La prima strada percorribile è quella delle
detrazioni per spese sanitarie, che garantiscono il
19% della spesa sostenuta, al netto di una franchigia di
129,11 euro. Non tutti i materassi rientrano in questa categoria, ma alcuni sì, e in modo inequivocabile.
Il caso più chiaro riguarda i materassi antidecubito: il Decreto Legislativo n. 46 del 1997 li classifica esplicitamente come dispositivi medici, riconoscendo la loro funzione preventiva e terapeutica nei confronti delle lesioni cutanee che si sviluppano nei pazienti costretti a lunghe degenze a letto. Questi materassi, grazie alla capacità di distribuire la pressione del corpo, mantenere la postura e disperdere calore e umidità, sono detraibili in ogni caso, che vengano acquistati o anche solo noleggiati. Chi ha un'esigenza temporanea - ad esempio durante una convalescenza - può optare per il noleggio e comunque portare la spesa in detrazione.
Discorso analogo vale per i materassi ortopedici ed ergonomici, purché siano classificabili come dispositivi medici ai sensi dello stesso decreto. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito, con la Circolare 20/E del 2011, che questi prodotti rientrano nell'elenco dei dispositivi ammissibili. Per quelli espressamente elencati è sufficiente conservare la documentazione che attesti la marcatura CE del prodotto; per quelli non compresi nell'elenco occorre, invece, verificare la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE.
Un dettaglio fondamentale sottolineato dall'Agenzia delle Entrate: lo scontrino o la fattura devono riportare la descrizione precisa del prodotto e i dati dell'
acquirente. Un documento fiscale recante solo la generica dicitura "dispositivo medico" non è considerato valido ai fini della detrazione.
Cosa conservare e come pagare
Per ottenere la detrazione in dichiarazione dei redditi 2026, è necessario avere a portata di mano la documentazione corretta. È preferibile - anche se non obbligatoria ai fini fiscali - conservare la prescrizione medica, che diventa invece indispensabile qualora si voglia accedere all'IVA agevolata al 4% riservata ai disabili. È invece obbligatorio conservare il documento fiscale di acquisto (scontrino parlante o fattura) e la documentazione relativa alla marcatura CE.
Sul fronte dei pagamenti, le spese sanitarie godono di un regime più flessibile rispetto ad altre detrazioni: il pagamento in contanti è ammesso nei casi in cui la spesa avvenga in farmacia, presso strutture del Servizio Sanitario Nazionale o presso strutture convenzionate con il SSN. Negli altri casi, è opportuno utilizzare strumenti di pagamento tracciabili.
Il Bonus Mobili: la seconda via, al 50%
Chi non può - o non vuole - percorrere la strada delle spese mediche ha a disposizione un'ulteriore opportunità: il Bonus Mobili, prorogato fino al 31 dicembre 2026. In questo caso, la detrazione sale al 50% su una spesa massima di 5.000 euro riferita agli acquisti effettuati nel 2025 e da indicare nella dichiarazione 2026.
La possibilità di includere i materassi nel Bonus Mobili è stata esplicitamente confermata dall'Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 29/E del 18 settembre 2013. In questo caso, non è richiesta alcuna certificazione medica né la classificazione del prodotto come presidio sanitario: può trattarsi di un qualsiasi materasso, indipendentemente dalle sue caratteristiche terapeutiche.
C'è però una condizione imprescindibile: il Bonus Mobili è strettamente legato a un intervento di ristrutturazione edilizia sullo stesso immobile in cui vengono collocati i nuovi arredi. Non è quindi accessibile in modo autonomo. Inoltre, a differenza delle spese sanitarie, in questo caso il pagamento deve avvenire obbligatoriamente con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito o debito).
La novità del 2026: il quoziente familiare cambia le regole delle detrazioni
Dal 2026 entra in vigore una modifica rilevante, introdotta dal
comma 11 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2025, che interviene sull'
art. 12 del T.U.I.R. in materia di detrazioni per carichi di
famiglia. Per i contribuenti con redditi elevati, le detrazioni - incluse quelle per spese sanitarie - saranno soggette a un tetto massimo
calibrato sul reddito e sulla composizione del nucleo familiare.
Chi supera i
75.000 euro di reddito annuo potrà detrarre al massimo
14.000 euro di spese, ridotti a
8.000 euro oltre i
100.000 euro. Questi valori vengono, però, moltiplicati per un
coefficiente che tiene conto dei figli a carico: si parte da 0,50 per chi non ha figli (con un massimo detraibile effettivo di 7.000 euro nella fascia 75 - 100mila euro) e si arriva fino a 1,00 per i nuclei con più di due figli o con almeno un figlio disabile, che mantengono i massimali pieni. Chi ha
figli a carico è quindi avvantaggiato, e potrà beneficiare in modo più ampio delle detrazioni - incluse quelle per il materasso - rispetto ai contribuenti
single con redditi alti.