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Bonus figli disabili, ora l'INPS ti dà 3.600 euro per l'assistenza a casa: in pochi lo sanno, ecco come richiederlo

Bonus figli disabili, ora l'INPS ti dà 3.600 euro per l'assistenza a casa: in pochi lo sanno, ecco come richiederlo
Se hai un figlio piccolo affetto da una grave patologia cronica, lo Stato ti riconosce un contributo economico per l'assistenza domiciliare che può arrivare fino a 3.600 Euro all'anno. Il bonus è ancora attivo nel 2026, ma sono in pochi a sapere come funziona davvero, a chi spetta e - soprattutto - come non perdere questa opportunità. Vediamo insieme in cosa consiste e come richiederlo
Il bonus per i figli disabili è un contributo pubblico per l'assistenza domiciliare destinato alle famiglie con bambini di età inferiore ai tre anni che soffrono di gravi patologie croniche. La misura è stata introdotta per la prima volta dalla Legge di Bilancio 2017 (Legge n. 232 dell'11 dicembre 2016, art. 1, comma 355) e da allora è stata confermata e rifinanziata di anno in anno, fino all'attuale Legge di Bilancio 2026.
Questo beneficio è alternativo al bonus asilo nido: chi ha già ricevuto il rimborso di almeno una mensilità per la frequenza del nido, quindi, non può richiedere anche il contributo per l'assistenza domiciliare. Si tratta, in sostanza, di una scelta tra due forme di sostegno che lo Stato mette a disposizione dei genitori, a seconda della situazione concreta del bambino.
Va anche chiarito che non sono rimborsabili le spese sostenute per i cosiddetti servizi integrativi o sostitutivi dell'asilo nido, come ludoteche, spazi gioco, pre-scuola, post-scuola, campi estivi o baby parking. Questi servizi, pur rivolgendosi alla prima infanzia, operano con requisiti strutturali e autorizzativi semplificati e orari ridotti rispetto agli asili nido veri e propri, e pertanto restano esclusi dal perimetro del rimborso.
Chi può richiederlo
Il bonus è destinato ai genitori di bambini con gravi patologie croniche - tra quelle incluse nell'elenco nazionale del Ministero della Salute - che non abbiano ancora compiuto tre anni di età. Per poter presentare domanda, è necessario rispettare una serie di condizioni precise, che devono sussistere sia al momento della presentazione della domanda sia per tutta la durata della prestazione.
Sul fronte della cittadinanza, possono fare domanda:
  • i cittadini italiani e quelli di un Paese dell'Unione Europea;
  • i cittadini extra-UE in possesso di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure titolari di permessi per protezione internazionale, assistenza minori, protezione speciale, protezione temporanea per rifugiati provenienti dall'Ucraina, o ancora permessi per lavoro subordinato, autonomo e stagionale.

È inoltre richiesta la residenza in Italia e la coabitazione con il figlio nello stesso comune di dimora abituale. La domanda può essere presentata anche dall'affidatario in caso di affido temporaneo o preadottivo, a condizione che tutti i requisiti siano comunque soddisfatti.
Come presentare la domanda all'INPS
La domanda deve essere presentata online sul portale dell'INPS dal genitore convivente con il bambino, entro il 31 dicembre dell'anno solare di riferimento. Le richieste vengono accolte in ordine cronologico di presentazione telematica e nei limiti del budget annuo disponibile.
Per accedere al servizio è possibile:
  • autenticarsi tramite SPID, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) e accedere al servizio dedicato;
  • cercare nel motore di ricerca del sito INPS la voce "bonus nido" e selezionare "Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione" per avviare la procedura relativa al contributo domiciliare.

In alternativa, è possibile rivolgersi a un Patronato autorizzato, che assisterà il richiedente gratuitamente in tutte le fasi della procedura.
Elemento fondamentale per la prenotazione delle risorse è l'allegazione di un'attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta, che dichiari - per l'intero anno - l'impossibilità del bambino a frequentare l'asilo nido a causa di una grave patologia cronica. Senza questo documento, la domanda non può essere istruita.
Le domande che non trovano copertura finanziaria vengono registrate con la dicitura "Protocollata con riserva": qualora residuino fondi dopo i pagamenti già prenotati, si procede allo scorrimento delle riserve in ordine cronologico.
Quanto si riceve: gli importi aggiornati al 2026
L'importo del contributo varia in base a due parametri: l'ISEE minorenni del nucleo familiare e la data di nascita del bambino. Con la Legge di Bilancio 2025 sono stati introdotti importi più elevati per i nati a partire dal 1° gennaio 2024, in un'ottica di maggiore sostegno alla natalità.
Per i bambini nati prima del 1° gennaio 2024, gli importi annui sono:
  • 3.000 euro per nuclei familiari con ISEE minorenni fino a 25.000,99 euro;
  • 2.500 euro per ISEE minorenni compreso tra 25.001 e 40.000 euro;
  • 1.500 euro per ISEE minorenni superiore a 40.000 euro o in assenza di ISEE.

Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, gli importi cambiano:
  • 3.600 euro se nel nucleo familiare è già presente almeno un altro figlio di età inferiore ai 10 anni e l'ISEE minorenni non supera i 40.000 euro;
  • 1.500 euro se l'ISEE minorenni è superiore a 40.000 euro (o assente/difforme), anche in presenza di altri figli piccoli.

Attenzione: se il bambino è nato dal 2024 ma è figlio unico nel nucleo (o i fratelli hanno più di 10 anni), si torna agli importi standard legati alle tre fasce ISEE (3.000 euro, 2.500 euro o 1.500 euro). Il massimo beneficio di 3.600 euro annui è quindi riservato alle famiglie con almeno due figli piccoli e un ISEE contenuto: un incentivo concreto alle famiglie numerose che si trovano ad affrontare anche le difficoltà legate a una patologia cronica del bambino.

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