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Legge 104, nuovo Garante per i diritti dei disabili e nuove misure previste nel 2024 per famiglie con figli disabili

Lavoro - -
Legge 104, nuovo Garante per i diritti dei disabili e nuove misure previste nel 2024 per famiglie con figli disabili
Il lavoro ricopre un ruolo di fondamentale importanza per favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità. In questo contesto la nuova figura prevista dal D. Lgs. 20/2024 è centrale. Di cosa si tratta? E come può favorire la protezione dei diritti dei disabili?
È approdato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 5 marzo il D. Lgs. 5 febbraio 2024, n. 20 recante l'istituzione dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Si tratta di una figura che costituisce un'articolazione del sistema nazionale per la protezione dei diritti delle persone con disabilità, in attuazione della Convenzione di New York del 13 dicembre 2006.
Il Garante opera in stretta sinergia con l'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e collabora altresì con il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
Diverse sono le funzioni che il decreto gli attribuisce, ma quella che più rileva è l'esercizio di stringenti poteri di verifica al fine di contrastare i fenomeni di discriminazione diretta, indiretta o di molestie (già contrastati dall'art.2 bis L. 104/1992), in ragione della condizione di disabilità e del rifiuto dell'accomodamento ragionevole.

Si rammenta che - ai sensi della predetta Convenzione (cui l'Italia aderisce) - per “accomodamento ragionevole” si intendono le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo, adottati - ove ve ne sia necessità in casi particolari - per garantire alle persone con disabilità il godimento e l'esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.

Il Garante può infatti svolgere verifiche, d'ufficio o a seguito di segnalazione, sull'esistenza di fenomeni discriminatori. Egli valuta le segnalazioni ricevute e:
- nel caso in cui un'amministrazione pubblica adotti un provvedimento o un atto amministrativo generale in relazione al quale la parte lamenta una violazione dei diritti della persona con disabilità, una discriminazione o lesione di interessi legittimi, emette un parere motivato nel quale indica gli specifici profili delle violazioni riscontrate e, ove possibile, propone il ricorso all'autotutela amministrativa entro novanta giorni (articolo 5, comma 2, primo periodo);
- nelle ipotesi in cui le verifiche suddette hanno ad oggetto il mancato adeguamento a quanto previsto dai piani per l'eliminazione di barriere architettoniche, il Garante può proporre all'amministrazione competente un cronoprogramma per rimuovere le barriere e vigilare sugli stati di avanzamento.
Nei casi di urgenza dovuta al rischio di un danno grave e irreparabile per i diritti delle persone con disabilità, ove non sia stata promossa azione giudiziaria, il Garante può, anche d'ufficio, a seguito di un sommario esame circa la sussistenza di una grave violazione del principio di non discriminazione in danno di una o più persone con disabilità, proporre l'adozione di misure provvisorie.

Si consente, inoltre, al Garante di ricorrere al giudice amministrativo in caso di mancata o non corretta adesione, da parte delle pubbliche amministrazioni, alle proposte prospettate nell'ambito del proprio parere, rispetto a provvedimenti o atti amministrativi che determinano discriminazioni o violazioni di diritti e interessi delle persone con disabilità.

Ma quali altre misure sono state introdotte a favore dei disabili?

L'istituzione del Garante per la disabilità si colloca a valle di una serie di agevolazioni previste per il 2024. Si ricordano fra tutte:
  • Assegno di inclusione. Questa misura fornisce un supporto finanziario mensile ai nuclei familiari in difficoltà economica, compresi quelli con almeno un membro disabile. L'importo dell'assegno varia in base all'ISEE, con un tetto massimo di 6.000 euro all'anno, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza. Per le famiglie con particolari condizioni, come la presenza di persone disabili gravi o non autosufficienti, tale limite ISEE può anche arrivare a 7.560 euro all'anno. In aggiunta, può essere concesso un contributo per l'affitto fino a 3.360 euro annui, con un ulteriore incremento fino a 1.800 euro all'anno per determinate situazioni.


  • Indennità di accompagnamento. Questa misura viene erogata ai soggetti che risultano essere mutilati o invalidi totali, condizioni che li rendono incapaci di muoversi senza l'aiuto di un accompagnatore o di svolgere le normali attività quotidiane. Nel corso del 2024, l'importo dell'assegno ammonta a 527,16 euro.


  • Adeguamento Assegno unico e universale (AAU). L'ISTAT ha comunicato che, rispetto all'anno precedente, l'indice del costo della vita è aumentato del +5,4%; questo valore è stato quindi utilizzato come punto di partenza per determinare gli incrementi dell'AUU.

Gli aumenti previsti nell'ambito dei nuclei familiari con figli non autosufficienti o disabili prevedono:
  • maggiorazione mensile figli non autosufficienti: 119,60 euro;
  • maggiorazione mensile figli con disabilità grave: 108,20 euro;
  • maggiorazione mensile figli con disabilità media: 96,90 euro;
  • maggiorazione mensile figli disabili18-20 anni: 91,20;
  • maggiorazione mensile figli disabili dai 21 anni in su: 28,50.


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