demanio indica come strategico.
Il possibile ritorno del bonus prima casa per gli under 36
Per i giovani, Leo ha ipotizzato nuovi incentivi all'acquisto della prima casa. Oggi chi ha meno di 36 anni può contare soprattutto sul Fondo di garanzia mutui prima casa gestito da Consap, prorogato fino al 31 dicembre 2027 dalla Legge di Bilancio 2025. Lo strumento offre una garanzia pubblica sul mutuo, pari in via ordinaria al 50% della quota capitale finanziata, per importi non superiori a 250.000 euro. La copertura sale all'80% per chi ha un ISEE entro i 40.000 euro e richiede un mutuo superiore all'80% del prezzo d'acquisto; per le famiglie con almeno cinque figli può arrivare fino al 90%.
Le agevolazioni fiscali dirette del vecchio bonus under 36, ossia l'esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale e il credito d'imposta sull'IVA, non sono più riconosciute in via generalizzata dal 2025. Rimane operativa la garanzia statale sul mutuo, mentre gli sgravi sull'atto valgono solo nei casi previsti dalla normativa ordinaria.
I numeri del Rapporto Demanio dietro le ipotesi
Le proposte di Leo si inseriscono nel quadro tracciato dal Rapporto annuale 2026 dell'Agenzia del Demanio. Il patrimonio immobiliare dello Stato vale 63,2 miliardi di euro, distribuito su oltre 45mila immobili tra caserme, uffici, carceri, edifici storici e musei. L'Agenzia ha attivato investimenti per 5,1 miliardi di euro, un quinto dei quali già realizzato e nella classifica OICE risulta la prima stazione appaltante per volumi di affidamenti in BIM. “L'immobile pubblico torna a essere visto come strumento attivo del Paese”, ha commentato la direttrice Alessandra Dal Verme.
Il Piano Città degli Immobili Pubblici
Lo strumento su cui si basa questa strategia è il Piano Città degli Immobili Pubblici. Al 30 giugno 2026 risultano firmati 37 accordi, con l'obiettivo di arrivarne a 65 entro il 2028, su un totale di 439 immobili e 5,1 milioni di metri quadrati di superficie lorda. Sul fronte del recupero energetico, nel 2025 le iniziative di valorizzazione hanno attratto 120 milioni di euro di investimenti privati, un segnale che il Governo considera incoraggiante per costruire, risorse permettendo, gli incentivi fiscali annunciati da Leo.