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Pensione, fino a 610 euro di arretrati e aumento mensile senza fare domanda per alcune categorie: ecco gli importi

Pensione, fino a 610 euro di arretrati e aumento mensile senza fare domanda per alcune categorie: ecco gli importi
Il pagamento della pensione di giugno sarà effettuato lunedì 1° giugno 2026, secondo il calendario stabilito dall'INPS. Per alcune categorie il cedolino prevede importi più alti.
Il pagamento della pensione di giugno sarà effettuato regolarmente il primo giorno bancabile del mese, cioè lunedì 1° giugno 2026, secondo il calendario stabilito dall'INPS.
Nessuna novità clamorosa per la generalità dei pensionati, ma i prossimi mesi porteranno cambiamenti importanti. A partire da luglio arriverà infatti la quattordicesima, mentre da agosto inizieranno i primi rimborsi legati alla dichiarazione dei redditi.
L'importo netto accreditato sul conto può, però, differire dalla pensione lorda. La variazione dipende principalmente da trattenute fiscali, conguagli oppure somme aggiuntive riconosciute direttamente dall'INPS. Tra le trattenute obbligatorie rientra innanzitutto l'IRPEF, calcolata sull'importo della pensione tenendo conto delle detrazioni spettanti. A questa si aggiungono le addizionali regionali e comunali, trattenute generalmente a tariffa tra gennaio e novembre dell'anno successivo a quello di riferimento.

Piuttosto il cedolino pensione di giugno porterà un aumento significativo per la categoria dei grandi invalidi militari. L'incremento, previsto dalla L. 199/2025, sarà applicato a partire dal mese di giugno 2026 e comprenderà anche il pagamento degli arretrati maturati da gennaio.

La misura era già stata introdotta con la manovra finanziaria approvata il 30 dicembre 2025, che aveva fissato la decorrenza dei nuovi importi dal 1° gennaio 2026. Tuttavia, come chiarito dall'INPS nel messaggio n. 1269 del 14 aprile scorso, sono stati necessari alcuni mesi per completare gli adeguamenti tecnici e predisporre il pagamento delle somme arretrate.

L'intervento nasce con l'obiettivo di sostenere il potere d'acquisto delle categorie più fragili, colpite dagli effetti dell'inflazione cresciuta negli ultimi anni dopo il periodo pandemico.
Gli aumenti riguardano i pensionati che percepiscono l'assegno sostitutivo dell'accompagnamento diretto, cioè coloro che hanno riportato gravi infermità durante il servizio militare o per cause assimilate. Tra i beneficiari rientrano in particolare i grandi invalidi non autosufficienti, affetti da cecità assoluta, mutilazioni o gravi lesioni neurologiche, e gli invalidi di fascia media con menomazioni che compromettono in modo rilevante l'autonomia personale.

Per i grandi invalidi l'assegno mensile passerà da 878 a 1.000 euro, con un aumento di 122 euro al mese.

Per gli invalidi di fascia media, invece, l'importo salirà da 439 a 500 euro mensili, con un incremento di 61 euro.

Oltre all'aumento mensile, nel cedolino di giugno saranno corrisposti anche gli arretrati relativi ai primi cinque mesi dell'anno. Questo significa che un grande invalido riceverà circa 610 euro aggiuntivi, mentre per un invalido di fascia media gli arretrati ammonteranno a circa 305 euro.
Non sarà necessario presentare alcuna domanda: l'INPS procederà automaticamente al ricalcolo degli importi e al pagamento delle somme spettanti. L'accredito è previsto a partire da lunedì 1° giugno 2026 per chi riceve la pensione tramite banca o posta, mentre per il ritiro in contanti sarà seguito il consueto calendario alfabetico, dal 1° all'8 giugno, con esclusione del 2 giugno, Festa della Repubblica.


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