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Partite IVA, in arrivo il forfettario fino a 100mila euro, ma scatta anche l’IVA in fattura: ecco cosa cambia in concreto

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Partite IVA, in arrivo il forfettario fino a 100mila euro, ma scatta anche l’IVA in fattura: ecco cosa cambia in concreto
La manovra finanziaria per il 2027 introduce un sistema a doppia soglia, distinguendo tra permanenza nel regime forfettario ai fini delle imposte sui redditi e perdita dell’esonero ai fini IVA
La cosiddetta “flat tax”, nel linguaggio corrente, coincide per i lavoratori autonomi e le partite IVA individuali con il regime forfettario disciplinato dall’art. 1, commi 54-89, della legge n. 190/2014 . Si tratta di un regime fiscale agevolato riservato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, costruito su due pilastri: una determinazione forfettaria del reddito e l’applicazione di una imposta sostitutiva in luogo dell’IRPEF ordinaria e delle relative addizionali.

Alla base imponibile così determinata si applica una imposta sostitutiva del 15%; per chi avvia una nuova attività e ricorrono i presupposti di legge, l’aliquota può ridursi al 5% per i primi cinque anni.
Uno dei motivi del successo della flat tax per le partite IVA individuali sta nelle semplificazioni.

La legge prevede che i contribuenti forfettari:
  • non addebitano l’IVA in rivalsa e non esercitano il diritto alla detrazione, salvo i casi in cui il regime venga meno o operino regole particolari ;
  • non subiscono ritenuta d’acconto sui compensi, previa apposita dichiarazione;
  • sono esonerati da vari obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando l’obbligo di conservazione dei documenti.

La legge n. 197/2022 ha modificato il comma 54 della legge n. 190/2014, sostituendo la soglia di 65.000 euro con quella di 85.000 euro, e ha aggiunto al comma 71 la regola secondo cui il regime “cessa di avere applicazione dall’anno stesso” in cui i ricavi o compensi superano 100.000 euro, con IVA dovuta “a partire dalle operazioni effettuate che comportano il superamento del predetto limite” .
Da qui deriva il quadro oggi vigente, ben riassumibile così:
  • fino a 85.000 euro: permanenza nel forfettario;
  • oltre 85.000 euro, ma non oltre 100.000 euro: uscita dal regime dall’anno successivo;
  • oltre 100.000 euro nel corso dell’anno: uscita immediata nello stesso anno, con IVA dovuta dalle operazioni che determinano il superamento.

Adesso la novità è che il regime forfettario non avrebbe più una sola soglia operativa, ma due soglie distinte:
  • 85.000 euro come limite rilevante ai fini IVA;
  • 100.000 euro come limite rilevante ai fini della permanenza nel regime agevolato per le imposte dirette.

In altri termini, il contribuente potrebbe continuare ad applicare la tassazione sostitutiva del forfettario fino a 100.000 euro di ricavi o compensi, ma, una volta superata la soglia di 85.000 euro, perderebbe l’esonero IVA e dovrebbe iniziare a emettere fatture con imposta.

In mancanza di norme transitorie, la nuova soglia di 100.000 euro dovrebbe valere già per la permanenza nel regime nel 2027, con verifica sugli incassi del 2026, perché i requisiti si controllano sull’anno precedente . Di conseguenza, chi nel 2026 avesse percepito compensi superiori a 85.000 euro ma non oltre 100.000 euro potrebbe, nel 2027, restare nel forfettario per le imposte sul reddito, pur perdendo l’esonero dall’IVA.

Restano però due profili da chiarire nel testo definitivo. Il primo riguarda la regola dell’uscita immediata: oggi scatta oltre 100.000 euro, ma se quella stessa soglia diventasse anche il nuovo tetto di permanenza nel regime, il coordinamento normativo dovrebbe essere riscritto. Il secondo concerne il momento in cui l’IVA diventa esigibile per chi supera gli 85.000 euro: non è ancora chiaro se dalla fattura che determina lo sforamento oppure solo dall’anno successivo.

Sul fronte dei contribuenti che hanno anche redditi di lavoro dipendente, la manovra finanziaria per il 2027 non introdurrebbe, allo stato, novità specifiche. Pertanto, in assenza di proroghe, dal 2027 potrebbe tornare a rilevare il limite ordinario di 30.000 euro previsto dalla disciplina generale della legge n. 190/2014.

In sintesi, la flat tax 2027, se il testo sarà confermato, non coinciderà più con un regime integralmente semplificato. Per i contribuenti tra 85.000 e 100.000 euro si profilerebbe un sistema a doppia velocità: forfettario per il reddito, ordinario per l’IVA.

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