Le comunicazioni nelle lettere riguardano i titolari di partita IVA che applicano gli ISA, ossia gli Indici sintetici di affidabilità fiscale previsti dall'art. 9-bis del decreto-legge n. 50/2017, convertito dalla legge n. 96/2017. In questo caso, l'obiettivo dell'Amministrazione finanziaria non è contestare immediatamente violazioni fiscali, ma instaurare un dialogo preventivo con il contribuente, facendo emergere le basi imponibili e mettendolo nelle condizioni di verificare la propria posizione. Se necessario, il cittadino potrà poi regolarizzarla spontaneamente.
Per individuare eventuali incongruenze e anomalie, il Fisco non prende in esame esclusivamente i dati relativi all'attività professionale o d'impresa, dichiarati nel modello ISA. L'analisi è infatti molto più ampia e approfondita, perché si basa sull'incrocio delle informazioni contenute nelle diverse banche dati dell'Anagrafe tributaria. Oltre ai dati dichiarati per il periodo d'imposta 2024, tra gli elementi utilizzati troviamo:
- le Certificazioni Uniche;
- i modelli Redditi degli anni precedenti;
- i contratti di locazione e di affitto regolarmente registrati;
- le informazioni già presenti nelle banche dati dell'Amministrazione finanziaria.
Attenzione però: il contenuto delle lettere di compliance, inviate ai contribuenti, non riporta il dettaglio delle anomalie riscontrate. Per ragioni di tutela della privacy, infatti, l'avviso si limita a segnalare la presenza di possibili incongruenze, mentre tutte le informazioni dettagliate sono e saranno consultabili esclusivamente nell'area riservata del contribuente. Perciò, chi riceve la comunicazione dovrà accedere al proprio Cassetto fiscale per conoscere nel dettaglio le contestazioni formulate dall'Agenzia. Come indica il provvedimento n. 208057/2026, le informazioni saranno disponibili nella sezione dedicata "Consultazioni – ISA/Studi di settore – Comunicazioni di anomalia". Per l'accesso è possibile utilizzare le consuete credenziali SPID, la Carta d'identità elettronica (CIE) oppure la Carta nazionale dei servizi (CNS). Anche gli intermediari fiscali possono visualizzare le comunicazioni, purché siano in possesso della delega necessaria.
Se il contribuente ha attivato il servizio di notifica, sarà avvisato tramite email oppure tramite posta elettronica certificata (PEC). Come evidenzia l'Agenzia delle Entrate, le comunicazioni PEC saranno inviate dagli indirizzi:
- complianceISA1@pec.agenziaentrate.it
- complianceISA2@pec.agenziaentrate.it
Si fa presente che le caselle PEC utilizzate dall'Agenzia delle Entrate hanno funzione esclusivamente informativa e sono configurate come "no-reply". Di conseguenza non sarà possibile inviare risposte, memorie difensive o documentazione direttamente tramite posta elettronica certificata. Va altresì notato che, anche rispetto ad altre campagne di compliance, questa nuova procedura, relativa alla verifica dell'affidabilità fiscale, presenta una particolarità: il contribuente non potrà trasmettere liberamente documenti o spiegazioni con modalità autonome. Se il contribuente ritiene che l'anomalia segnalata non corrisponda alla realtà, oppure vuole evidenziare fatti o circostanze non conosciuti dall'Amministrazione finanziaria, dovrà utilizzare esclusivamente il programma messo a disposizione dall'Agenzia. Le osservazioni e i chiarimenti dovranno così essere trasmessi tramite il Software Comunicazioni anomalie ISA 2026, disponibile gratuitamente sul sito web delle Entrate. L'invio può essere effettuato direttamente dal titolare della partita IVA oppure tramite il proprio commercialista o altro intermediario abilitato.
Qualora il contribuente accerti che l'anomalia evidenziata dal Fisco è effettivamente fondata, potrà regolarizzare spontaneamente la propria posizione ricorrendo al ravvedimento operoso. L'istituto, disciplinato dall'art. 13 del d. lgs. n. 472/1997, consente di sanare violazioni ed errori beneficiando di una riduzione delle sanzioni rispetto a quelle ordinariamente previste. L'entità dello sconto dipenderà dal tempo trascorso tra la violazione e la regolarizzazione: quanto prima il contribuente provvederà a correggere l'errore e a versare quanto dovuto, tanto maggiore sarà la riduzione delle sanzioni applicabili. In questo modo la procedura di compliance rappresenta uno strumento con cui il contribuente può facilmente verificare la correttezza della propria posizione fiscale e, se necessario, adempiere spontaneamente evitando l'avvio di contestazioni più gravose.