Nel panorama delle agevolazioni per il 2026 esistono due distinti strumenti di sostegno dedicati a chi convive con animali domestici. La prima misura consiste in un contributo economico diretto, pensato specificamente per le persone anziane che si trovano in condizioni economiche difficili. Questa forma di aiuto è stata creata per consentire ai proprietari senior di continuare a prendersi cura dei loro compagni di vita senza dover rinunciare, per motivi economici, alle cure necessarie.
L'altra agevolazione è rappresentata da una detrazione fiscale del 19% accessibile a tutti i contribuenti italiani, indipendentemente dall'età o dalla condizione economica, che permette di recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi annuale parte delle spese veterinarie sostenute. Queste due misure possono anche essere cumulate tra loro, permettendo ai proprietari over 65 con reddito basso di beneficiare di entrambi i sostegni, per massimizzare il risparmio sulle spese sanitarie dei propri animali.
Il contributo sociale per proprietari over 65: chi può richiederlo e quanto vale
Il
bonus sociale per animali domestici rappresenta un aiuto concreto, ma con risorse limitate. Attraverso la
Legge n. 213 del 30 dicembre 2023 (
Legge di Bilancio 2024), il
legislatore ha stanziato 250.000 euro per il 2024, mentre
per il 2025 e il 2026 sono stati destinati 237.500 euro per ciascun anno. Si tratta indubbiamente di cifre contenute rispetto al potenziale numero di beneficiari, motivo per cui il contributo
viene erogato fino a esaurimento dei fondi disponibili.
L'importo, però, varia in base alle decisioni delle singole amministrazioni locali. Generalmente i bandi comunali e regionali prevedono un
rimborso compreso tra 200 e 300 euro all'anno per proprietario, destinato esclusivamente a coprire spese sanitarie documentate con fatture e ricevute.
Per accedere a questo sostegno economico è necessario soddisfare requisiti sia personali che relativi all'animale. Il proprietario deve aver compiuto 65 anni al momento della presentazione della domanda, possedere un ISEE in corso di validità inferiore a 16.215 euro annui e essere residente in Italia. Per quanto riguarda l'animale, deve essere obbligatoriamente registrato presso l'Anagrafe degli animali d'affezione o nel sistema SINAC (Sistema Informativo Nazionale degli Animali da Compagnia). I cani devono quindi essere dotati di microchip identificativo, mentre per gatti e furetti è richiesta la registrazione equivalente. Sono ammessi tutti gli animali da compagnia legalmente detenuti.
Cosa copre il bonus e come presentare la domanda
Il contributo economico può essere utilizzato per rimborsare diverse tipologie di spese veterinarie certificate. Rientrano tra le spese ammissibili tutte le visite veterinarie, siano esse di controllo ordinario, consulti specialistici o interventi d'urgenza presso ambulatori e cliniche. Sono coperti anche gli interventi chirurgici resi necessari da patologie o traumi, comprese le relative spese di degenza e anestesia, oltre agli esami di laboratorio e ai farmaci veterinari prescritti.
Esistono, però, limiti precisi su ciò che il bonus non può coprire. Sono esclusi gli alimenti per animali, anche quando si tratta di diete speciali prescritte dal veterinario per patologie croniche, tutti gli accessori come guinzagli, cucce, lettiere o giocattoli, i servizi estetici quali toelettatura e lavaggio, le spese per addestramento e, naturalmente, l'acquisto iniziale dell'animale.
La
procedura per ottenere il contributo non è centralizzata, ma dipende dai
bandi emessi dalle singole Regioni o dai Comuni di residenza; pertanto è fondamentale verificare la pubblicazione del bando sul sito istituzionale di riferimento per il proprio territorio. Nella maggior parte dei casi la domanda deve essere presentata
online accedendo con le proprie credenziali digitali (SPID o CIE).
La
documentazione necessaria comprende il modello ISEE 2026, il certificato di iscrizione all'anagrafe dell'animale, la documentazione completa delle spese sostenute e le relative prove di pagamento. Gli enti richiedono generalmente l'invio tramite
form online dove si caricano i PDF delle fatture e si autocertificano i requisiti anagrafici. Nei Comuni più piccoli resta ancora possibile presentare domanda fisica presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico o i servizi sociali, portando
copia cartacea di tutti i documenti.
Una volta chiusa la finestra temporale del bando, l'ente formula una graduatoria basata sull'ISEE, dando priorità ai redditi più bassi, e il contributo viene accreditato direttamente sull'IBAN indicato in fase di domanda.
La detrazione fiscale del 19%
A differenza del bonus sociale riservato agli over 65 con reddito limitato, la detrazione fiscale per spese veterinarie rappresenta un'agevolazione IRPEF accessibile a tutti i contribuenti italiani che sostengono spese per la cura dei propri animali domestici. Questa misura risulta particolarmente utile in un periodo storico caratterizzato dall'aumento generale dei costi delle prestazioni veterinarie.
Il meccanismo prevede una detrazione IRPEF del 19% sulle spese sostenute, applicata dopo una franchigia di 129,11 euro, il che significa che diventa agevolabile solo la spesa complessiva annuale che supera questa soglia. Il limite massimo detraibile è stato alzato a 750 euro per le spese sostenute nel 2025, un incremento significativo rispetto agli anni precedenti. La detrazione spetta per intero ai contribuenti con reddito inferiore a 120.000 euro, mentre oltre questo tetto diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi completamente al raggiungimento di 240.000 euro di reddito.
Le spese ammesse in detrazione comprendono esclusivamente prestazioni sanitarie e medicinali, non alimenti e accessori. Vi rientrano quindi le prestazioni professionali come visite veterinarie, analisi di laboratorio, interventi chirurgici e degenze presso cliniche, oltre all'acquisto di medicinali certificati dallo scontrino parlante che deve obbligatoriamente contenere il codice fiscale e la dicitura "farmaco" o "medicinale". È obbligatorio pagare con mezzi tracciabili come bancomat, carta di credito o bonifico, mentre i contanti possono essere utilizzati esclusivamente per medicinali e dispositivi medici acquistati in farmacia o strutture mediche pubbliche o accreditate al servizio sanitario nazionale.
Per quanto riguarda i requisiti dell'animale, questo deve essere tenuto per compagnia o pratica sportiva, escludendo quindi le spese per animali destinati ad allevamento o consumo. I cani devono essere iscritti all'anagrafe canina con microchip, mentre per i gatti, pur non essendoci obbligo legale di microchip, è consigliabile conservare il libretto sanitario o la certificazione del veterinario che ne attesti la detenzione.
Per accedere alla detrazione le spese devono essere indicate nel Modello 730 nel Quadro E (righi da E8 a E10, utilizzando il Codice 29). La detrazione spetta esclusivamente a chi ha sostenuto effettivamente la spesa, ovvero all'intestatario della fattura, e non è trasferibile ad altri familiari, nemmeno se a carico fiscalmente.