Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Chiara Ferragni, dal Pandoro alla bambola Trudi, un unico disegno criminoso per la Procura di Milano: ecco cosa rischia

Chiara Ferragni, dal Pandoro alla bambola Trudi, un unico disegno criminoso per la Procura di Milano: ecco cosa rischia
L'inchiesta della Procura di Milano fa riferimento all'ipotesi della continuazione come frutto di un "unico disegno criminoso" posto in essere dalla Ferragni. Scopriamo cosa significa
Ancora guai per Chiara Ferragni che risulta iscritta nel registro degli indagati della Procura di Milano per il reato di truffa aggravata, non solo per la faccenda del pandoro Balocco, ma anche per quella delle uova di Pasqua della Dolci Preziosi e della bambola Trudi.

Difatti, a detta del Procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco, il reato di truffa risulterebbe aggravato dalla minorata difesa del consumatore, indotto ad acquistare i beni griffati a prezzo maggiorato per beneficenza. Il reato sarebbe stato commesso tramite sistema informatico, ponendo i consumatori in una condizione di minore consapevolezza ai fini dell’acquisto.

Ma c’è di più: sempre per la Procura di Milano, esiste una sorta di “sistema Ferragni”. Secondo tale ipotesi investigativa, non si tratterebbe di episodi isolati: le operazioni commerciali risulterebbero collegate dal “medesimo disegno criminoso”, consistente nel legare le campagne promozionali dei prodotti ad un’attività di beneficenza mai realizzata.

Casi Balocco, Dolci Preziosi e Trudi: iter simili
Le prime “attenzioni” della Procura alla Ferragni hanno riguardato la campagna promozionale della Balocco per la vendita dei panettoni di Natale 2022, in collaborazione con la nota influencer.

Gli stessi sono accusati di aver lasciato credere ai consumatori che, acquistando il pandoro griffato, avrebbero contribuito a una donazione benefica in favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.
In realtà, la Balocco aveva già donato all’ospedale circa 50.000 euro mesi prima. E, per giunta, la somma donata non aveva nessuna correlazione con la vendita dei panettoni che sarebbe avvenuta solo in seguito.

Ancora, nel febbraio 2021 e 2022, la famosa influencer esordiva con delle uova di Pasqua in collaborazione con Dolci Preziosi.
Anche in quell’occasione, sembrava di capire che parte del ricavato delle uova sarebbe andata a sostegno di un progetto benefico: quello de “I bambini delle fate”.

L’iter sembra identico al “caso Balocco”: la Ferragni fa da testimonial ai fini di promuovere il prodotto e dalla sua comunicazione si deduce che la vendita dei dolci brandizzati è legata ad un’opera di beneficenza.
Anche in questo caso l’influencer viene smentita: Franco Cannillo, proprietario della Dolci Preziosi, sostiene di aver fatto delle donazioni autonome, slegate dalla vendita delle uova e che nulla avrebbero a che fare con la Ferragni.

Copione già visto anche per la campagna promozionale del 2019 della bambola Trudi con le fattezze della Ferragni. I ricavi, secondo le società che fanno capo alla Ferragni, sarebbero andati all’associazione “Stomp out bullying”.
Di contro, l'azienda di Udine, recentemente, ha messo in chiaro di aver solamente realizzato il pupazzo di Chiara Ferragni, senza però aver mai partecipato o dichiarato di partecipare ad alcuna iniziativa benefica tra quelle promosse dal team dell’influencer.

Che significa medesimo disegno criminoso?
È sempre il Procuratore Eugenio Fusco che prende in considerazione l’ipotesi del reato continuato, quale frutto di un “unico disegno criminoso”, per tutte le attività svolte dalla Ferragni in connessione con la beneficenza.
Il reato continuato è previsto dal secondo comma dell'articolo 81 c.p.. Gli elementi essenziali per la configurazione di questa tipologia di reato sono:
  • una pluralità di azioni od omissioni;
  • più violazioni di legge (che possono riguardare la stessa norma o norme diverse);
  • il medesimo disegno criminoso (tutti i reati sono finalizzati ad un unico scopo che il reo si prefigge).
Con riguardo al trattamento sanzionatorio, si applica il c.d. cumulo giuridico, ossia si infligge la pena prevista per il reato più grave, aumentata fino al triplo.
In ogni caso, la pena inflitta con il cumulo giuridico non potrà essere superiore a quella che si sarebbe ottenuta dalla somma delle singole pene previste per le varie azioni criminose (c.d. cumulo materiale).

In conclusione, per questa intricata vicenda, si attende soltanto la fine delle indagini e ci si augura che possa rimettersi in moto anche la macchina della solidarietà, stavolta per davvero.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.