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Legge 104, in arrivo più controlli su permessi e congedi, ora potranno svolgerli anche i medici militari: ecco le novità

Legge 104, in arrivo più controlli su permessi e congedi, ora potranno svolgerli anche i medici militari: ecco le novità
La legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha incluso diverse disposizioni che, a vario titolo, interessano la genitorialità, l’inclusione sociale, le persone con disabilità e i loro nuclei familiari. La manovra introduce, in particolare, un sistema di monitoraggio molto più stringente per quanto riguarda le assenze nel settore pubblico
Il profilo del caregiver familiare - si rammenta - è stato riconosciuto e delineato normativamente per la prima volta dalla legge di Bilancio 2018 (art. 1, L. n. 205 del 2017), che al comma 255 lo definisce come la persona che assiste e si prende cura di specifici soggetti, quali: il coniuge o una delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto; il familiare o affine entro il secondo grado e anche un familiare entro il terzo grado, nei casi individuati dall'art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (di seguito Legge 104) che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, sia non autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, ovvero a cui sia riconosciuto un grado di invalidità in quanto bisognoso di assistenza globale e continuativa di lunga durata, definita come disabilità grave.

La disabilità è grave quando si profila come riduzione dell'autonomia personale, anche correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.

La Legge 104/1992 rappresenta un vero e proprio pilastro del welfare nazionale, un punto di riferimento fondamentale per chi si trova a dover assistere un familiare con disabilità. Diverse sono le agevolazioni a favore dei disabili e dei familiari che li assistono riconosciute da questo provvedimento: fra i benefici rientrano i permessi 104, permessi retribuiti che permettono di astenersi dal lavoro per assistere una persona con disabilità grave.
La normativa pone un collegamento di tipo funzionale tra il godimento del permesso e le necessità e i doveri che caratterizzano l’attività di assistenza delle persone disabili in situazione di gravità. Di conseguenza si concreta un abuso quando manca completamente un nesso causale tra l’assenza dal lavoro e l’assistenza al disabile.

Adesso, proprio al fine di contrastare l'uso irregolare dei benefici della Legge 104 per i dipendenti statali, sono stati potenziati i controlli da parte dell'INPS, interessando anche i medici della sanità militare.
La legge 30 dicembre 2025, n. 199 introduce, in particolare, un sistema di monitoraggio molto più stringente per quanto riguarda le assenze nel settore pubblico.
Si prevede che il datore di lavoro possa richiedere all’Inps di accertare la permanenza dei requisiti sanitari per i quali sono riconosciuti i permessi 104 ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni (comma 723). A sua volta l’INPS potrà avvalersi, per effettuare i predetti accertamenti, del supporto del personale di ASL, istituti di ricovero e cura pubblici, aziende ospedaliere universitarie integrate con il SSN così come dei medici della sanità militare. Bisognerà attendere un successivo decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per definire le modalità di attuazione delle nuove modalità di controllo.
Non solo. Al fine di potenziare il sistema dei controlli anche sulla fruizione del beneficio dei congedi straordinari e parentali di cui all’art. 42 D.lgs. n. 151/2001 (D. Lgs 151/2001), nonché di quelli di cui all’art. 8, comma 4, della legge 22 maggio 2017, n. 8, spettanti ai lavoratori pubblici e privati, le pubbliche amministrazioni sono tenute altresì ad inserire, nell’ambito delle denunce mensili, le informazioni relative sia all’evento fruito sia al relativo dante causa, ovvero la persona o bambino cui si è prestata assistenza. E ciò al fine di evitare "duplicazioni", da parte di più soggetti, nel beneficiare della medesima agevolazione.

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