Cosa vieta il Codice della Strada
L'articolo 158, comma 2, lettera b) del Codice della Strada vieta espressamente la sosta nei casi in cui venga impedito l'accesso a un altro veicolo regolarmente parcheggiato, oppure lo spostamento di veicoli in sosta. La norma si applica in due scenari molto comuni:
- nei parcheggi in parallelo, quando la propria vettura viene lasciata così vicina a quella davanti o dietro da renderne impossibile l'uscita;
- nei parcheggi a pettine o a spina di pesce - tipici dei centri commerciali e dei parcheggi multipiano - quando la distanza laterale è talmente ridotta da impedire persino l'apertura della portiera del guidatore, costringendolo ad acrobazie per salire a bordo.
Chi si trova bloccato in una di queste situazioni ha il diritto di chiamare la Polizia Locale, che può elevare una sanzione amministrativa da un minimo di 42 euro fino a un massimo di 173 euro e, nei casi di intralcio grave, disporre la rimozione forzata del veicolo tramite carro attrezzi. Ma le cose possono diventare molto più serie.
Quando scatta la violenza privata
Potrebbe sembrare sorprendente, ma bloccare intenzionalmente un altro veicolo può configurare il reato di violenza privata, previsto e punito dall'art. 610 del c.p.. La pena per questo reato può arrivare fino a quattro anni di reclusione, una conseguenza che ben pochi si aspetterebbero da una manovra di parcheggio.
La Corte di Cassazione si è pronunciata più volte in materia, chiarendo un principio fondamentale: l'automobile può essere considerata un "mezzo improprio" attraverso il quale si priva un'altra persona della propria libertà di movimento e di autodeterminazione. In altri termini, chi blocca un'auto con la propria non sta commettendo solo un'infrazione stradale, ma sta esercitando una forma di coercizione fisica su un'altra persona. Non è necessario che il blocco duri ore: anche un lasso di tempo limitato, ma sufficiente a causare un danno tangibile - come arrivare in ritardo al lavoro o mancando una visita medica - è sufficiente perché la denuncia possa avere fondamento.
Come tutelarsi se si rimane vittime
Se ci si trova con l'auto bloccata da un veicolo parcheggiato irresponsabilmente, la prima cosa da fare è documentare tutto con fotografie chiare, che mostrino le targhe di entrambi i veicoli e la posizione reciproca. Se possibile, è utile raccogliere la testimonianza di persone presenti. Solo dopo aver raccolto queste prove conviene rivolgersi alle forze dell'ordine o sporgere formale querela. Agire con metodo non serve soltanto ad avere più chances in un eventuale procedimento, ma trasmette anche un messaggio chiaro: l'inciviltà al volante non è mai un affare a costo zero.