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Detrazioni fiscali 2026, puoi recuperare fino a 295 euro sulle spese funebri anche se non eri un parente: ecco come fare

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Detrazioni fiscali 2026, puoi recuperare fino a 295 euro sulle spese funebri anche se non eri un parente: ecco come fare
Quando si affronta la perdita di una persona cara, l'ultima cosa a cui si pensa è il fisco. Eppure, la normativa tributaria prevede un concreto rimborso Irpef per chi sostiene i costi del funerale. Conoscere le regole della detrazione delle spese funebri nel Modello 730/2026 può fare la differenza tra recuperare quasi 295 euro o perderli per un semplice errore formale
La detrazione per spese funebri consente di recuperare il 19% delle somme versate in occasione di un decesso, fino a un massimo di 1.550 euro per ogni singolo evento luttuoso. Il rimborso concreto che il contribuente può ottenere è quindi pari a 294,50 euro, cifra fissa, indipendentemente da quante persone abbiano partecipato al pagamento. Se la spesa effettiva supera la soglia dei 1.550 euro, la parte eccedente non produce alcun beneficio fiscale; se invece è inferiore, la detrazione si calcola sull'importo realmente sostenuto.
Un aspetto spesso trascurato riguarda il cosiddetto decalage reddituale, introdotto a partire dal 2020. La detrazione del 19% spetta per intero solo ai contribuenti con reddito complessivo fino a 120.000 euro. Per chi si trova nella fascia tra 120.000 e 240.000 euro, il beneficio diminuisce progressivamente all'aumentare del reddito. Oltre la soglia dei 240.000 euro, la detrazione si azzera del tutto. Chi rientra in queste fasce alte di reddito dovrebbe verificare preventivamente se ha ancora diritto al rimborso, prima di procedere alla compilazione del Quadro E.
Chi può detrarre le spese e come funziona la ripartizione tra più persone
Una delle novità più rilevanti degli ultimi anni riguarda proprio la platea dei beneficiari. In passato la detrazione era accessibile solo in caso di morte di familiari stretti: coniuge, figli, genitori. Questa limitazione è stata rimossa: oggi chiunque abbia realmente sostenuto la spesa funebre può inserirla nel proprio 730, indipendentemente dal grado di parentela con il defunto. Un convivente di fatto, un amico, un nipote lontano o qualsiasi altro soggetto che abbia pagato e conservi la fattura intestata a suo nome ha diritto alla detrazione.
Quando il costo del funerale viene suddiviso tra più persone, la situazione richiede un'attenzione particolare. Se la fattura è emessa a nome di un solo soggetto, ma la spesa è stata effettivamente condivisa, è possibile annotare direttamente sul documento originale la quota sostenuta da ciascuno. L'annotazione deve essere chiara e firmata dall'intestatario.
Per fare un esempio concreto: due fratelli pagano insieme 1.550 euro, ma la fattura è intestata solo a uno di loro. Quest'ultimo scrive sul documento: "L'importo di euro 775 è stato sostenuto da [Nome e Cognome]". In questo modo, entrambi possono portare in detrazione la propria parte nel Modello 730/2026. Questo meccanismo è espressamente confermato dalla Circolare n. 7/E del 2021 dell'Agenzia delle Entrate.
Tracciabilità del pagamento e documenti da conservare
L'Agenzia delle Entrate è diventata sempre più rigorosa sulle modalità di pagamento. Le spese funebri pagate in contanti non danno diritto ad alcuna detrazione. Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite strumenti tracciabili: bonifici bancari o postali, carte di debito o credito, assegni circolari o bancari. Non basta che la fattura riporti la dicitura "pagato": il contribuente deve essere in grado di dimostrare, attraverso un documento bancario o elettronico, che il versamento è avvenuto in modo verificabile.
Dal punto di vista documentale, è fondamentale conservare le fatture e le ricevute fiscali emesse dall'agenzia di pompe funebri, le ricevute per i diritti cimiteriali e comunali, gli eventuali giustificativi per fiori e addobbi direttamente legati alla cerimonia e, naturalmente, le prove del pagamento tracciabile: estratti conto, ricevute del Pos, contabili di bonifico. Tutti questi documenti devono essere esibiti in caso di controllo o quando ci si affida a un Caf per la compilazione del modello.
Le spese detraibili ammesse sono:
  • onoranze funebri (bara, vestizione, trasporto);
  • diritti comunali e cimiteriali;
  • fiori e addobbi della cerimonia;
  • annunci mortuari e necrologi.
Le spese non ammesse, invece, sono le seguenti:
  • spese di successione;
  • pratiche amministrative post-mortem;
  • viaggi e soggiorni dei partecipanti.
Tali criteri sono definiti dalla Circolare n. 7/E del 25 giugno 2021 e dalla Circolare 14/E del 2023 dell'Agenzia delle Entrate. Vale anche la pena ricordare che le spese sostenute in anticipo - come l'acquisto di un loculo per il futuro - non sono detraibili fino al momento in cui il decesso si verifica effettivamente.
Come compilare il 730/2026 e i casi particolari delle polizze funebri
Nel Modello 730/2026, le spese funebri vanno inserite nel Quadro E - Oneri e Spese, utilizzando i righi da E8 a E10 con il codice 14. Se nel corso del 2025 si sono verificati più decessi, il limite di 1.550 euro si applica separatamente per ciascuno di essi: sarà quindi necessario compilare più righi, rispettando i massimali singoli senza sommarli tra loro.
Un capitolo a parte meritano le polizze di previdenza funeraria, sempre più diffuse tra chi vuole sollevare i propri familiari dagli oneri economici. In questo caso, le regole sono precise e non consentono duplicazioni di beneficio: se il premio assicurativo è già detraibile come polizza vita, non sarà possibile detrarre anche le spese del funerale coperte da quella stessa assicurazione. Ancora più importante: se è l'assicurazione a rimborsare direttamente l'agenzia funebre, il familiare non potrà richiedere la detrazione nel proprio 730, poiché tecnicamente non ha sostenuto l'onere economico.


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