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Conti deposito, alti rendimenti ma quali sono i rischi? Ecco cosa verificare e quando i risparmi sono a rischio

Conti deposito, alti rendimenti ma quali sono i rischi? Ecco cosa verificare e quando i risparmi sono a rischio
Caratteristiche, vantaggi e condizioni economiche da considerare prima di aprire un conto deposito, con un occhio ai rischi e alla tutela del risparmiatore in Italia.
Chi non sogna di far fruttare il gruzzoletto, faticosamente messo da parte, senza rischi e senza pensieri? Domanda retorica, risposta ovvia: tutti.

Tutti vorrebbero veder crescere il proprio patrimonio e al tempo stesso dormire tra due guanciali con rendimenti sicuri e stabili.

Ma oggi in Italia, il panorama cosa offre?

Analizziamo qui il conto deposito, uno strumento che come una sirena ammalia i risparmiatori arrivando ad offrire fino ad un 5% lordo annuo. Niente male, considerando che i rischi, lo anticipiamo, sono abbastanza contenuti.

Di che si tratta? Osserviamo la sirena da vicino e cerchiamo di catturare le caratteristiche principali, senza tralasciare gli aspetti negativi.

Un conto deposito è un conto corrente bancario con funzionalità limitate, progettato esclusivamente per generare interessi elevati sul patrimonio investito. Spesso privi di costi, questi conti offrono tassi d'interesse significativamente superiori rispetto ai conti correnti bancari tradizionali.

Capito innanzitutto di cosa si tratta, andiamo a vedere come si apre, che vincoli ci sono, come scegliere l’uno o l’altro, i rischi e le tutele del risparmiatore:

Come si apre

L'apertura di un conto deposito è generalmente semplice, richiedendo il codice fiscale, un documento di identità valido e almeno un conto corrente tradizionale come conto collegato. La normativa antiriciclaggio richiede poi l'identificazione finanziaria del depositante.

Per aprire un conto deposito c’è quindi l'obbligo di possedere un conto corrente tradizionale presso la stessa o altra banca e le operazioni da e verso il conto deposito sono limitate al conto corrente collegato (detto conto d'appoggio o conto predefinito). Non consentendo prelievi oltre la liquidità disponibile, non richiedono garanzie per l'apertura.

Come si sceglie

La scelta tra diversi conti deposito richiede la valutazione del rendimento effettivo, che si considera a partire dal tasso di interesse offerto, dalle spese del conto deposito e dalla logica di capitalizzazione.

Mentre il tasso effettivo offerto e le eventuali spese di apertura e gestione conto sono informazioni piuttosto semplici da ottenere e rendono immediato il confronto tra le offerte, soffermiamoci a capire cosa sia invece la logica di capitalizzazione.

Se consideriamo i conti di deposito come dei salvadanai speciali in cui teniamo per un po’ i nostri soldi ricevendo in cambio dalla banca soldi extra chiamati "interessi", la logica di capitalizzazione ci indica quando riceviamo questi soldi extra.

Alcuni conti di deposito ci danno questi soldi extra in date prestabilite, come alla fine dell'anno o del mese. Altri, invece, possono darli in momenti diversi, ad esempio, al momento dell’apertura del conto o quando depositiamo i soldi.

Questo potrebbe essere piuttosto rilevante perché se riceviamo gli interessi più presto, abbiamo più tempo per farli "lavorare" e guadagnare altri interessi.

Quindi, anche se due conti danno entrambi il 5% di interessi, quello che ce li dà più presto potrebbe essere più conveniente a lungo termine.

Vincolato o non vincolato?

Alcuni conti deposito offrono condizioni favorevoli se si accetta di vincolare il capitale. Ciò comporta che per un determinato periodo di tempo stabilito (6, 12, 24 mesi e così via) non si possono effettuare prelievi e transazioni e di fatto non si ha disponibilità di quei soldi.

Mentre questa scelta può portare a tassi più alti o al pagamento anticipato degli interessi, comporta la perdita del diritto agli interessi stabiliti, in caso nasca l’esigenza improvvisa di un prelievo anticipato.

Queste le caratteristiche fondamentali di un conto deposito, ora però avviciniamoci ancora di più e vediamo se ci sono rischi per il risparmiatore e che tipo di tutele oggi offre il sistema italiano.

Diciamo subito che il principale rischio per i depositanti è il fallimento della banca (liquidazione coatta amministrativa). Vale a dire il rischio che la Banca possa non essere in grado di restituire ai correntisti il capitale depositato e gli interessi contrattualmente previsti.

Tuttavia, in Italia, la stabilità finanziaria è sostenuta dalla garanzia dei depositi offerta dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e dal Fondo di Garanzia dei Depositi del Credito Cooperativo.

Questi fondi, simili nel funzionamento, garantiscono i depositi fino a 100.000 euro in caso di liquidazione coatta amministrativa di una banca.

Tutte le banche italiane sono obbligate ad aderire al FITD, incluse le banche digitali e le succursali di banche extracomunitarie autorizzate in Italia, a meno che partecipino a un sistema di garanzia estero equivalente.

Il FITD garantisce depositi in conto corrente, conti di deposito (anche vincolati), certificati di deposito, libretti di risparmio e assegni circolari fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca.

E se il conto di deposito è cointestato? I conti cointestati vengono divisi in parti uguali tra i cointestatari, e la quota si somma agli altri depositi del depositante per l'applicazione della garanzia.

Ma, al di là delle garanzie che il sistema offre, c’è un modo per valutare la solidità di una banca prima di affidare ad essa i propri risparmi?

Esiste un indicatore, non l’unico, ma il più rilevante, ed è il CET1 (Core Equity Tier 1). Questa metrica indica, in percentuale, il rapporto tra il capitale a disposizione della banca e le sue attività ponderate per il rischio.

Maggiore è tale rapporto, migliore e più ampia è la copertura che l’istituto assicura. Secondo le norme della Banca centrale europea, il Cet1 deve essere sempre superiore all'8%.

In sintesi
I conti deposito sono un'opzione attraente per coloro che cercano interessi elevati con rischio limitato. La scelta del conto più adatto richiede una valutazione attenta delle condizioni e una consapevolezza dei rischi associati.

Se si vuole depositare una somma maggiore di 100.000 euro potrebbe convenire aprire più conti di deposito, in modo da essere totalmente garantiti dal FITD.


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