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Scuola, potrai mandare i nonni alle assemblee di classe di tuo figlio se lavori, basterà una delega: nuova proposta

Scuola, potrai mandare i nonni alle assemblee di classe di tuo figlio se lavori, basterà una delega: nuova proposta
Quando mamma e papà sono bloccati al lavoro, a rappresentare la famiglia davanti agli insegnanti potrebbero presto essere i nonni, con una delega firmata dai genitori. È la richiesta arrivata sul tavolo del ministro Valditara: ecco cosa prevede e chi l’ha presentata
Sono milioni le famiglie italiane che, ogni giorno, si reggono su un equilibrio delicato fatto di orari di lavoro, impegni e figli da accompagnare. In questo scenario i nonni sono spesso il vero pilastro dell’organizzazione domestica: portano i bambini a scuola, li vanno a riprendere, seguono i compiti del pomeriggio. Eppure, quando si tratta di partecipare alla vita scolastica in modo ufficiale, restano fuori dalla porta. Proprio da questa contraddizione nasce la proposta inviata al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, da due associazioni: ANLA, l’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, e Nonni 2.0.
La richiesta è chiara: permettere ai nonni di partecipare alle assemblee di classe dei nipoti in rappresentanza della famiglia, ma solo nei casi in cui i genitori siano impossibilitati a farlo e soltanto in presenza di una delega specifica. Non si tratta quindi di sostituire mamma e papà nel loro ruolo, ma di offrire un’alternativa concreta quando questi non riescono a essere presenti.
L’iniziativa non è nata per caso: è stata lanciata subito dopo la Festa dei Nonni, con l’obiettivo di dare un riconoscimento più tangibile a chi, ogni giorno, sostiene le famiglie non solo con l’affetto, ma anche con un aiuto pratico.
Più flessibilità per le famiglie e una scuola più partecipata
Secondo le due associazioni promotrici, questa misura porterebbe un doppio vantaggio, perché rafforzerebbe allo stesso tempo la famiglia e la scuola. Da un lato, i genitori avrebbero maggiore flessibilità: chi ha turni di lavoro difficili da conciliare con gli orari delle riunioni scolastiche non sarebbe più costretto a rinunciare a essere informato su ciò che accade in classe. Dall’altro, la scuola stessa ne guadagnerebbe in termini di partecipazione, perché più famiglie riuscirebbero a essere rappresentate durante gli incontri.
È un tema che molti genitori conoscono bene. Le assemblee di classe sono momenti importanti, in cui si discute dell’andamento della classe, delle attività programmate e delle eventuali difficoltà dei ragazzi. Mancarle significa spesso perdere informazioni preziose. Poter contare su una persona di fiducia, che conosce bene il bambino e lo segue quotidianamente, potrebbe fare la differenza. ANLA e Nonni 2.0 hanno inoltre fatto sapere di essere disponibili a incontrare il ministro Valditara, per discutere nel dettaglio su come la proposta potrebbe essere applicata in concreto.
Le parole dei presidenti: "I nonni sono una risorsa"
A spiegare il senso dell’iniziativa sono stati i vertici delle due associazioni. Il presidente di ANLA, Edoardo Patriarca, ha sottolineato come l’allungamento della vita media abbia cambiato profondamente il volto della terza età: oggi molti nonni sono ancora attivi, in buona salute e pienamente in grado di dare un contributo alla società. E la scuola, secondo Patriarca, è uno dei luoghi in cui questo contributo può esprimersi meglio, grazie all’esperienza, alla sensibilità e alla capacità di relazione che i nonni possono mettere a disposizione dei più giovani.
Sulla stessa linea si è espresso Peppino Zola, presidente di Nonni 2.0, secondo cui la proposta va nella direzione di rafforzare il legame tra scuola e famiglia. Una famiglia di cui i nonni, ha ricordato Zola, rappresentano molto spesso una parte essenziale, soprattutto quando si tratta di gestire la routine quotidiana dei bambini. Riconoscere loro un ruolo anche nei rapporti con la scuola significherebbe, in sostanza, prendere atto di una realtà già esistente in moltissime case italiane.
Non solo scuola: il prossimo obiettivo è la legge di bilancio
La richiesta inviata al Ministero, però, è solo il primo passo di un percorso più ampio. ANLA e Nonni 2.0 hanno infatti annunciato l’intenzione di collaborare su altre iniziative pensate per valorizzare il ruolo dei nonni nel sostegno alle famiglie, anche dal punto di vista economico. Un aspetto tutt’altro che secondario: basti pensare a quanto risparmiano molte famiglie grazie ai nonni che si occupano dei nipoti, evitando costi come baby sitter o servizi di doposcuola.
Le due associazioni hanno già avviato un’opera di sensibilizzazione del mondo politico, con un obiettivo preciso: ottenere che nella prossima legge finanziaria vengano inserite misure in grado di riconoscere il contributo dei nonni al welfare familiare. Per ora si tratta di una proposta, e toccherà al Ministero decidere se e come darle seguito. Ma il messaggio lanciato è forte: i nonni non sono soltanto una presenza affettuosa, sono una risorsa concreta per le famiglie e per la scuola, e meritano di essere riconosciuti come tali.


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