Le linee direttrici della riforma sono chiare: semplificare gli adempimenti, ridurre l’utilizzo della documentazione cartacea e favorire un maggiore scambio di informazioni tra cittadini, Comuni e amministrazione finanziaria.
La principale novità riguarda la modalità di presentazione della dichiarazione. Il nuovo sistema prevede che il modello venga trasmesso telematicamente entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è sorto l’obbligo di dichiarazione.
Il contribuente potrà utilizzare direttamente i servizi online messi a disposizione dall’amministrazione oppure affidarsi a un intermediario abilitato, come un CAF o un professionista.
L’obiettivo è rendere più uniformi le procedure e facilitare la gestione delle informazioni, evitando il ricorso alla documentazione cartacea.
La riforma prevede inoltre l’introduzione di un modello telematico unico. Non servirà soltanto a comunicare i dati necessari per determinare l’IMU, ma potrà raccogliere anche le informazioni e le attestazioni necessarie per ottenere specifiche agevolazioni, benefici ed esenzioni.
In questo modo, il contribuente avrà a disposizione un unico canale per comunicare al Comune le circostanze rilevanti ai fini dell’imposta.
La novità assume particolare importanza per quelle categorie di immobili o contribuenti per i quali la legge prevede condizioni specifiche per beneficiare di un’esenzione o di una riduzione.
Ma sarà necessario ripresentare ogni anno la dichiarazione?
Un altro elemento destinato a semplificare gli adempimenti riguarda la validità della dichiarazione.
Quando la situazione del contribuente rimane invariata e non cambiano gli elementi che incidono sull’imposta, non sarà necessario presentare nuovamente la dichiarazione ogni anno. Quella già trasmessa continuerà a produrre i suoi effetti anche per gli anni successivi.
Un nuovo adempimento sarà invece necessario quando intervengono modifiche che possono influire sull’IMU o sul diritto a beneficiare di una determinata agevolazione.
Per gli enti non commerciali continua ad applicarsi una disciplina specifica, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Il passaggio al nuovo sistema digitale non sarà immediato. La riforma prevede, infatti, una fase transitoria durante la quale sarà ancora possibile utilizzare i modelli dichiarativi approvati con i decreti ministeriali del 29 luglio 2022 e del 4 maggio 2023.
La piena operatività della nuova procedura sarà legata alla definizione delle modalità tecniche e degli ulteriori adempimenti necessari per consentire la trasmissione telematica delle dichiarazioni.
Per i contribuenti sarà, quindi, importante prestare attenzione alle indicazioni che verranno emanate nella fase di attuazione della riforma.
Si ricorda, infine, che la riforma prevede anche, per gli enti territoriali, di incentivare l’adempimento spontaneo dei contribuenti attraverso un sistema premiale per i contribuenti che pagano con addebito diretto in conto corrente e la possibilità di introdurre forme di definizione agevolata, con riduzione di sanzioni e interessi.
In particolare, dal 1° gennaio 2027 si applicano nuove sanzioni sui tributi locali:
- sanzione piena del 100% per l’omessa dichiarazione IMU, TARI e imposta di soggiorno (con minimo 50 euro);
- sanzione ridotta al 40% per la dichiarazione infedele.