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Bonus affitto, ora puoi recuperare fino a 500 euro l'anno se studi fuori sede, anche in Erasmus: ecco come averlo subito

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Bonus affitto, ora puoi recuperare fino a 500 euro l'anno se studi fuori sede, anche in Erasmus: ecco come averlo subito
La detrazione del 19% sui canoni di locazione può consentire di recuperare fino a 500,27 euro all’anno. Ecco chi può beneficiarne, quali requisiti occorrono e come indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi
Studiare lontano da casa può avere un costo significativo, soprattutto quando alla retta universitaria si aggiunge quello dell'affitto. Per gli studenti universitari fuori sede è però prevista una specifica agevolazione fiscale, che consente di recuperare una parte dei canoni pagati durante l'anno.

Si tratta della detrazione IRPEF del 19% sui canoni di locazione, ma la spesa sulla quale calcolare il beneficio è limitata a 2.633 euro per ciascun periodo d'imposta.

Il conto è quindi semplice:
2.633 euro × 19% = 500,27 euro
Questo rappresenta l'importo massimo della detrazione ottenibile.
Se, per esempio, durante l'anno uno studente paga 4.800 euro di affitto, non potrà applicare il 19% sull'intera somma, ma soltanto sul limite massimo di 2.633 euro.

Questa agevolazione è, inoltre, soggetta alle regole sul nuovo limite alle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75 mila euro. L'importo effettivamente detraibile tiene conto sia del reddito sia del numero dei figli fiscalmente a carico. Resta, poi, il meccanismo introdotto nel 2020: la detrazione è riconosciuta integralmente fino a 120 mila euro di reddito complessivo e si riduce progressivamente oltre questa soglia, fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 240 mila euro.

Ma chi può richiedere la detrazione?
L'agevolazione è destinata agli studenti iscritti agli istituti tecnici superiori (ITS) e universitari fuori sede che sostengono spese per l'affitto di un alloggio situato nel Comune in cui ha sede l'ITS o l'università o in un Comune vicino, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. Tuttavia, occorre precisare, l'agevolazione non è necessariamente limitata agli studenti che frequentano un'università italiana. Può spettare anche a chi studia presso un ateneo situato in un altro Stato dell'Unione europea o in un Paese aderente allo Spazio economico europeo.
La detrazione può inoltre riguardare gli studenti che partecipano a un progetto Erasmus, per il periodo trascorso all'estero nell'ambito del programma.
Anche in questi casi è, però, necessario verificare che la struttura presso la quale viene alloggiato lo studente rientri tra quelle ammesse dalla normativa, come università, enti per il diritto allo studio, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza scopo di lucro e cooperative.
Il rispetto di questo requisito deve essere documentato attraverso un'apposita attestazione.

Uno dei requisiti fondamentali riguarda la distanza: l'università deve trovarsi in un Comune diverso da quello di residenza, distante almeno 100 chilometri, e comunque in una provincia diversa da quella di residenza dello studente. La distanza viene calcolata considerando il percorso più breve lungo una delle vie di comunicazione disponibili, ad esempio quella stradale o ferroviaria. È sufficiente che almeno uno dei collegamenti utilizzabili raggiunga o superi la soglia richiesta.
Se dal Comune di residenza non è disponibile un collegamento ferroviario, può essere considerato il percorso stradale più breve oppure un tragitto misto, composto da strada e ferrovia.

Quando l'alloggio è occupato da più studenti, la detrazione segue la quota di canone attribuita a ciascun intestatario del contratto.
Se, quindi, il contratto è intestato a più conduttori, il canone deve essere suddiviso pro quota. Non è necessario che tutti gli inquilini possiedano i requisiti richiesti: la detrazione spetta esclusivamente agli studenti che li rispettano.
Per ciascun beneficiario resta fermo il limite massimo di 2.633 euro di spesa detraibile.
La detrazione riguarda, in particolare, gli studenti iscritti a corsi di laurea presso università situate in un Comune diverso da quello di residenza e che sostengono direttamente le spese per il contratto di locazione.
Per ottenere la detrazione è necessario che le spese siano documentabili e riconducibili a un contratto di locazione valido e registrato.
Non basta, quindi, dimostrare di aver versato una somma al proprietario dell'immobile: occorre poter documentare correttamente il rapporto di locazione e i pagamenti effettuati.
È inoltre importante conservare la documentazione relativa al contratto e ai canoni versati, in modo da poter dimostrare il diritto alla detrazione in caso di controlli.

Non tutti i contratti di locazione danno diritto alla detrazione: sono ammessi i contratti stipulati o rinnovati secondo le disposizioni della Legge 431/1998, che disciplina le locazioni e il rilascio degli immobili a uso abitativo.

Tra le formule che possono beneficiare dell'agevolazione rientrano anche:
  • i contratti di ospitalità;
  • gli atti di assegnazione in godimento o locazione;
  • i contratti a uso transitorio;
  • i contratti relativi all'affitto di un singolo posto letto.


Sembra utile rammentare, infine, che il bonus in commento non è l'unico aiuto per gli studenti fuori sede: la detrazione fiscale non va confusa con il Fondo per le spese di locazione abitativa degli studenti fuori sede, gestito attraverso le università statali. Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha, infatti, previsto uno specifico fondo destinato a sostenere le spese di locazione degli studenti fuori sede iscritti alle università statali. Per il 2025 sono stati definiti criteri e modalità di erogazione con il decreto ministeriale n. 630 del 10 settembre 2025.
Si tratta però di una misura diversa dalla detrazione fiscale da 500,27 euro e, per conoscere modalità, requisiti e tempi di accesso, è necessario fare riferimento alle disposizioni e agli avvisi dell'università interessata.


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