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Pensione dipendenti pubblici, puoi anticipare l'assegno di due mesi con una semplice domanda all'INPS: ecco come fare

Pensione dipendenti pubblici, puoi anticipare l'assegno di due mesi con una semplice domanda all'INPS: ecco come fare
Pochi lo sanno, ma esiste un modo concreto per ricevere la pensione con due mesi di anticipo, e tutto dipende da come si gestisce la propria storia contributiva. Grazie a un cavillo normativo poco conosciuto, chi ha versato contributi in diverse casse previdenziali può sfruttare il cumulo contributivo per accorciare i tempi di attesa. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste
Avere contributi sparsi tra diverse gestioni previdenziali è una condizione molto comune, soprattutto per chi nel corso della vita lavorativa ha cambiato più volte impiego o settore. Molti la vivono come un problema da risolvere, e in parte lo è: i versamenti effettuati in casse diverse - anche se tutte facenti capo all'INPS - non vengono riunificati automaticamente. Il lavoratore deve attivarsi in prima persona, scegliendo lo strumento più adatto alla propria situazione.
Il sistema previdenziale italiano mette a disposizione diversi meccanismi per gestire una carriera contributiva frammentata. Il più oneroso è la ricongiunzione dei contributi, introdotta dalla legge n. 45 del 1990, che consente di trasferire tutta la contribuzione in un'unica gestione - quella da cui si intende richiedere la pensione - applicando un calcolo uniforme secondo le regole di quella cassa. Il problema è che, nella maggior parte dei casi, si tratta di uno strumento a pagamento, con costi che possono essere anche significativi.
Esistono poi strumenti alternativi come il computo nella Gestione Separata INPS, che permette di convogliare i contributi verso questa gestione specifica, e la totalizzazione, che consente di sommare i periodi assicurativi maturati in diverse casse, ma con requisiti e condizioni più restrittivi rispetto ad altre opzioni.
Il cumulo contributivo
Tra tutti gli strumenti disponibili, il cumulo contributivo - introdotto dalla legge n. 232 del 2016 - è quello che offre il miglior equilibrio tra semplicità d'uso e convenienza economica. A differenza della ricongiunzione, il cumulo è completamente gratuito. Non si tratta di un trasferimento fisico dei contributi da una gestione all'altra, ma di una loro unione ai fini del solo diritto alla pensione.
Il meccanismo è il seguente: i contributi rimangono nelle rispettive gestioni, ciascuna delle quali calcola e liquida autonomamente la propria quota in base alle proprie regole. La pensione complessiva che il lavoratore riceverà sarà la somma di tutte le quote, ognuna determinata secondo il regime previdenziale di competenza. Una soluzione che, pur non semplificando il calcolo, garantisce di non perdere neanche un contributo versato nel corso della carriera lavorativa.
Il vantaggio concreto: la finestra di attesa si accorcia
Fin qui, il cumulo appare come uno strumento utile, ma non eccezionale. Il vero vantaggio emerge però analizzando la finestra di decorrenza della pensione, ovvero il periodo che deve trascorrere tra il momento in cui si maturano i requisiti e quello in cui si inizia effettivamente a percepire l'assegno.
I dipendenti degli Enti Locali iscritti alla gestione CPDEL (Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali) sono attualmente soggetti a una finestra di attesa di 5 mesi dalla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata, fissati in 42 anni e 10 mesi di contributi, un anno in meno per le lavoratrici. In pratica, chi completa i requisiti ad agosto 2026 dovrà aspettare fino a febbraio 2027 per ricevere il primo pagamento.
Se, però, questo lavoratore ha versato contributi anche in un'altra cassa previdenziale - anche per un periodo minimo - ha diritto a presentare domanda di cumulo. In questo caso, la finestra si riduce a 3 mesi, come avviene per i lavoratori del settore privato. Il risultato è immediato: la pensione arriverebbe già a dicembre 2026, con un guadagno netto di due mesi.
Dal 2027 il vantaggio potrebbe raddoppiare
Questo beneficio, già significativo oggi, è destinato a crescere ulteriormente. A partire dal 2027, per i dipendenti pubblici CPDEL la finestra di attesa salirà a 7 mesi, un cambiamento che renderebbe l'attesa ancora più pesante per chi non sfrutta gli strumenti a disposizione. Chi invece utilizzerà il cumulo continuerà a beneficiare della finestra ridotta a 3 mesi, con un anticipo sull'assegno che potrebbe arrivare fino a quattro mesi rispetto agli iscritti ordinari.
È bene ricordare che il cumulo non modifica i requisiti contributivi o anagrafici per accedere alla pensione anticipata, né prevede particolari norme di salvaguardia. L'unico effetto è la riduzione della finestra di decorrenza. Un dettaglio tecnico, certo, ma con ricadute pratiche molto concrete: due mesi di pensione in più, fin da subito, per chi ha la lungimiranza di presentare la domanda nel modo giusto.


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