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Saviano ottiene la sospensione condizionale della pena: non dovrà versare nemmeno i 1000 euro alla Meloni diffamata

Saviano ottiene la sospensione condizionale della pena: non dovrà versare nemmeno i 1000 euro alla Meloni diffamata
Roberto Saviano riconosciuto colpevole di diffamazione ai danni di Giorgia Meloni e condannato a 1000 euro di multa. Ma perché non dovrà pagare nulla?
Dopo "soli" tre anni dai fatti, arriva la condanna in primo grado per il giornalista Roberto Saviano, riconosciuto colpevole di diffamazione ai danni di Giorgia Meloni. Che cosa aveva fatto? Ebbene, nel dicembre 2020 aveva apostrofato l'attuale premier chiamandola "bastarda", durante una puntata di "Piazzapulita" su La7 mentre si affrontava il tema dei migranti. Il giornalista e scrittore aveva così attaccato la Meloni e Salvini, per le loro posizioni sui salvataggi in mare.
Un insulto dettato dalla morale, potrebbero sostenere alcuni, ma la legge è la legge. E la morale non ha evitato la condanna a Saviano (anche se lo ha aiutato, come vedremo).

Ma andiamo per gradi.
In seguito all'accaduto, Giorgia Meloni aveva sporto querela nei confronti di Roberto Saviano, e la Procura di Roma aveva dato il via alle indagini, chiedendo poi, per il giornalista, la multa di euro 10 mila.
Il reato contestato a Saviano è il reato di diffamazione, previsto e punito dall'art. 595 del Codice Penale.
Tale norma, in particolare, prevede, al primo comma, la pena della reclusione fino a un anno o della multa fino a 1032 euro per chi, fuori dai casi che rientrano nell'ormai depenalizzato reato di ingiuria, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione.
Ai sensi del terzo comma dell'art. 595 del Codice Penale, invece, se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro.
Infine, se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.

La Premier si è costituita parte civile nel processo, chiedendo un risarcimento danni di 75 mila euro, con una provvisionale di euro 50 mila.
Il Giudice romano, tuttavia, ha optato per quella che da molti è stata definita una "condanna simbolica", condannando Saviano ad una multa di 1000 euro.
In particolare, il Tribunale ha riconosciuto la sussistenza dell'attenuante comune prevista dall'art. 62, co.1, n. 1 del Codice Penale, ossia l'aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale.

Saviano e la sua difesa sembrano già pronti a proporre appello, eppure sembra ormai una mera battaglia ideologica. In primis, perché la somma di mille euro, che comunque non andrebbe versata in favore della Meloni, è decisamente inferiore agli euro 10 mila richiesti dal pubblico ministero. Ma soprattutto perché, pur condannato, Saviano non dovrà pagare nulla!
Ma come è possibile tutto ciò? Ve lo spieghiamo noi.
Per quanto riguarda il risarcimento in favore della Meloni, pare che tale richiesta non sia stata accolta dal Tribunale, che non ha concesso neppure la provvisionale. Quindi nessuna somma in favore della Meloni, che potrà comunque proporre appello per una riforma delle parti della sentenza relative alle richieste civili, ossia di risarcimento.
Ma soprattutto, Saviano non dovrà nemmeno pagare i 1000 euro a cui è stato condannato! E questo perché il giudice, oltre alla non menzione della condanna nel casellario giudiziale, ha concesso allo scrittore la sospensione condizionale della pena.
Si tratta di un istituto previsto dall'art. 163 del Codice Penale, che prevede, in sostanza, nel caso di condanna alla reclusione o all'arresto per un tempo non superiore a due anni, ovvero nel caso di condanna a pena pecuniaria che, sola o congiunta alla pena detentiva e ragguagliata a norma dell'articolo 135, sia equivalente ad una pena privativa della libertà personale per un tempo non superiore, nel complesso, a due anni, il giudice può ordinare che l'esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di cinque anni se la condanna è per delitto e di due anni se la condanna è per contravvenzione.
La sospensione condizionale della pena può essere concessa dal giudice se ritiene che il condannato si asterrà dal compiere ulteriori reati, nei limiti e secondo le condizioni di cui agli artt. 164 e ss. del Codice Penale.
Ex art. 167 del Codice Penale, trascorsi i termini stabiliti, se il condannato non commette un delitto, ovvero una contravvenzione della stessa indole, e adempie agli obblighi impostigli, il reato è estinto.
In tal caso non ha luogo l'esecuzione delle pene.
Ebbene, questo significa che, allo stato, nonostante la condanna, Roberto Saviano non dovrà pagare nemmeno un euro e non dovrà farlo neppure in futuro se, nel termine dei 5 anni, non commetterà un altro delitto della stessa indole.
Ma non ci resta che aspettare l'appello per saperne di più, in quanto il giornalista potrebbe addirittura essere assolto.


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