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Pensione, ti spettano due anni di arretrati dall'INPS, ha sbagliato i calcoli e ora deve rimborsarti: nuova circolare INPS

Pensione, ti spettano due anni di arretrati dall'INPS, ha sbagliato i calcoli e ora deve rimborsarti: nuova circolare INPS
L’Inps sana l’errore sulle pensioni: ricalcolo automatico e arretrati per i trattamenti di vecchiaia penalizzati dai tagli della Manovra 2024
L'Inps ha recentemente avviato un’operazione di rettifica in autotutela, per sanare un errore interpretativo che ha penalizzato migliaia di trattamenti pensionistici nel settore pubblico. Al centro della vicenda si colloca l’erronea applicazione delle norme introdotte dalla Legge di Bilancio 2024, le quali prevedevano una rimodulazione al ribasso delle aliquote di rendimento per le quote retributive. Tale contrazione economica, inizialmente concepita dal legislatore per colpire esclusivamente le uscite anticipate, è stata erroneamente estesa dall'Inps anche alle pensioni di vecchiaia, determinando un'indebita riduzione dell'assegno mensile per una vasta platea di ex dipendenti statali.

La questione parte dalla Manovra 2024, che ha modificato i criteri di calcolo per gli iscritti alle casse ex-Inpdap, ovvero CPDEL, CPS, CPI e CPUG. La riforma mirava a contenere la spesa previdenziale per coloro che vantavano meno di 15 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995, sostituendo i precedenti rendimenti con aliquote meno generose. Tuttavia, durante il dibattito parlamentare, il legislatore aveva circoscritto tale stretta alle sole pensioni anticipate, salvaguardando espressamente i requisiti maturati entro la fine del 2023 e, soprattutto, i trattamenti di vecchiaia. Tuttavia, in fase di attuazione sono stati applicati i criteri restrittivi anche a chi aveva legittimamente avuto accesso alla quiescenza per aver raggiunto i limiti di età, generando un danno economico di rilievo.

Con la pubblicazione del messaggio n. 787 del 5 marzo 2026, l’Inps ha ufficialmente recepito la corretta interpretazione della norma, distinguendo nettamente tra le diverse fattispecie di accesso al trattamento. L'Istituto ha chiarito che la riduzione delle aliquote di rendimento non può trovare applicazione nei confronti delle pensioni di vecchiaia, inclusi coloro che hanno optato per il regime del cumulo a seguito della cessazione del rapporto di lavoro presso una Pubblica Amministrazione. Il discrimine fondamentale risiede dunque nella natura del trattamento: mentre le pensioni anticipate restano soggette ai nuovi parametri meno favorevoli, le pensioni di vecchiaia mantengono il diritto all'applicazione dei rendimenti storici, di gran lunga più remunerativi per il beneficiario.

La risoluzione della criticità non richiederà un’azione diretta da parte del cittadino, poiché l’Inps ha disposto il riesame automatico di tutte le posizioni interessate. La procedura prevede la riliquidazione integrale del trattamento con l'immediata erogazione degli arretrati accumulati dalla data di decorrenza della pensione. Oltre alla differenza sui ratei, ai pensionati verranno riconosciuti gli interessi legali e la rivalutazione monetaria, calcolati a ritroso per compensare la perdita del potere d'acquisto subita a causa dell'errato calcolo iniziale.

Un aspetto tecnico di rilievo riguarda il trattamento dei debiti eventualmente notificati ai pensionati in precedenza a causa di questo errore di calcolo. L’Istituto ha impartito istruzioni per l'annullamento immediato di tali partite contabili, che dovranno essere classificate come insussistenti all'origine. Al contempo, le sedi territoriali sono state invitate a gestire i ricorsi amministrativi ancora in fase istruttoria attraverso lo strumento dell'autotutela. Anziché proseguire nel contenzioso, l’Inps procederà all'annullamento dei provvedimenti contestati, conformandoli ai nuovi standard di rendimento più favorevoli.


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