-
Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 421 del 8 gennaio 2024
«In tema di appalto, qualora il committente eserciti il diritto unilaterale di recesso ex art. 1671 c.c., non è preclusa la sua facoltà di invocare la restituzione degli acconti versati e il risarcimento dei danni subiti per condotte di...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 3249 del 5 febbraio 2024
«In tema di appalto, il direttore dei lavori è responsabile nei confronti del committente se non rileva in corso d'opera l'inadeguatezza delle opere strutturali, anche se affidate ad altro professionista, salvo che dimostri che i vizi potevano...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 5934 del 5 marzo 2024
«In caso di mancata ultimazione dei lavori nell'ambito di un contratto d'appalto, la disciplina applicabile nei confronti dell'appaltatore è quella generale in materia di inadempimento contrattuale, mentre la speciale garanzia prevista dagli artt....»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 14569 del 24 maggio 2024
«In tema di contratto di appalto, la decadenza del committente dall'azione di garanzia per i vizi e difformità dell'opera, prevista dall'art. 1667 c.c., non è rilevabile d'ufficio, pertanto la relativa eccezione deve essere proposta dal convenuto...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 19979 del 19 luglio 2024
«In tema di inadempimento del contratto d'appalto, laddove l'opera risulti ultimata, il committente, convenuto per il pagamento, può opporre all'appaltatore le difformità ed i vizi dell'opera, in virtù del principio inadimpleti non est adimplendum...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 21793 del 2 agosto 2024
«Quando una parte si assume con scrittura privata un obbligo unilaterale di eseguire lavori di riparazione specificando anche la responsabilità per la cattiva esecuzione e il ritardo nell'esecuzione, tale obbligo non è soggetto ai termini di...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 33034 del 18 dicembre 2024
«In tema di responsabilità dell'appaltatore, gli artt. 1667, 1668 e 1669 c.c. integrano i principi generali in materia di inadempimento delle obbligazioni, senza escluderne l'applicazione, cosicché, ove l'opera sia realizzata in violazione delle...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 7193 del 18 marzo 2025
«In tema di appalto, allorché l'appaltatore eccepisca la decadenza del committente dalla garanzia di cui all'art. 1667 c.c., incombe su quest'ultimo l'onere di dimostrare di aver tempestivamente denunciato i vizi. La denuncia costituisce una...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 14829 del 3 giugno 2025
«Nel contratto di appalto, qualora il committente sia un condominio, il termine per la denuncia dei vizi e delle difformità dell'opera (art. 1667 cod. civ.) decorre dal momento in cui l'amministratore abbia acquisito conoscenza obiettiva della...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 18409 del 7 luglio 2025
«In tema di appalto, qualora l'opera appaltata sia affetta da vizi occulti o non conoscibili, perché non apparenti all'esterno, il termine di prescrizione dell'azione di garanzia decorre dalla scoperta dei vizi (che sia successiva alla consegna),...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 22634 del 5 agosto 2025
«Nell'ambito dell'appalto, il giudice ha il dovere di qualificare la domanda proposta in base ai fatti costitutivi e al bene della vita richiesto, indipendentemente dall'erronea individuazione della disciplina applicabile da parte del committente;...»
-
Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 22649 del 5 agosto 2025
«In tema di appalto, l'azione contro l'appaltatore, ai sensi dell'art. 1667, comma 3, c.c., si prescrive in due anni decorrenti dalla consegna definitiva dei lavori, in caso di vizi palesi e riconoscibili, ovvero, laddove occulti o non...»
-
Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 24002 del 27 agosto 2025
«In caso di denuncia di vizi occulti della cosa venduta, i termini di decadenza e di prescrizione dell'azione di garanzia prevista dall'art. 1667 c.c. decorrono non dalla consegna del bene, bensì dal momento della scoperta dei vizi stessi....»
-
Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2007 del 30 gennaio 2026
«In presenza di difetti della costruzione tali da incidere sugli elementi essenziali dell'opera, influendo sulla sua durata e compromettendone la conservazione, il giudice è tenuto a qualificare la domanda indipendentemente dalla formula adottata...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 23667 del 21 agosto 2025
«In tema di licenziamento disciplinare per giusta causa, gli illeciti extralavorativi commessi dall'amministratore, che sia anche dipendente, possono giustificare il recesso se tali comportamenti sono gravemente in contrasto con i valori...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 23664 del 21 agosto 2025
«L'attività di integrazione del precetto normativo di cui all'art. 2119 c.c., compiuta dal giudice di merito, è sindacabile in Cassazione solo se la contestazione del giudizio valutativo contenuta nel ricorso non sia generica e meramente...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 20036 del 18 luglio 2025
«Il comportamento che deride e umilia un collega per una sua menomazione fisica consiste in un'offesa alla dignità personale e può configurare una doppia discriminazione per ragioni di genere e di disabilità, tale da giustificare ampiamente il...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15316 del 9 giugno 2025
«La giusta causa di licenziamento ex art. 2119 c.c. integra una clausola generale che l'interprete deve concretizzare tramite fattori esterni relativi alla coscienza generale e principi tacitamente richiamati dalla norma. L'accertamento della...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 10950 del 26 aprile 2025
«In tema di licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo, la valutazione della gravità e proporzionalità della condotta rientra nell'attività sussuntiva e valutativa del giudice di merito, avuto riguardo agli elementi...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 8154 del 27 marzo 2025
«Per giustificare il licenziamento per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 c.c., è sufficiente l'accertamento della condotta del lavoratore che comprometta in modo grave il rapporto fiduciario con il datore di lavoro. Tale condotta, sebbene non...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4227 del 18 febbraio 2025
«Il licenziamento per giusta causa può essere legittimamente disposto anche per condotte poste in essere dal lavoratore nell'ambito di un precedente rapporto di lavoro con lo stesso datore di lavoro, purché tali condotte, apprese dal datore di...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 3971 del 16 febbraio 2025
«In tema di licenziamento per giusta causa, l'onere di allegazione dell'incidenza, irrimediabilmente lesiva del vincolo fiduciario, del comportamento extralavorativo del dipendente sul rapporto di lavoro, è assolto dal datore di lavoro con la...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2028 del 28 gennaio 2025
«Il licenziamento per giusta causa può essere ritenuto legittimo sulla base di un'accurata valutazione delle prove acquisite, anche se trattate in sede penale, dal giudice civile. La perdita del vincolo fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore,...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 1229 del 17 gennaio 2025
«La giusta causa del licenziamento è integrata quando si accerta che il lavoratore ha posto in essere comportamenti illeciti con specifico intento doloso, tali da arrecare disvalore all'attività lavorativa. La falsificazione di documenti e...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 172 del 7 febbraio 2025
«Qualora il licenziamento sia intimato per giusta causa e siano stati contestati al dipendente diversi episodi rilevanti sul piano disciplinare, ciascuno di essi autonomamente considerato costituisce base idonea per giustificare la sanzione; non è...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 33143 del 18 dicembre 2024
«Il licenziamento per giusta causa ex art. 2119 c.c., applicabile anche ai dirigenti, può derivare da condotte che, pur non configurandosi come inadempimenti contrattuali espliciti, compromettono in misura significativa il vincolo fiduciario...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 32155 del 12 dicembre 2024
«La nozione di giusta causa di licenziamento disciplinare prevista dall'art. 2119 c.c. ha natura legale, e pertanto l'elencazione delle ipotesi contenuta nei contratti collettivi ha solo valenza esemplificativa. Il giudice di merito è chiamato a...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 31627 del 9 dicembre 2024
«In materia di licenziamento disciplinare, la valutazione della proporzionalità tra sanzione espulsiva e addebito contestato spetta al giudice del merito ed è censurabile in Cassazione solo per vizi logici o giuridici manifesti o per omesso esame...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 30748 del 29 novembre 2024
«Il giudice del lavoro, investito della legittimità del licenziamento per giusta causa, deve autonomamente valutare la gravità del comportamento del lavoratore alla luce degli artt. 2119 c.c. e 1 della L. n. 604 del 1966. Tale giudizio deve...»
-
Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 29139 del 12 novembre 2024
«In tema di licenziamento, la previsione, da parte del contratto collettivo o del codice disciplinare, della sanzione espulsiva non è vincolante per il giudice, poiché il giudizio di gravità e di proporzionalità della condotta rientra nell'attività...»