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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 20036 del 18 luglio 2025
«Il comportamento che deride e umilia un collega per una sua menomazione fisica consiste in un'offesa alla dignità personale e può configurare una doppia discriminazione per ragioni di genere e di disabilità, tale da giustificare ampiamente il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15316 del 9 giugno 2025
«La giusta causa di licenziamento ex art. 2119 c.c. integra una clausola generale che l'interprete deve concretizzare tramite fattori esterni relativi alla coscienza generale e principi tacitamente richiamati dalla norma. L'accertamento della...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 10950 del 26 aprile 2025
«In tema di licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo, la valutazione della gravità e proporzionalità della condotta rientra nell'attività sussuntiva e valutativa del giudice di merito, avuto riguardo agli elementi...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 8154 del 27 marzo 2025
«Per giustificare il licenziamento per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 c.c., è sufficiente l'accertamento della condotta del lavoratore che comprometta in modo grave il rapporto fiduciario con il datore di lavoro. Tale condotta, sebbene non...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4227 del 18 febbraio 2025
«Il licenziamento per giusta causa può essere legittimamente disposto anche per condotte poste in essere dal lavoratore nell'ambito di un precedente rapporto di lavoro con lo stesso datore di lavoro, purché tali condotte, apprese dal datore di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 3971 del 16 febbraio 2025
«In tema di licenziamento per giusta causa, l'onere di allegazione dell'incidenza, irrimediabilmente lesiva del vincolo fiduciario, del comportamento extralavorativo del dipendente sul rapporto di lavoro, è assolto dal datore di lavoro con la...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2028 del 28 gennaio 2025
«Il licenziamento per giusta causa può essere ritenuto legittimo sulla base di un'accurata valutazione delle prove acquisite, anche se trattate in sede penale, dal giudice civile. La perdita del vincolo fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 1229 del 17 gennaio 2025
«La giusta causa del licenziamento è integrata quando si accerta che il lavoratore ha posto in essere comportamenti illeciti con specifico intento doloso, tali da arrecare disvalore all'attività lavorativa. La falsificazione di documenti e...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 172 del 7 febbraio 2025
«Qualora il licenziamento sia intimato per giusta causa e siano stati contestati al dipendente diversi episodi rilevanti sul piano disciplinare, ciascuno di essi autonomamente considerato costituisce base idonea per giustificare la sanzione; non è...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 33143 del 18 dicembre 2024
«Il licenziamento per giusta causa ex art. 2119 c.c., applicabile anche ai dirigenti, può derivare da condotte che, pur non configurandosi come inadempimenti contrattuali espliciti, compromettono in misura significativa il vincolo fiduciario...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 32155 del 12 dicembre 2024
«La nozione di giusta causa di licenziamento disciplinare prevista dall'art. 2119 c.c. ha natura legale, e pertanto l'elencazione delle ipotesi contenuta nei contratti collettivi ha solo valenza esemplificativa. Il giudice di merito è chiamato a...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 31627 del 9 dicembre 2024
«In materia di licenziamento disciplinare, la valutazione della proporzionalità tra sanzione espulsiva e addebito contestato spetta al giudice del merito ed è censurabile in Cassazione solo per vizi logici o giuridici manifesti o per omesso esame...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 30748 del 29 novembre 2024
«Il giudice del lavoro, investito della legittimità del licenziamento per giusta causa, deve autonomamente valutare la gravità del comportamento del lavoratore alla luce degli artt. 2119 c.c. e 1 della L. n. 604 del 1966. Tale giudizio deve...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 29139 del 12 novembre 2024
«In tema di licenziamento, la previsione, da parte del contratto collettivo o del codice disciplinare, della sanzione espulsiva non è vincolante per il giudice, poiché il giudizio di gravità e di proporzionalità della condotta rientra nell'attività...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 28364 del 5 novembre 2024
«La qualificazione della giusta causa di licenziamento deve considerare l'intero comportamento del lavoratore e non focalizzarsi su singoli episodi isolati, valutando anche l'eventuale sussistenza di circostanze attenuanti. (artt. 3 della legge n....»
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Cassazione penale, Sez. Lavoro, ordinanza n. 26765 del 15 ottobre 2024
«La falsificazione del resoconto del lavoro svolto può costituire giusta causa di licenziamento ai sensi dell'art. 2119 c.c., in considerazione della lesione del rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore, soprattutto quando la...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 26440 del 10 ottobre 2024
«La giusta causa di licenziamento, quale fatto che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto, è una nozione che la legge - allo scopo di un adeguamento delle norme alla realtà da disciplinare, articolata e mutevole nel tempo -...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 27827 del 13 giugno 2025
«In tema di difesa tecnica, l'incompatibilità prevista dall'art. 106, comma 1, cod. proc. pen. sussiste soltanto ove il contrasto di interessi tra i coimputati sia effettivo, concreto ed attuale, tale cioè da rendere impossibile la proposizione di...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 3568 del 17 settembre 2018
«E' consentita la notificazione di atti a mezzo fax o a mezzo pec al difensore domiciliatario dell'imputato, che abbia rinunciato al mandato, nel caso in cui non sia intervenuta una modifica della domiciliazione, in quanto la nomina del difensore,...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 18113 del 11 marzo 2021
«La rinuncia o la revoca del mandato da parte del difensore di fiducia produce effetto solo dal momento in cui l'imputato sia assisto da un nuovo difensore (di fiducia o d'ufficio) e sia decorso il termine a difesa eventualmente concesso, con la...»
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Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 13236 del 23 marzo 2022
«La rinuncia al mandato da parte del difensore domiciliatario, con contestuale espressa dichiarazione, comunicata all'autorità procedente, di non accettare le notifiche presso il proprio studio, priva di efficacia anche la precedente elezione di...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 35795 del 9 ottobre 2025
«La rinuncia al mandato difensivo comporta l'obbligo, per il giudice, di nominare tempestivamente all'imputato, che non abbia provveduto a una nuova designazione fiduciaria, un difensore d'ufficio ai sensi dell'art. 97, comma 1, cod. proc. pen., ma...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 21683 del 15 gennaio 2019
«La trasmissione della nomina del difensore di fiducia a mezzo posta elettronica certificata, pur individuabile, al pari del telegramma o del telefax, come strumento attraverso il quale detta dichiarazione può essere fatta pervenire alla autorità...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 23884 del 1 marzo 2019
«In materia di diritto di difesa, il giudice legittimamente non accoglie l'istanza di rinvio avanzata ai sensi dell'art. 108 cod. proc. pen. dal nuovo difensore, nominato ex art. 97, comma 1, cod. proc. pen. in sostituzione di altro revocato,...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 13401 del 5 febbraio 2020
«La mancata concessione del termine a difesa previsto dall'art. 108 cod. proc. pen. determina una nullità generale a regime intermedio (in quanto attiene all'assistenza dell'imputato e non all'assenza del difensore), che deve essere eccepita, a...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 16487 del 23 gennaio 2025
«La mancata concessione del termine a difesa previsto dall'art. 108 cod. proc. pen., attenendo all'assistenza dell'imputato e non all'assenza del difensore, determina una nullità generale a regime intermedio che non può essere dedotta per la prima...»
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Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 10198 del 4 novembre 2015
«Il cittadino italiano appartenente ad una minoranza linguistica riconosciuta, nell'ambito di ogni procedimento pubblico cui lo stesso sia interessato, ha il diritto di essere interrogato o esaminato nella lingua di appartenenza e di ricevere...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 18957 del 22 marzo 2017
«L'obbligo di usare la lingua italiana si riferisce agli atti da compiere nel procedimento davanti all'autorità giudiziaria che procede, mentre per quelli già formati, da acquisire nel processo, l'obbligatorietà della traduzione si pone solo...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 47016 del 6 novembre 2024
«In tema di archiviazione, è abnorme, in quanto adottato in carenza di potere e causativo di stasi processuale, il decreto con cui il giudice per le indagini preliminari dichiara inammissibile la richiesta di archiviazione di un procedimento...»
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Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 3824 del 17 ottobre 2024
«In tema di archiviazione, non è abnorme il decreto con cui il giudice dichiara inammissibile la richiesta riguardante procedimento relativo a "ignoti seriali", depositata in formato analogico e non telematico, in forza dell'attestato...»