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Circolazione stradale - -

Si può viaggiare a 150 km/h in autostrada?

Si può viaggiare a 150 km/h in autostrada?
Gli enti proprietari delle autostrade hanno la facoltà di fissare limiti di velocità minimi e massimi diversi da quelli fissati in generale dal Codice della Strada purchè entro i limiti massimi fissati dalla legge.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26393 del 7 novembre 2017, ha fornito alcune interessanti precisazioni in tema “eccesso di velocità”.

Il caso sottoposto all’esame della Cassazione ha interessato un conducente, che aveva presentato opposizione avverso un verbale di contestazione che gli era stato elevato dalla Polizia stradale, per violazione dell’art. 142 Cod. strada (eccesso di velocità).

L’opposizione era stata rigettata sia in primo che in secondo grado, con la conseguenza che il conducente multato aveva deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione.

Secondo il ricorrente, in particolare, il verbale di contestazione doveva considerarsi illegittimo, in quanto, nel caso di specie, il superamento del limite di velocità era avvenuto in autostrada e l’ente proprietario della stessa non aveva individuatoneppure un tratto lungo il quale fosse consentito viaggiare alla velocità massima prevista dalla legge, vale a dire 150 chilometri orari”, con conseguente violazione dell’art. 142, comma 1, cod. strada.

Evidenziava il ricorrente, inoltre, che, in caso di mancata segnalazione dei tratti lungo i quali è possibile viaggiare a 150 km/h, “in presenza di autostrada rettilinea e in piano, con tre corsie di percorrenza e una di emergenza, in entrambi i sensi di marcia”, la sanzione applicabile dovrebbe essere quella minima, prevista per le violazioni del limite di velocità inferiori ai 10 km/h.

La Corte di Cassazione, tuttavia, non riteneva di dover aderire alle considerazioni svolte dal conducente, rigettando il ricorso proposto, in quanto infondato.

Osservava la Cassazione, infatti, che gli enti proprietari delle strade non hanno l’obbligo ma solo la “facoltà discrezionale di fissare, provvedendo alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e massimi diversi da quelli fissati con carattere generale dall’art. 142 C.d.S., in riferimento a determinate strade o tratti di strada ed in considerazione dello stato dei luoghi, purchè entro i limiti massimi di velocità dettati dal medesimo art. 142, comma 1”.

Rilevava la Corte, peraltro, come dal testo dell’art. 142 cod. strada, emergeva con chiarezza che la struttura dell’autostradaè la precondizione per l’aumento del limite massimo da 130 a 150 chilometri orari, ma che questo è rimesso alla prudente valutazione dell’ente proprietario, essendo in gioco la sicurezza della circolazione e la tutela della vita umana”.

Precisava la Cassazione, infine, che il mancato esercizio della suddetta facoltà, da parte dell’ente proprietario della strada, “comporta una sola conseguenza rilevante sul piano sanzionatorio, e cioè l’applicazione dei limiti minimo e massimo previsti dalla legge, con riferimento a ciascun tipo di strada”.

Ebbene, nel caso di specie, poiché, dagli accertamenti effettuati, era emerso che il conducente viaggiava a 158 km/h in autostrada, “l’assenza di segnalazione di diverso limite di velocità comportava l’applicazione del limite massimo di 130 chilometri orari, previsto dalla legge con riferimento alle autostrade”.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte di Cassazione rigettava il ricorso proposto dal conducente multato, confermando integralmente la sentenza impugnata.

Redazione Giuridica

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