Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Successione, fanno parte dell'eredità anche il cane e il gatto: ecco chi deve occuparsene e come dividere le spese

Eredità - -
Successione, fanno parte dell'eredità anche il cane e il gatto: ecco chi deve occuparsene e come dividere le spese
Quando una persona viene a mancare e lascia in casa un cane o un gatto, il dolore per la perdita si intreccia quasi subito con una domanda molto pratica: chi si prende cura dell'animale da quel momento in poi? È una situazione che riguarda sempre più famiglie italiane, ed è bene sapere come affrontarla senza farsi cogliere impreparati
Negli ultimi anni, il modo in cui viviamo la relazione con gli animali da compagnia è cambiato radicalmente. Non sono più semplici "beni" da gestire, ma presenze quotidiane che per molte persone, soprattutto anziane, rappresentano l'unico vero punto fermo della giornata. Basti pensare a chi vive solo con il proprio cane o gatto dopo la pensione: l'animale scandisce i ritmi della casa, offre compagnia e, in molti casi, un sostegno emotivo che nessun altro membro della famiglia riesce a garantire con la stessa costanza.
Quando questa persona viene a mancare, il cambiamento per l'animale è immediato e spesso traumatico: cambiano gli odori, le abitudini, le persone di riferimento. Per questo motivo il tema non può essere archiviato come una questione secondaria della successione, ma va affrontato con la stessa attenzione riservata agli altri aspetti dell'eredità, mettendo al centro il benessere dell'animale.
Le necessità dell'animale non si fermano con il lutto
Un errore comune è pensare che, di fronte a un lutto, tutto il resto possa attendere. In realtà le esigenze quotidiane di un cane o di un gatto non si interrompono nemmeno per un giorno: servono pasti regolari, eventuali cure veterinarie, la somministrazione di farmaci se l'animale è già in terapia, l'igiene e, per i cani, le uscite quotidiane. È quindi indispensabile che qualcuno tra i familiari se ne faccia carico fin da subito, anche solo in via provvisoria.
Nella pratica capita spesso che sia il figlio che abita più vicino, oppure la persona che in vita aveva già un legame più stretto con l'animale, a occuparsene nei primi giorni. Si tratta però quasi sempre di una soluzione tampone, utile a superare l'emergenza, ma non necessariamente definitiva: con il passare delle settimane la famiglia dovrà individuare una sistemazione stabile, valutando chi ha davvero le condizioni - di spazio, di tempo e di disponibilità - per accogliere l'animale in modo permanente.
Spese da dividere e disaccordi da evitare
Prendersi cura di un animale ha un costo che non va sottovalutato, e che cresce se l'animale è anziano o ha bisogno di cure particolari: cibo, visite dal veterinario, vaccinazioni, eventuali farmaci e toelettatura sono spese destinate a ripetersi nel tempo.
Quando gli eredi sono più di uno, è naturale chiedersi come ripartire questi costi, soprattutto se l'animale resta nella disponibilità di un solo familiare mentre gli altri non partecipano alla gestione quotidiana. Non sempre, purtroppo, c'è accordo: qualcuno potrebbe non avere spazio in casa, qualcun altro avere già altri animali o vivere lontano, altri ancora avere impegni lavorativi che rendono impossibile occuparsene. In questi casi la cosa più importante è arrivare a una decisione condivisa nel minor tempo possibile, evitando che l'incertezza si protragga a discapito del benessere dell'animale, che nel frattempo continua ad avere bisogno di cure e stabilità.
Documenti da recuperare e il valore di una scelta consapevole
Durante il riordino della casa del defunto, tra le carte da non trascurare ci sono proprio quelle relative all'animale: il libretto sanitario, eventuali certificati veterinari, la documentazione del microchip, le polizze assicurative e le prescrizioni in corso. Recuperare questi documenti è essenziale per garantire continuità nelle cure e per gestire senza intoppi eventuali pratiche amministrative legate al passaggio di proprietà dell'animale.
Al di là degli aspetti pratici, però, la scelta su chi si occuperà del cane o del gatto dovrebbe partire sempre da una domanda semplice: qual è la soluzione migliore per la sua qualità di vita? Un animale anziano, abituato da anni allo stesso ambiente, può soffrire molto un cambiamento improvviso. Proprio per questo, sempre più persone scelgono di parlarne in anticipo con i propri familiari, indicando già in vita chi vorrebbero si prendesse cura del proprio animale. È un piccolo gesto di responsabilità che, in un momento già difficile, può risparmiare alla famiglia incomprensioni inutili e garantire all'animale la continuità affettiva di cui ha bisogno.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.