Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Agenzia delle Entrate, le circolari non sono legge, ora puoi opporti e vincere: la Cassazione ti dà ragione

Fisco - -
Agenzia delle Entrate, le circolari non sono legge, ora puoi opporti e vincere: la Cassazione ti dà ragione
Cosa sono davvero gli atti di prassi del Fisco e quali limiti incontra il loro utilizzo contro i contribuenti
La disciplina tributaria italiana, oltre al corpus normativo positivo rappresentato dalle leggi e dai regolamenti, è frequentemente accompagnata da una fitta produzione di atti interpretativi emanati dall’Amministrazione finanziaria: le circolari. Questi sono atti di prassi, che svolgono un ruolo importante nel coordinare l’applicazione concreta delle normative fiscali negli uffici di competenza, ma è fondamentale comprendere che il loro valore non equivale a quello della legge.

Le circolari ministeriali in materia tributaria non possono imporre obblighi o adempimenti non previsti dalla legge e non sono fonti del diritto: non possono creare norme cogenti e non possono sostituirsi al legislatore. Esse hanno una funzione unicamente interpretativa e informativa, finalizzata a spiegare come l’Amministrazione finanziaria intende comprendere e applicare determinate disposizioni normative emanate dal legislatore. Per questo motivo, anche se una circolare contiene indicazioni operative molto dettagliate e apparentemente vincolanti per gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, non può introdurre obblighi che la legge non prevede.

Questa distinzione è spesso fonte di confusione, perché nella prassi quotidiana contribuenti, intermediari e talvolta gli stessi uffici dell’Amministrazione tendono ad attribuire alle circolari un peso quasi normativo. Tuttavia, è bene ricordare che, se una circolare dovesse creare un obbligo aggiuntivo rispetto a quanto previsto dal legislatore, essa sconfinerebbe dalla propria funzione e si porrebbe in contrasto con il principio di legalità. In materia tributaria, questo principio è ancora più stringente: l’obbligazione tributaria (ossia il dovere di versare imposte, tasse e contributi) nasce solo dalla legge e non può essere “creata” da atti amministrativi di prassi, per quanto dettagliati o autorevoli possano apparire. Ne consegue che l’interpretazione contenuta in una circolare non può mai essere elevata al rango di norma giuridica e non può generare situazioni soggettive di obbligo o divieto non già previste dalla legge.

A tal proposito la giurisprudenza, e in particolare la Corte di Cassazione, ha costantemente affermato che le circolari non vincolano il giudice tributario né possono costituire parametro di legittimità nei giudizi tributari stessi. Il giudice è chiamato ad applicare e interpretare direttamente le norme positive; l’interpretazione fornita dall’Amministrazione finanziaria costituisce un mero elemento interpretativo ausiliario, non un criterio vincolante. Per tale motivo, qualora il contribuente dovesse subire un provvedimento da parte del Fisco basato sul dettame di una circolare e non della legge, l’atto emanato dall’amministrazione finanziaria sarà illegittimo, perché confliggente con le norme fondanti del nostro ordinamento. In casi come questi, il contribuente dovrà tutelarsi impugnando l’atto impositivo o sanzionatorio dinanzi al giudice tributario, munendosi dell’assistenza di un avvocato. Poiché il giudice è chiamato ad applicare la legge e non le circolari, se si troverà di fronte a un atto illegittimo promanante dal Fisco, ben potrà disattenderne l’applicazione, annullandolo. In questo modo, il sistema riafferma che le circolari possono solo orientare l’azione amministrativa, ma non possono trasformarsi in una fonte di obblighi a carico dei cittadini.

È importante sottolineare che questa impostazione non sminuisce l’importanza delle circolari come strumenti di prassi: esse restano fondamentali per comprendere l’orientamento dell’Amministrazione, uniformare l’applicazione delle norme e fornire indicazioni operative a contribuenti e intermediari. Tuttavia, la loro efficacia giuridica è sempre e comunque limitata da quanto previsto nel quadro normativo vigente.

È sempre necessario ricordare che l’unica fonte dotata di forza normativa è la legge. Le circolari possono spiegare, orientare, suggerire; non possono vincolare, creare obblighi o modificare il contenuto precettivo delle norme. La loro funzione interpretativa, seppur centrale nella gestione amministrativa quotidiana, deve restare rigorosamente nei confini tracciati dal legislatore e dal principio costituzionale di legalità. Solo così si garantisce un sistema tributario coerente, prevedibile e rispettoso dei diritti dei contribuenti.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.