La riforma, che dovrà essere recepita entro il 26 novembre 2028, punta ad armonizzare le regole sulla circolazione stradale nell'Unione, superando le differenze attualmente esistenti tra i vari Paesi. Le novità non riguarderanno soltanto le automobili, ma potrebbero avere conseguenze anche per i giovani interessati alla guida delle moto.
Contrariamente a quanto molti credono, nel nostro Paese esiste già la possibilità di guidare un'auto prima della maggiore età. Si tratta dell'accennata guida accompagnata di cui all'art. 115 del Codice della strada, che permette ai ragazzi di acquisire esperienza pratica alla guida tra i 17 e i 18 anni, sotto la supervisione di conducenti esperti. Obiettivo della norma è consentire ai futuri automobilisti di sviluppare gradualmente le proprie capacità di guida in un contesto controllato, riducendo i rischi tipicamente associati ai neopatentati.
Tuttavia, l'accesso a questo percorso è subordinato al rispetto di specifici requisiti. La guida accompagnata non è aperta a tutti i diciassettenni e, per poter presentare la domanda, occorre - oltre ad aver compiuto 17 anni - la titolarità della patente A1 per motocicli, conseguibile a partire dai 16 anni, oppure della patente B1 per quadricicli, e la frequentazione di un corso pratico obbligatorio - con almeno dieci ore di guida certificate - presso un'autoscuola autorizzata. Soltanto dopo aver completato questo percorso è possibile ottenere l'autorizzazione necessaria per guidare un'automobile.
Di seguito il giovane potrà indicare fino a tre accompagnatori che - a loro volta - dovranno possedere alcuni requisiti precisi, ossia la titolarità di patente B o di categoria superiore da almeno dieci anni, e l'età inferiore ai 60 anni. Durante la circolazione il conducente minorenne deve essere sempre affiancato da uno degli accompagnatori autorizzati. È, inoltre, importante ricordare che la guida accompagnata può essere esercitata esclusivamente sul territorio italiano e perde automaticamente efficacia al compimento del diciottesimo anno di età.
E, per chi ha scelto la guida accompagnata, la normativa prevede infatti un vantaggio per coloro che sostengono tempestivamente l'esame pratico della patente B:
- se il candidato affronta la prova pratica entro sei mesi dal compimento dei 18 anni, può beneficiare dell'esonero da alcuni adempimenti già assolti durante il percorso precedente, evitando di ripetere attività formative e procedure già completate;
- se invece passano più di sei mesi senza sostenere l'esame pratico, il percorso agevolato viene meno e il candidato dovrà seguire nuovamente l'iter ordinario previsto per il conseguimento della patente B, comprese le guide certificate richieste dalla normativa.
Come accennato in apertura, lo scenario è destinato a cambiare in modo significativo. La nuova direttiva comunitaria prevede, infatti, la patente B a 17 anni entro il 2028. L'Unione ha approvato una nuova direttiva in materia di patenti di guida, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 5 novembre scorso. Da quella data è iniziato il periodo di tre anni, concesso agli Stati membri per adeguare le rispettive legislazioni nazionali.
L'obiettivo è introdurre, entro il 26 novembre 2028, una disciplina uniforme che permetta ai giovani di conseguire in anticipo la patente più diffusa. Si tratta di una grande novità anche perché, a differenza dell'attuale guida accompagnata italiana, il nuovo sistema sarà riconosciuto in tutti i Paesi dell'Unione Europea.
Vero è, però, che la nuova patente non consentirà comunque una guida completamente autonoma. Fino al raggiungimento dei 18 anni il giovane conducente dovrà essere accompagnato da una persona che possieda requisiti specifici, ossia almeno 24 anni, la titolarità di patente da oltre cinque anni e il non aver commesso violazioni gravi del Codice della strada nei cinque anni precedenti.
Sebbene occorrerà attendere il recepimento della direttiva da parte del legislatore nazionale, l'introduzione della patente B europea a 17 anni renderà probabile il superamento dell'attuale sistema italiano della guida accompagnata. D'altronde, l'obiettivo della riforma europea è quello di creare un modello uniforme valido in tutti gli Stati membri, eliminando le differenze normative che, oggi, caratterizzano le discipline nazionali.
E per le moto cosa cambierà? Uno degli aspetti che oggi suscita maggiore interesse riguarda la possibilità, per i diciassettenni, di guidare motocicli grazie alla futura patente B. Sul punto la direttiva europea non dà indicazioni specifiche. Anzi, le nuove disposizioni si concentrano prevalentemente sulla guida delle automobili e non chiariscono espressamente quali effetti avranno sulle abilitazioni accessorie, normalmente collegate alla patente B. In Italia, come è noto, la patente B consente anche la guida di motocicli fino a 125 centimetri cubici e con potenza non superiore a 11 kW. Perciò è ipotizzabile che un diciassettenne in possesso della futura patente B europea possa in futuro beneficiare delle stesse abilitazioni, utilizzando anche motocicli 125 senza conseguire una specifica patente per le due ruote.
Ricapitolando, per il momento nulla cambia per chi desidera guidare prima dei 18 anni: resta in vigore il sistema della guida accompagnata previsto dal Codice della Strada. Tra poco più di due anni, però, gli Stati membri dovranno adeguarsi alla nuova direttiva europea e introdurre la patente B conseguibile a 17 anni. Solo allora si capirà con precisione come saranno coordinate le nuove regole con le discipline nazionali esistenti e quali saranno le conseguenze definitive per chi desidera guidare un'automobile, o una moto, prima della maggiore età.