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È reato approfittare di un errore di prezzo, più basso, al distributore di benzina? Quali conseguenze penali e civili?

È reato approfittare di un errore di prezzo, più basso, al distributore di benzina? Quali conseguenze penali e civili?
Fare il pieno è reato se si approfitta dell’errore del gestore della pompa che, per sbaglio, ha esposto un prezzo stracciato?
Negli ultimi mesi, il prezzo del carburante è salito alle stelle, con aumenti che vanno oltre il 10% per la benzina e, addirittura, oltre il 15% per il gasolio. Parlando di soldi, secondo il Codacons, ciò significa che un automobilista paga all’incirca 9,5 euro in più per un pieno di benzina e 13,7 euro in più per un pieno di gasolio.

Un aumento di spesa che non fa certo piacere. Ormai tutti noi abbiamo imparato ad avere gli occhi aperti e cercare il distributore più economico per risparmiare anche un centesimo.

Ma cosa succede se, ricercando il risparmio in questo deserto del caro-carburante, vedi il miraggio di un distributore di benzina che espone un prezzo clamorosamente basso, con il carburante a 0,20 centesimi anziché a due euro?

A meno che il gestore della pompa non abbia deciso di fare una “svendita” (cosa impossibile, tra l’altro, anche solo per i costi da sostenere), se si trova un prezzo così stracciato rispetto alla media, c’è stato sicuramente un errore da parte del responsabile del distributore.

Se fai il pieno approfittando di quel prezzo, ci sono conseguenze legali? La domanda sorge spontanea perché tu avrai fatto un affare, ma il gestore andrà incontro a perdite importanti.

Non puoi certo dire di aver agito in buona fede: ti sei reso conto di quell’errore di prezzo e ne hai volutamente approfittato per fare il pieno e risparmiare un bel po’ di soldi. Un bel vantaggio, non c’è che dire. Nel linguaggio giuridico, si dice che il tuo comportamento è stato doloso.

Ma questo significa che commetti un reato?

Come si dice, l’occasione fa l’uomo ladro. Ma non in questo caso.

Infatti, non può esserci furto. Il codice penale (art. 624 del c.p.) punisce il soggetto che si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri. Però, se hai pagato un prezzo per la benzina, anche se eccezionalmente basso, è difficile ipotizzare che tu abbia realizzato una sottrazione di carburante al distributore che sia rilevante dal punto di vista del diritto penale.

Allora, forse, hai realizzato una truffa ai danni del gestore della pompa?

Anche in questo caso, la risposta è no. Non c’è il reato di truffa.

Devi sapere che il codice penale (art. 640 c.p.) punisce chi induce qualcuno in errore con artifici e raggiri, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. E, in questo caso, manca un elemento fondamentale della truffa: l’induzione in errore. Non sei stato tu a far cadere il gestore in errore: il responsabile ha sbagliato e si assume i rischi di quell’errore. Almeno dal punto di vista del diritto penale.

Quindi, fare il pieno di carburante sfruttando, a tuo vantaggio, un clamoroso errore di prezzo non ha conseguenze penali: dal punto di vista penale, è legale e non commetti reato.

Però, fai comunque attenzione perché questo tipo di comportamento può avere ripercussioni sul piano civilistico: se il gestore della pompa ti denuncia, sarai obbligato a rimborsarlo, restituendo i soldi indebitamente sottratti.

Ora sei consapevole anche tu dei tuoi diritti e delle tue responsabilità nel caso in cui hai deciso di approfittare di un vistoso errore di prezzo.


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