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Agenzia delle Entrate, devi dichiarare anche i redditi dei tuoi figli minori, in pochi lo sanno: come evitare sanzioni

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Agenzia delle Entrate, devi dichiarare anche i redditi dei tuoi figli minori, in pochi lo sanno: come evitare sanzioni
Molti genitori pensano che un figlio minorenne sia automaticamente "fuori" dal radar del Fisco. Non è così: borse di studio, diritti d'autore, contratti sportivi o eredità possono generare redditi tassabili anche prima dei 18 anni. E capire chi deve dichiararli - e con quale modello - non è affatto scontato. Ecco tutto quello che devi sapere
Partiamo da un chiarimento che sorprende quasi sempre chi lo sente per la prima volta: l'età non è una scriminante per il Fisco. Un ragazzino di dodici anni che riceve in eredità un appartamento, oppure una tredicenne che firma il suo primo contratto come modella o giovane atleta, produce reddito imponibile a tutti gli effetti. La differenza sostanziale non sta nell'anagrafica del percettore, ma nella natura della fonte economica.
Se il guadagno deriva da un bene che i genitori amministrano per legge - pensiamo agli interessi su un conto corrente intestato al minore o al canone di un immobile ricevuto in dono dai nonni - la gestione fiscale passa attraverso la dichiarazione dei genitori stessi. Se invece il reddito nasce da un'attività personale del ragazzo, come un lavoretto occasionale o una collaborazione artistica, la faccenda si fa diversa e serve un adempimento a parte, intestato proprio al minore. Questa distinzione, apparentemente tecnica, in realtà cambia tutto: modello da usare, responsabilità di firma e persino la percentuale di reddito da inserire.
Come funziona l'usufrutto legale dei genitori
Il cuore della questione è l'istituto dell'usufrutto legale, che il Codice civile riconosce ai genitori sui beni del figlio minore non emancipato. In parole semplici: quando un ragazzo possiede un bene (un immobile, un deposito bancario, un titolo) i cui frutti economici vengono utilizzati per il mantenimento della famiglia e per la sua istruzione, quei proventi finiscono automaticamente nella dichiarazione dei redditi di mamma e papà, in ragione del 50% ciascuno.
Facciamo un esempio concreto: se un bambino eredita dal nonno un appartamento dato in affitto, il canone annuo percepito rientra nell'usufrutto legale e ciascun genitore dovrà sommare al proprio reddito complessivo la metà di quella somma. Attenzione però: non tutto ciò che appartiene al minore rientra in questo meccanismo. Restano fuori, ad esempio, i beni acquistati con i guadagni del lavoro del ragazzo stesso, quelli donati espressamente per intraprendere un mestiere o una carriera artistica, e i beni ricevuti in eredità con la clausola che escluda espressamente i genitori dall'usufrutto. In tutti questi casi scatta un binario diverso, che richiede un adempimento autonomo.
Quando serve una dichiarazione separata intestata al minore
Se il reddito del figlio non rientra nell'usufrutto legale - perché deriva da un'attività lavorativa, da diritti d'autore, da royalties, da lavoro occasionale, da proventi di un trust estero o da un'eredità accettata contro il volere dei genitori - allora non basta più la dichiarazione di mamma e papà. Serve una dichiarazione dei redditi autonoma, intestata al minore, che un genitore compila e firma per suo conto.
Dal punto di vista pratico, si può utilizzare sia il Modello 730 (quando c'è un sostituto d'imposta, oppure per borse di studio e rapporti assimilati al lavoro dipendente), sia il Modello Redditi Persone Fisiche. In entrambi i casi il documento va intestato interamente al figlio, ma nel frontespizio occorre indicare i dati del genitore che firma, riportando il codice carica specifico previsto per chi esercita la responsabilità genitoriale. È un dettaglio che spesso sfugge, ma che è fondamentale per non incorrere in errori formali che il Fisco potrebbe sanzionare.
Il riferimento normativo e i casi limite da conoscere
A disciplinare questa materia è il Testo unico delle imposte sui redditi, che stabilisce l'attribuzione paritaria del 50% a ciascun genitore per i redditi derivanti da beni soggetti a usufrutto legale, salvo il caso in cui l'usufrutto spetti a un solo genitore, ipotesi in cui la dichiarazione dovrà essere integrale.
Vale la pena ricordare anche un caso particolare che riguarda i minori più grandi: per chi ha un'età compresa tra i 16 e i 18 anni ed è emancipato, qualsiasi fonte di reddito richiede comunque una dichiarazione autonoma, indipendentemente dalla sua origine.
Insomma, dietro un tema che sembra riguardare solo "grandi patrimoni" si nasconde in realtà una casistica che può toccare famiglie comuni: dal nipote che eredita un piccolo appartamento al ragazzino che inizia a guadagnare con lo sport o con la musica. Conoscere queste regole evita brutte sorprese e permette ai genitori di gestire correttamente, fin dai primi guadagni dei figli, il rapporto con il Fisco.


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