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Ti hanno graffiato l'auto, li hai filmati e pubblicato il video sui social per trovare il colpevole: ecco, ora sei tu che rischi una sanzione

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Ti hanno graffiato l'auto, li hai filmati e pubblicato il video sui social per trovare il colpevole: ecco, ora sei tu che rischi una sanzione
Riprendere una persona che vandalizza la tua auto e poi pubblicare il video sui social alla ricerca del colpevole. È legale?
Scorrendo i social network, si trovano spesso video-denuncia di atti vandalici filmati con il telefonino. Molto spesso, questi video vengono pubblicati dalle stesse vittime del vandalismo, che sono riuscite a filmare l’atto illecito.

Altrettanto spesso, però, ci sono notizie di casi in cui il proprietario del bene danneggiato viene condannato dopo aver condiviso il video dell’atto vandalico di cui è stato vittima. È accaduto anche recentemente al proprietario di un’auto, che si è visto condannare dal giudice per aver diffuso sui social le riprese dell’atto illecito subito.

È vero che, registrando il fatto, si ha la prova dell’atto di vandalismo subito. Però, si deve fare attenzione all’utilizzo che si fa del materiale registrato.

Occorre una premessa. È possibile registrare un soggetto che sta commettendo un reato o, comunque, un illecito.

Ora, cosa puoi fare con quel video? È legale pubblicare sui social il video dell’illecito di cui sei stato vittima, magari al solo scopo di ricercare il colpevole?

La legge stabilisce il divieto di diffondere immagini e video di altre persone senza il consenso dei diritti interessati (salvo che sia un personaggio pubblico o persona con carica pubblica o che il materiale riguardi eventi di interesse pubblico).
La pubblicazione del video senza consenso è possibile solo pixellando (oscurando) il volto della persona raffigurata: ciò per non rendere riconoscibili le persone coinvolte.

Se si pubblica un video senza consenso, si commette una violazione del diritto alla privacy.

Questa violazione può determinare una sanzione amministrativa, il cui importo varia in base al trasgressore e in proporzione alla gravità della vicenda. L’art. 85 del Regolamento europeo sulla privacy prevede sanzioni che, per i privati, arrivano fino a 10 milioni di euro e, per le imprese, fino al 2% del fatturato annuo (al superamento di 10 milioni di euro).

Peraltro, l’interessato può anche richiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali (ad esempio, il danno morale) subiti a causa della pubblicazione del materiale che lo raffigura.

Certo, è vero che non è necessario il consenso dell’interessato per le pubblicazioni che hanno finalità di giustizia, ma è anche vero che il nostro ordinamento non ammette che il privato cittadino si faccia giustizia da solo.
Il “farsi giustizia da sé”, condividendo sui social i video che riprendevano la commissione di un illecito, è un comportamento che è stato specificamente sanzionato, anche con multe pesanti, dal Garante della privacy.

Ancora, per pubblicare video o immagini altrui, è necessario non solo il consenso dell’interessato, ma serve anche un altro requisito: il video non deve danneggiare il soggetto ripreso. Questo perché, ai sensi dell’art. 10 c.c., c’è abuso dell’immagine altrui quando si pubblica del materiale raffigurante una persona fuori dai casi stabiliti dalla legge o, comunque, danneggiando la sua reputazione.
In tal caso, l’interessato può chiedere all’autorità giudiziaria di far cessare l’abuso, oltre al risarcimento dei danni.

Inoltre, la diffusione di video può comportare anche la commissione di reati.

In primo luogo, si può realizzare il reato di diffamazione ai sensi dell’art. 595 c.p. se, con la pubblicazione del video sui social, si offende la reputazione del soggetto interessato. La pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro.

Poi, in violazione del Codice della privacy, si può incorrere nel trattamento illecito di dati, con pena della reclusione fino a tre anni.

In conclusione, non c’è un divieto di registrare l’atto vandalico ai tuoi danni. Si tratta di un’azione che può essere utile poiché, se presenti una querela o comunque fai una segnalazione alle autorità, avrai elementi di prova a sostegno della tua denuncia.
L’importante è che questo materiale sia a disposizione solo tua (che hai fatto il video) e delle autorità competenti.


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