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Decreto bollette convertito in legge: tutto quello che c定 da sapere

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Decreto bollette convertito in legge: tutto quello che c定 da sapere
Il decreto bollette ora è legge: breve guida alle agevolazioni
È stato finalmente convertito il legge il cosiddetto “decreto bollette”, cioè il decreto - legge 30 marzo 2023, n. 34. Il testo del provvedimento, infatti, è stato approvato anche dal Senato dopo che il Presidente della Repubblica aveva bloccato alcune modifiche previste in sede di conversione.


Esaminiamo nel dettaglio le principali misure, previste dalla nuova legge per contrastare gli aumenti nel settore dell’energia, ma anche in materia di sanità e di adempimenti fiscali.


L’innovazione più importante è sicuramente quella del bonus riscaldamento, introdotto per fronteggiare gli aumenti dei costi dell’energia nei mesi più freddi.
Si tratta di un’agevolazione diretta a tutti i clienti domestici residenziali, senza limitazioni di reddito.
Si potrà usufruire del bonus riscaldamento a partire dal 1° ottobre e fino al 31 dicembre 2023.
Si tratta, in concreto, di un contributo mensile, erogato in misura fissa, se il prezzo del gas supera determinate soglie.
L'ammontare del bonus varia a seconda della zona climatica.
Sarà poi un decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, a stabilire i criteri di assegnazione del contributo, mentre l’ARERA stabilirà importi e modalità di applicazione del bonus.
Ma le agevolazioni previste dal decreto non si fermano qui.
Fino al 30 giugno 2023 viene prorogato il bonus sociale bollette, destinato ai nuclei familiari con ISEE fino a 15mila euro.
Tuttavia, la soglia dell’ISEE è di trentamila euro in caso di nucleo familiare numeroso (nello specifico, con almeno quattro figli a carico: anzi, per tali famiglie il bonus opera fino a fine anno).
Per quanto riguarda il gas, vengono prorogati la riduzione dell’Iva al 5% e la riduzione degli oneri di sistema per il secondo trimestre del 2023.
L’Iva al 5% si applica anche al teleriscaldamento e alle somministrazioni di energia termica prodotte con gas metano.
Altra misura prorogata all 30 giugno 2023 è la riduzione dei crediti di imposta del 40 e del 45% per le imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, in caso di aumento dei prezzi di energia elettrica e gas, avvenuto nel primo trimestre dell’anno, di almeno il 30% rispetto al corrispondente periodo del 2019.
Il Governo ha chiarito che i crediti d’imposta possono essere utilizzati esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2023, non concorrono alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e sono cumulabili con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto.
C’è anche la possibilità di cedere i crediti a banche o altri intermediari finanziari.

Altre innovazioni, previste proprio dalla legge di conversione, riguardano il settore della sanità.
Si prevedono, infatti, sia la possibilità di utilizzare i medici “gettonisti” anche in reparti diversi da quelli di emergenza/urgenza, sia la facoltà di istituire presidi di polizia fissi nelle strutture ospedaliere, per contrastare il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario.
Altre novità in materia fiscale sono il rinvio al 31 ottobre 2023 del termine di versamento della prima rata per la regolarizzazione delle violazioni di natura formale; la modifica dei termini per accedere al ravvedimento speciale, che potrà essere effettuato entro il 30 settembre 2023.
Vengono modificati inoltre i termini per la definizione agevolata delle controversie tributarie, la conciliazione agevolata e la rinuncia agevolata dei giudizi tributari pendenti in Cassazione, e i termini previsti per la definizione di acquiescenza.

Infine, sul versante del diritto penale, si introducono cause speciali di non punibilità per alcuni reati tributari (omesso versamento di ritenute dovute o certificate, omesso versamento di IVA, indebita compensazione di crediti non spettanti).


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