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Successione, rischi di restare senza luce o gas e di pagare abbonamenti inutili per mesi: ecco cosa controllare subito

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Successione, rischi di restare senza luce o gas e di pagare abbonamenti inutili per mesi: ecco cosa controllare subito
Quando muore un familiare, tra i mille pensieri pratici da affrontare c'è anche quello delle utenze domestiche domiciliate sul suo conto corrente. In molti danno per scontato che luce, gas e telefono continuino a essere saldati come prima, ma non è sempre così, e capirlo subito evita brutte sorprese
Appena una banca riceve la notizia della morte del correntista, fa scattare le procedure previste per la gestione della successione. È un passaggio quasi automatico, non un capriccio dell'istituto di credito: la legge impone, infatti, cautele precise a tutela di tutti gli eredi. In particolare, l'articolo 48, comma 4, del Decreto Legislativo 31 ottobre 1990, n. 346 (il Testo Unico sulle successioni e donazioni) stabilisce che i debitori del defunto - e la banca lo è nei confronti degli eredi - non possono liquidare somme o disporre pagamenti finché non viene fornita la prova che la dichiarazione di successione è stata presentata. È da questa norma che nasce, nella pratica quotidiana, il cosiddetto "congelamento" del conto.
Detto questo, il blocco non è quasi mai totale e istantaneo per ogni singola operazione. Molti istituti, nei primi tempi successivi alla comunicazione del decesso, lasciano correre gli addebiti diretti già attivi - come RID o SDD delle utenze - proprio perché si tratta di spese correnti e non di prelievi di capitale. Altri, al contrario, scelgono di sospendere fin da subito qualunque uscita, comprese le domiciliazioni. Non esiste quindi una regola identica per tutte le banche: la prassi varia da istituto a istituto, e persino da filiale a filiale a seconda dei tempi tecnici di gestione della pratica.
Perché le bollette possono restare scoperte
Proprio per questa disomogeneità, dare per certo che luce, gas, acqua o canone telefonico continuino a essere pagati in automatico è un errore che si paga caro. Se la banca decide di interrompere l'operatività del conto, gli addebiti programmati semplicemente non partono più, e il fornitore del servizio si ritrova con una fattura insoluta. Da lì nascono solleciti, e nei casi più sfortunati anche l'interruzione della fornitura, con tutti i disagi che ne conseguono per chi continua ad abitare nell'immobile.
È bene sapere, inoltre, che il blocco del conto non impedisce alle somme di entrare: bonifici, pensioni residue o accrediti vari continuano regolarmente ad affluire, mentre è sul fronte delle uscite che si concentra l'incertezza.
Cosa conviene controllare nei primi giorni
Proprio perché la situazione non è uniforme, il consiglio pratico più utile è muoversi in fretta, senza aspettare che arrivi un sollecito a far scattare l'allarme. Vale la pena chiamare la propria banca per capire quale sia la politica adottata sul conto del defunto, e contestualmente contattare uno per uno i fornitori delle utenze domiciliate.
Tra le voci che meritano un controllo immediato ci sono le bollette di luce, gas e acqua, la telefonia fissa e mobile con relativa connessione internet, le eventuali spese condominiali addebitate in automatico e i canoni di abbonamenti digitali o assicurativi con rinnovo periodico. Un controllo tempestivo consente di scegliere consapevolmente se mantenere attiva la fornitura, magari a nome di chi continuerà a vivere in quella casa, oppure se disdirla del tutto.
L'errore più comune: pensare che tutto proceda da solo
L'insidia maggiore, in questa fase già delicata dal punto di vista emotivo, è proprio l'illusione che la macchina burocratica e bancaria funzioni in automatico senza bisogno di alcun intervento umano. Non è così: gli eredi devono farsi parte attiva, verificando conto per conto e utenza per utenza cosa sta effettivamente accadendo.
Capita spesso, per esempio, che vengano dimenticati abbonamenti a piattaforme streaming, polizze assicurative o servizi online sottoscritti dal defunto, che continuano silenziosamente a generare addebiti finché qualcuno non se ne accorge, magari mesi dopo, scorrendo un vecchio estratto conto. Una ricognizione completa e tempestiva di tutti i pagamenti ricorrenti resta quindi il modo più sicuro per non trovarsi, a distanza di tempo, a dover gestire debiti inattesi o servizi mai utilizzati, ma comunque pagati.

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