Le trattative tra governo e sindacati per il rinnovo del contratto collettivo del comparto Difesa e Sicurezza stanno entrando nella fase finale, e i numeri che emergono dal tavolo negoziale parlano chiaro. Per gli operatori con qualifiche iniziali è previsto un incremento netto di circa 100 euro al mese, frutto di una scelta precisa condivisa da entrambe le parti: destinare quasi la totalità delle risorse disponibili, circa il 90%, al trattamento economico fisso e continuativo, piuttosto che alle indennità accessorie legate a turni, missioni o straordinari. Questa impostazione non è casuale. Aumentare la parte fissa dello stipendio significa rendere permanente il beneficio economico, con effetti che si riflettono anche sul futuro trattamento pensionistico, a differenza di quanto accadrebbe con semplici indennità una tantum o variabili.
A cambiare sarà anche il meccanismo tecnico alla base dei calcoli retributivi: il cosiddetto punto parametrale, cioè il valore di riferimento che il Ccnl utilizza per determinare gli stipendi in base al grado e al ruolo ricoperto, salirà a 207,51 euro a partire dal 2027, con una crescita complessiva del 6,14%. Un adeguamento che si tradurrà in un aumento progressivo delle buste paga per tutto il personale, proporzionato alla qualifica e alle responsabilità di ciascuno.
Secondo quanto dichiarato dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, sommando questo rinnovo a quello del triennio 2022-2024, firmato solo un anno e mezzo fa, le qualifiche iniziali arriveranno a un incremento netto cumulato di circa 200 euro al mese.
Arretrati fino a 2.400 euro: chi vi ha diritto e in che misura
Oltre agli aumenti a regime, il contratto prevede anche il saldo degli arretrati maturati durante la vacanza contrattuale, cioè il periodo trascorso tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo. La cifra media stimata è di circa 2.400 euro per lavoratore, ma si tratta di un dato indicativo: l'importo effettivo che ciascuno riceverà dipenderà da diversi fattori, come la qualifica ricoperta, l'anzianità di servizio e la posizione economica raggiunta.
In pratica, chi ha maturato più anni di servizio o riveste un grado più elevato, ad esempio un ispettore o un ufficiale, percepirà una somma superiore rispetto a un agente appena entrato in servizio. Allo stesso modo, conta il periodo effettivamente lavorato: chi è rimasto in servizio per l'intero arco di tempo della vacanza contrattuale riceverà l'importo pieno, mentre chi è andato in pensione o è stato assunto da poco vedrà una cifra proporzionata ai soli mesi realmente prestati.
Pensioni: nasce un tavolo tecnico dedicato
Uno degli aspetti più attesi dalle sigle sindacali riguarda proprio la previdenza, storicamente uno dei nodi più delicati per chi lavora nelle Forze dell'Ordine. Il governo si è impegnato formalmente e per iscritto ad aprire, entro 90 giorni dalla firma dell'accordo, un tavolo tecnico interministeriale interamente dedicato alle pensioni del comparto Difesa e Sicurezza. Il compito di questo tavolo sarà individuare soluzioni mirate ai problemi previdenziali che da tempo coinvolgono il personale e le amministrazioni di riferimento, un passaggio che le organizzazioni sindacali considerano un primo, importante riconoscimento delle criticità del settore.
Le tutele per le famiglie e i nodi ancora da sciogliere
Il nuovo contratto punta inoltre a rafforzare le tutele legate alla genitorialità, con maggiore attenzione a maternità e paternità, e a sostenere il diritto allo studio del personale, per agevolare percorsi di formazione e aggiornamento professionale nel corso della carriera.
Non tutto, però, trova già una risposta in questo rinnovo. Le risorse attualmente stanziate non permettono di rivalutare le indennità operative, il lavoro straordinario, le missioni e i buoni pasto, voci che restano quindi invariate per il momento. Il governo ha comunque fatto sapere che, con la Legge di Bilancio 2027, valuterà la possibilità di stanziare nuovi fondi per intervenire proprio su queste componenti accessorie dello stipendio. Il negoziato, va detto, non è ancora chiuso del tutto: nei prossimi giorni proseguirà il confronto con le componenti militari del comparto, un passaggio necessario prima di arrivare alla definizione dell'ipotesi di accordo definitiva.