Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Nuova sanatoria fiscale, in arrivo la rottamazione anche per IMU, TARI e multe stradali: niente sanzioni né interessi

Fisco - -
Nuova sanatoria fiscale, in arrivo la rottamazione anche per IMU, TARI e multe stradali: niente sanzioni né interessi
La possibilità di “rottamare” le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbe essere presto estesa anche ai debiti verso i Comuni. In questo modo, oltre ai tributi nazionali, verrebbero inclusi importi come IMU, TARI e persino le multe stradali. L’ipotesi, discussa da tempo, ha ricevuto il via libera dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’ambito degli emendamenti al decreto fiscale, attualmente all’esame della commissione Bilancio del Senato e da approvare definitivamente entro il 26 maggio
Uno dei modi per poter pagare meno una cartella esattoriale è rappresentato dalle sanatorie che, periodicamente, vengono messe in campo dall’esecutivo.
In un contesto caratterizzato da un aumento dei prezzi e da una crescente pressione sul potere d’acquisto di cittadini e famiglie, la rottamazione delle cartelle esattoriali, in particolare, rappresenta una misura fiscale potenzialmente di grande supporto.

Conosciuta anche come definizione agevolata, questa misura è stata introdotta più volte dal legislatore, con l'obiettivo di facilitare la riscossione dei crediti da parte dello Stato. Al contempo, offre ai contribuenti l’opportunità di saldare i propri debiti iscritti a ruolo, pagando esclusivamente il capitale originario, in quanto consente di ottenere la cancellazione di interessi di mora, sanzioni e aggio sulle somme dovute.

In passato – si rammenta - le norme non consentivano agli enti locali di approvare rottamazioni in assenza di espresse previsioni di leggi statali. Ora questo limite è stato rimosso.

La manovra finanziaria per il 2026 contiene, infatti, una novità che molti contribuenti attendevano da tempo: è attribuita ai Comuni e alle Regioni la possibilità di prevedere direttamente, ed entro determinati limiti, tipologie di definizione agevolata in attuazione dell’autonomia di cui gli enti stessi godono nella gestione dei tributi.

Un’agevolazione che riguarda tutti i carichi di natura locale, compresi:
  • IMU (Imposta municipale propria);
  • TARI (Tassa rifiuti);
  • ICP (Imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle affissioni);
  • Canoni patrimoniali unici (occupazione suolo pubblico e pubblicità);
  • multe e sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada;
  • tributi speciali regionali (es. tassa auto, canoni idrici, addizionali IRPEF regionali non versate).


L’idea adesso è quella di applicare ai tributi locali lo stesso meccanismo già utilizzato a livello nazionale, giunto alla sua quinta edizione.
L’ipotesi, discussa da tempo, ha ricevuto il via libera dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’ambito degli emendamenti al decreto fiscale, attualmente all’esame della commissione Bilancio del Senato e da approvare definitivamente entro il 26 maggio. Oggi i Comuni possono già attivare una propria rottamazione, ma devono gestirla autonomamente: le difficoltà operative riscontrate ne hanno limitato l’efficacia. Per questo si punta a coinvolgere direttamente l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, creando un sistema più semplice e uniforme.

A sostenere questa proposta è stata soprattutto l’Associazione nazionale dei Comuni d’Italia (ANCI), che ha evidenziato le disparità attuali tra enti e contribuenti. L’obiettivo è introdurre una procedura standard valida per tutti i Comuni, pur lasciando agli enti locali la libertà di aderire o meno.

Se la misura verrà approvata, riguarderà i debiti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. I Comuni interessati dovranno comunicare la loro adesione entro il 30 settembre.
Tra le somme interessate rientrerebbero diversi tributi locali, come IMU, TARI, TASI, imposta di soggiorno, canoni per l’occupazione di suolo pubblico e pubblicità, oltre alle sanzioni per violazioni del codice della strada e ad altri crediti legati, ad esempio, alla concessione o locazione di beni pubblici.

Come nelle precedenti rottamazioni, i contribuenti avrebbero un vantaggio significativo: pagherebbero solo l’importo dovuto senza sanzioni né interessi, restando però a loro carico le spese di notifica e gestione. È previsto, inoltre, un piccolo contributo aggiuntivo (tra 2 e 4 euro) per coprire i costi di procedura.

Nel frattempo, è in scadenza la rottamazione quinquies già attiva a livello nazionale, relativa sempre ai debiti dal 2000 al 2023. Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure a rate, fino a un massimo di 54 versamenti bimestrali distribuiti in nove anni. Le prime scadenze sono fissate al 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026. Dal 2027 i pagamenti seguiranno un calendario fisso fino al 2035. In caso di rateizzazione, si applicherà un interesse annuo del 3% a partire dal 1° agosto 2026, e ogni rata non potrà essere inferiore a 100 euro.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.