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Conto corrente, stop ai pignoramenti per chi è in regola con la rateizzazione o la rottamazione cartelle: nuova proposta

Conto corrente, stop ai pignoramenti per chi è in regola con la rateizzazione o la rottamazione cartelle: nuova proposta
Allo stato, non esiste ancora una norma che renda automaticamente impignorabili i conti correnti dei contribuenti in regola con la rateizzazione o con la rottamazione delle cartelle. L'ordine del giorno approvato di recente alla Camera non modifica direttamente la disciplina vigente, ma impegna il Governo a valutare un futuro intervento legislativo
Uno dei modi per poter pagare meno una cartella esattoriale è rappresentato dalle sanatorie che, periodicamente, vengono messe in campo dall'esecutivo.

In un contesto caratterizzato da un aumento dei prezzi e da una crescente pressione sul potere d'acquisto di cittadini e famiglie, la rottamazione delle cartelle esattoriali, in particolare, rappresenta una misura fiscale potenzialmente di grande supporto.

Conosciuta anche come definizione agevolata, questa misura è stata introdotta più volte dal legislatore, con l'obiettivo di facilitare la riscossione dei crediti da parte dello Stato. Al contempo, offre ai contribuenti l'opportunità di saldare i propri debiti iscritti a ruolo, pagando esclusivamente il capitale originario, in quanto consente di ottenere la cancellazione di interessi di mora, sanzioni e aggio sulle somme dovute.

Adesso la novità è che i conti correnti dei contribuenti in regola con una rateizzazione ordinaria o con una procedura di rottamazione delle cartelle potrebbero essere protetti da pignoramenti e blocchi cautelari.
Il 17 giugno 2026, durante l'iter di conversione del provvedimento, la Camera ha infatti approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare l'introduzione di forme di tutela per le somme depositate sui conti correnti, bancari e postali, dei contribuenti che stanno regolarmente pagando i propri debiti fiscali attraverso piani di rateizzazione o definizione agevolata.
L'obiettivo è evitare che un pignoramento, anche riferito a debiti diversi da quelli oggetto di rateizzazione o rottamazione, possa compromettere la liquidità necessaria per rispettare le scadenze già concordate con il Fisco.
La proposta nasce dalla constatazione che il blocco del conto corrente può mettere il contribuente nell'impossibilità materiale di continuare a pagare le rate dovute. In tali casi, il rischio è quello di determinare la decadenza dal piano di rateizzazione o dalla definizione agevolata, con conseguente aggravamento della posizione debitoria e riattivazione delle procedure di riscossione.
L'ordine del giorno, pur non avendo forza di legge, rappresenta un segnale politico significativo. Esso invita il Governo a considerare l'opportunità di introdurre una forma di impignorabilità delle somme destinate al pagamento delle tariffe, così da tutelare chi ha assunto un impegno concreto e regolare nei confronti dell'Erario.
La misura riguarderebbe, in particolare, i contribuenti in regola con i versamenti dovuti nell'ambito della rottamazione quater, della futura rottamazione quinquies e della rateizzazione ordinaria delle cartelle.

Perché la tutela è ritenuta necessaria?
Come si anticipava, il problema nasce dal fatto che un'azione esecutiva o cautelare sul conto corrente può paralizzare l'intera disponibilità finanziaria del contribuente. Anche quando il pignoramento non riguarda direttamente il debito oggetto di definizione agevolata, il blocco delle somme può impedire il pagamento delle rate in scadenza.
Si crea così un effetto paradossale: il contribuente che sta rispettando un piano di pagamento rischia di decadere, proprio perché un'altra procedura esecutiva gli impedisce di utilizzare le risorse necessarie per adempiere.
Da qui l'esigenza di prevedere uno scudo limitato e funzionale, non destinato a sottrarre genericamente il patrimonio del debitore all'esecuzione, ma a preservare le somme indispensabili per proseguire il pagamento delle cartelle già rateizzate o definite in via agevolata.


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